Il Parco Nazionale del Gran Paradiso scende a Torino: le suggestioni della Natura, le tipicità enogastronomiche


Ente Parco Nazionale Gran Paradiso

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A cura di  ANDREA DI BELLA

È il 22 marzo 2018, siamo a Torino, al Circolo dei lettori: questo pomeriggio il Parco Nazionale Gran Paradiso si presenta in città, supportato da Turismo Torino e Provincia. Un’occasione da non perdere per conoscere da vicino il primo e più famoso parco nazionale d’Italia, a cavallo tra due regioni, il Piemonte e la Valle d’Aosta.


Un ambiente prevalentemente alpino tra gli 800 metri della fondovalle e i 4.061 metri della vetta: montagne modellate dai grandi ghiacciai e dai torrenti fino a creare le attuali vallate. Ambienti naturali del versante piemontese che vanno dai boschi di castagni del fondovalle ai boschi di faggio e di larici fino a oltre 2000 metri.

Foto: Enzo Massa Micon - Archivio PNGP


E poi è la volta dei pascoli alpini fioriti e dei valloni glaciali ancora più su. Il parco nasce soprattutto con il fine di difendere lo stambecco. Fu Vittorio Emanuele II a fare qui la sua ultima battuta di caccia nel 1913, donando poi allo Stato la propria riserva, che diventò il primo nucleo del parco nazionale istituito nel 1922. Gli stambecchi oggi sono oltre 3000.


Antiche e naturali bellezze da conoscere, da conservare e da sviluppare attraverso progetti di ricerca che mettano in primo piano la Qualità della vita. Un viaggio all’interno dell’area protetta significa incontrare e dialogare con i suoi protagonisti: la fauna selvatica che popola le montagne, i ricercatori che ogni giorno curano e monitorano la fauna, i guardaparco che, con il loro lavoro di tutela, proteggono la biodiversità ed i produttori locali che raccontano una terra e le sue tradizioni attraverso sapori antichi e autentici.


Alla conferenza hanno preso parte Direttore del Parco, Antonio Mingozzi, il Responsabile della Biodiversità e Ricerca scientifica Bruno Bassano, l’Ispettore del Corpo di Sorveglianza Stefano Cerise e Daniela Broglio, nuova direttrice di Turismo Torino e Provincia.


Cento anni del Parco, dalla riserva reale di caccia all’inserimento nella Green List del Parchi mondiali nel 2014, ma soprattutto il racconto degli ambienti naturali del Parco e degli animali che lo abitano, lo stambecco in primis, animale simbolo del Parco, ma anche camosci, marmotte, volpi, lupi e il gipeto. Attraverso suggestivi filmati si è entrati nella realtà straordinaria del parco, a partire dall’importante ruolo di conservazione e di tutela degli habitat e della biodiversità che gli storici guardaparco assicurano dall’alba al tramonto, a supporto della ricerca scientifica, nella lotta al bracconaggio, nel soccorso e nelle attività di educazione ambientale: un lavoro faticoso, ma appassionante, fatto di salite ai casotti, di servizi estremi e di emozionanti incontri ravvicinati con gli abitanti a quattro zampe dell’area protetta.

Daniela Broglio

Ma il Parco più antico d’Italia è stato raccontato anche attraverso i suoi sapori tipici e i suoi prodotti a Marchio di Qualità, frutto del lavoro sapiente dei produttori locali che hanno scelto di aderire al rigido protocollo che garantisce ai consumatori la qualità delle lavorazioni, la provenienza dai territori del Parco e un’accoglienza all’insegna del rispetto per l’ambiente, della cortesia e delle tradizioni locali.


Un calice di Blanc de Morgex, abbinato al Salampatata, specialità sempre più rara tipica del territorio canavesano e alla fontina valdostana, da sempre protagonista della cucina della Valle, ha accompagnato gli ospiti presenti, numerosissimi, al gran finale tra i canti popolari della tradizione del Coro Artemusica di Rivarolo Canavese.


Per gli amanti della cucina tipica, è stata servita la cena, a pagamento, a base di prodotti a Marchio di Qualità, cucinata dagli chef Diego Bianchi - Locanda Centrale di Ronco Canavese - e Geppo Saudin – Ristorante Boule de Neige di Rhêmes-Notre-Dame.


Un viaggio, questo, che ha introdotto i partecipanti, attraverso gli autentici sapori del Parco, a conoscere storia e tradizioni che si tramandano di generazione in generazione: dall’Assiette di  rinomati Salumi e formaggi a Marchio di Qualità Gran Paradiso (Salampatata, Prosciutto crudo della Val Soana, Mocetta, Bruss, Toma, Miele, Bodeun, Motsetta, Coppa di Villeneuve, Lardo, Salsiccia Valdostana, Fontina, Toma valdostana, Frit Gris Valsoanino,  Vol au vent di polenta con cuore di fonduta e olio di noci), alla Zuppa del Gran Paradiso e alle Tagliatelle alla canapa con toma piemontese. Il Fagottino di cavolo, coniglio e salampatata è stato servito come secondo e, per chiudere in dolcezza, la Charlotte Gran Paradiso e la Mandulà (un caffe con mandorle e Baci di Rhemes con segale). Il pane? Rigorosamente di segale! I vini in abbinamento? Il Blanc du Blanc della Cave Mont Blanc, il Pinot Gris di Co-Enfer, il Torrette Superieur di Anselmet, l’Enfer di Co-Enfer, il Passito di Caluso 2005 di Gnavi. Il bicchierino di Genepy Tchamply dell'Az. Agricola Stella Alpina della Val Soana ha firmato la conclusione di una serata assai piacevole ed interessante.

Prodotti tipici valdostani e piemontesi

Ceresole Reale, Noasca, Locana, Ribordone, Ronco Canavese, Valprato Soana, sul versante piemontese, Cogne, Rhemes Notre Dame, su quello valdostano, e le Valli dell’Orco, Soana, di Cogne, Valsavaranche, di Rhemes vi aspettano, incontaminate e silenziose, a un passo dalle nuvole.


INFO
Ente Parco Nazionale Gran Paradiso
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Tel. +39 011 8606233



di Andrea Di Bella