Prodotti tipici e borghi italiani: tesori nascosti del Belpaese. Piemonte al primo posto


Coldiretti Piemonte


 

A cura di ANDREA DI BELLA

Il Piemonte risulta primo nella classifica dei piccoli comuni, con 1067 borghi e un patrimonio enogastronomico di 23 specialità tra Dop e Igp.

Il 2018 è l’anno nazionale del cibo italiano nel mondo. Quale migliore apertura se non la presentazione della mappa  gourmet dei tesori nascosti nei 5567 borghi d’Italia?


Sono questi luoghi che raccontano la storia di un patrimonio naturale, paesaggistico, culturale e artistico senza eguali per la popolazione locale ma anche per il numero crescente di turisti italiani e stranieri che vanno alla ricerca dei tesori del Belpaese.

Prodotti tipici italiani

Il 92% delle produzioni tipiche nazionali nasce nei comuni italiani con meno di 5 mila abitanti, dove operano 279 mila imprese agricole. E’ quanto emerge dallo studio Coldiretti/Symbola su “Piccoli comuni e tipicitàpresentato dalla Coldiretti e dalla Fondazione Symbola a Roma, in occasione dell’apertura dell’anno nazionale del cibo italiano nel mondo. Il rapporto vuole raccontare un patrimonio enogastronomico del Paese custodito fuori dai tradizionali circuiti turistici, che potrà ora essere finalmente valorizzato e promosso grazie alla nuova legge n.158/17 che contiene misure per il sostegno e la valorizzazione del patrimonio enogastronomico dei piccoli borghi.



Il Piemonte risulta la regione con il maggior numero di Piccoli Comuni (1067) e custodisce un patrimonio di 23 specialità enogastronomiche Dop e Igp di cui due, in particolare, nascono esclusivamente in realtà locali con meno di cinquemila abitanti: il formaggio Dop Castelmagno e la Robiola di Roccaverano.


“I piccoli comuni nella nostra regione rappresentano quasi l’89% del totale delle amministrazioni locali con poco meno del 30% della popolazione. Si tratta di una rete diffusa e capillare dove il senso di comunità si allea con l’appartenenza territoriale e la custodia di valori e cultura come quella del cibo e dei prodotti tipici – spiegano Delia Revelli presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale – . Abbiamo, quindi, un patrimonio che si è conservato nel tempo grazie al lavoro e all’impegno costante dei nostri imprenditori che hanno saputo mantenere le tradizioni alimentari e salvaguardare i territori. L’enogastronomia in queste aree, oltretutto, offre opportunità lavorative e sono diversi i giovani che hanno deciso di non abbandonare gli antichi borghi. La nuova legge – concludono Revelli e Rivarossa - rappresenta il riconoscimento anche giuridico del valore economico, sociale ed ambientale dei piccoli comuni che, nell’anno dedicato al cibo italiano nel mondo, si aprono al turismo”.


“Dalla valorizzazione dei tesori enogastronomici custoditi nei piccoli Comuni –
afferma Roberto Moncalvo, presidente Coldiretti -dipendono molte delle opportunità di lavoro dei quasi 4 milioni di giovani under 40 che hanno scelto di rimanere negli antichi borghi”.
 



di Andrea Di Bella