Italiani, viaggiatori del gusto: opportunità di conoscenza e contatto con la cultura di un territorio


Roberta Garibaldi - Università di Bergamo


 

A cura di  ANDREA DI BELLA

Che l’enogastronomia italiana fosse la numero uno al mondo ormai è risaputo, ma che il 30% degli italiani si metta in viaggio motivato da una scelta enogastronomica è una bella novità che emerge dal Primo Rapporto sul turismo enogastronomico in Italia, presentato a Milano il 23 gennaio 2018.


L’osservatorio curato e coordinato da Roberta Garibaldi, docente di Marketing del Turismo e di Economia e Gestione delle Imprese Turistiche all’Università di Bergamo, in collaborazione con la  World Food Travel Association, traccia un quadro sul settore e delinea le tendenze di un segmento in forte crescita in tutto il mondo.

Ph ANDREA DI BELLA


Infatti, rispetto al precedente monitoraggio del 2016, la percentuale dei turisti enogastronomici italiani sale dal 21% al 30%: un salto notevole per un settore che negli ultimi anni ha fatto da traino importante per lo sviluppo economico, occupazionale e culturale della Penisola.


Di sicuro i prodotti non mancano in ogni regione, le tipicità alimentari si raccontano come eccellenze del territorio, i vini e i paesaggi del vino risaltano sulle pagine più autorevoli della stampa internazionale e del web, che tanto sta contribuendo alla crescita del settore.


Non solo quantitativo ma anche un salto qualitativo sta contribuendo, in questi ultimi anni, all’affermazione del nostro modello agroalimentare. Dal 2007 al 2017, infatti, i prodotti certificati Dop e Igp sono cresciuti del 40% (oggi sono 818: fonte 15° Rapporto Ismea - Qualivita), rappresentando, alla voce esportazioni, il 22% dell’export agroalimentare nazionale.


Roberta Garibaldi, nel corso della presentazione, sottolinea, appunto, come l’enogastronomia sia una componente rilevante nelle scelte di viaggio degli italiani:

  • Il 63% dei turisti italiani valuta importante la presenza di un’offerta enogastronomica o di esperienze tematiche quando sceglie la meta del viaggio. Elementi imprescindibili sono qualità e sostenibilità, il tema green non è driver di scelta solo per le produzioni agroalimentari, ma anche per il 42% delle strutture ricettive e degli eventi
  • In vacanza, essi manifestano il desiderio di conoscere e sperimentare l’enogastronomia in tutte le sue sfaccettature: durante la vacanza partecipano un’ampia varietà di esperienze, anche molto differenti tra loro. Le esperienze Food più popolari, dopo il mangiare piatti tipici del luogo in un ristorante locale (indicata dal 73% dei turisti), sono visitare un mercato con prodotti del territorio (70%) e comprare cibo da un food truck (59%). Forte è pure l’interesse verso il Beverage, non solo vino, ma anche birra locale

 

A guidare la classifica regionale è la Toscana. Ma anche il Sud, con Sicilia e Puglia in primis, tiene testa al primato della regione che ha creduto per prima nell’enorme potenzialità del settore, investendo risorse economiche per le strategie di comunicazione. Certo la comunicazione turistica e la messa in atto di attività di marketing devono essere leve essenziali per la promozione del territorio e lo sviluppo dell’enogastronomia. Siamo sulla buona strada, fortunatamente, alla luce di questi dati, dove ad esempio Lombardia e Veneto negli ultimi tempi hanno messo in piedi importanti risorse economiche e proporsi come mete enogastronomiche rilevanti. Per non parlare del Piemonte del vino.


Emergono quindi opportunità di miglioramento nella visibilità di questi luoghi e la Garibaldi evidenzia proprio questo nel descrivere il profilo dell’enogastronauta: “un turista acculturato, con maggiore capacità e propensione alla spesa, che cerca nell’enogastronomia un’opportunità di conoscenza e contatto con la cultura di un territorio. Organizza il suo viaggio affidandosi al web, sia per raccogliere informazioni sia per prenotare le singole componenti del viaggio. Ma ha una propensione maggiore rispetto al turista generico alla prenotazione attraverso intermediari. Si sente più coinvolto, vuole sperimentare l’enogastronomia a 360°, affiancando spesso altre proposte attive. Preferisce percorsi misti, non monotematici: il turista del vino cerca anche ottime esperienze gastronomiche”.


Il viaggiatore enogastronomico è alla ricerca di esperienze autentiche sul territorio: le “Strade del vino e dei sapori”, i ristoranti di eccellenza, gli agriturismi vanno in questa direzione.


Il cibo vissuto come cultura ed esperienza per entrare in contatto con luoghi e persone in modo diretto ed immediato, che, aggiunto al ricco patrimonio artistico che contraddistingue il nostro Paese, crea un connubio particolare di estremo valore.


È necessario puntare sulla multifunzionalità, sottolinea il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina: “La ricezione turistica, anche attraverso l’apertura delle strutture produttive ai visitatori, può diventare uno strumento essenziale per avvicinare produttori e consumatori, oltre che essere una voce di reddito aggiuntiva. Su questa strada dobbiamo fare di più a partire dalla formazione professionale. Abbiamo bisogno di professionisti del cibo, che sappiano interagire anche con i turisti e i buyer stranieri”.


Per saperne di più: www.robertagaribaldi.it/contatti/

 



di Andrea Di Bella