Oscar Farinetti acquista vigneti sull’Etna, a Castiglione di Sicilia:"I vini ricordano il mio Nebbiolo delle Langhe"


Eataly Torino


 

A cura di ANDREA DI BELLA

La notizia è apparsa su “Cronache di Gusto”, il magazine on line siciliano di enogastronomia, a firma del direttore Fabrizio Carrera, e riporta: ”Oscar Farinetti acquista vigneti sull'Etna e fa società con Francesco Tornatore”.


L’imprenditore piemontese, patron di Eataly, si è fatto vedere sotto il Vulcano diverse volte negli ultimi due anni, tra lectio magistralis e prospettive di business,  per visitare bellezze dell’isola e cantine sull’Etna. Ieri sera, la notizia dell’acquisto di 20 ettari di vigneto nel territorio di Castiglione di Sicilia, in provincia di Catania, sul versante nord della montagna, uno dei più privilegiati di tutto l’Etna.


“In questo momento voi avete un prodotto straordinario di altissimo livello mondiale che è il vino, l’Etna rosso, secondo me, tra i migliori vini rossi del mondo con delle chance straordinarie. La Sicilia è la terra con la massima biodiversità, nel nostro Paese, avete prodotti eccezionali, unici, dai vini dell’Etna all’olio d’oliva per non parlare delle bellezze della costa”. Così aveva confessato Farinetti in una delle sue puntate a Catania.


Vigneti sull'Etna - Ph ANDREA DI BELLA

I vini mi ricordano quelli delle Langhe e il mio Nebbiolo, per quanto abbiano caratteristiche diverse”, sottolinea, soddisfatto, dopo la nuova acquisizione.


Ecco i retroscena dello sbarco in Sicilia di Farinetti, nell’articolo di Cronache di Gusto.

Vi raccontiamo in anteprima tutti i dettagli di un'operazione destinata a far parlare tutto il mondo del vino italiano e non solo. Il patron di Eataly ha rilevato un'azienda in contrada Carranco a Solicchiata, la frazione di Castiglione di Sicilia, sul versante nord, ritenuto non a torto tra i più pregiati e prestigiosi di tutto l'Etna. L'azienda si chiama per l'appunto Tenuta Carranco, in tutto una ventina di ettari di cui vitati al momento sei, altri cinque da impiantare a vigneto e sei coltivati ad ulivo più alcuni immobili, tra cui una villa. Parte del vigneto ha una sessantina d'anni.


Ma non è tutto. L'acquisizione scatenerà un altro effetto. Una joint venture tra lo stesso Farinetti e Francesco Tornatore, imprenditore etneo molto noto e proprietario di una ormai affermata cantina sempre a Solicchiata e proprietario di oltre sessanta ettari vitati e una produzione di circa 300 mila bottiglie. Farinetti sarà il socio di maggioranza della neonata società che potrebbe chiamarsi Villa dei Baroni, un richiamo alle origini di questa tenuta appartenente ad una famiglia di nobili. Non sono state rese note le cifre dell'investimento complessivo.

 

Il patron di Eataly ha confessato ai suoi amici la soddisfazione per la nuova acquisizione: ”È da tempo che sognavo l'idea di poter fare un vino dell'Etna. Adesso sarà possibile. È un territorio fantastico, i vini mi ricordano quelli delle Langhe e il mio Nebbiolo, per quanto siano anche molto diversi. È la prima volta che investo in Sicilia, una parte d'Italia che a solo pronunciarla mi fa venire l'acquolina in bocca. Con il supporto del mio amico e socio Francesco Tornatore faremo un grande vino e faremo un grande olio. Gli uliveti sono bellissimi tutti coltivati a Nocellara dell'Etna".

 

L'acquisizione sull'Etna è stata effettuata dalla Borgogno, che è l'azienda di Barolo di proprietà interamente della famiglia Farinetti, l'unica società della galassia del patron di Eataly che non ha soci esterni.


Anche Tornatore, cavaliere del lavoro per merito delle sue aziende manifatturiere presenti in ben due continenti, non sta nella pelle. Da quando ha cominciato a chiudere la filiera produttiva del vino ed uscire sul mercato ha inanellato una serie di successi: dai risultati di valore nelle guide gastronomiche agli accordi commerciali con nomi altisonanti come quello dell'americana Gallo per la vendita dei suoi vini negli Stati Uniti. Tornatore, dopo aver chiuso la trattativa di acquisizione, ha confessato ai suoi collaboratori: "Entrare in società con un imprenditore del calibro di Oscar Farinetti per produrre insieme vino dell'Etna è un risultato di grande prestigio per me e la mia famiglia che da sempre crede alle potenzialità del Vulcano. La nostra conoscenza del territorio e la sua bravura di imprenditore nel portare nel mondo il made in Italy più buono, unita all'amore di entrambi per il vino, potrà portare solo del bene all'Etna".


Oscar Farinetti e Francesco Tornatore si sono conosciuti nel gennaio 2016 a margine di Best in Sicily, l'evento che celebra le eccellenze agroalimentari della Sicilia organizzato proprio da Cronache di Gusto. Dopo due anni e mezzo l'amicizia ha portato alla luce una joint venture che non potrà sfuggire agli addetti ai lavori. Per Farinetti è la seconda acquisizione di una cantina nel 2018. Come abbiamo scritto qui nei mesi scorsi è stata rilevata attraverso Fontanafredda (la grande cantina di Serralunga d'Alba che Oscar Farinetti condivide assieme ad altri soci) un'azienda in Chianti Classico. Ora la partita si sposta in Sicilia. Anzi, sull'Etna. Che è cosa ben diversa. E potrebbe essere solo l'inizio”.


E dopo l’arrivo di Angelo Gaja, il Patriarca del Barbaresco, lo scorso anno,  che ha creato con Alberto Graci, vignaiolo di talento siciliano, una società che produce sul Vulcano, ecco un altro imprenditore piemontese che crede nelle potenzialità del vino di Sicilia, e nello straordinario terroir etneo.


“Sul Vulcano nulla sarà come prima”, aveva scritto allora, il direttore Carrera su Cronache di Gusto, alla notizia dello sbarco di Gaja sotto il Vulcano.


Ha avuto ragione! Lo scenario del paesaggio etneo cambia non solo per le attività eruttive del Vulcano ma anche per volontà di uomini intraprendenti.
 



di Andrea Di Bella