Torino avrà un Palazzo del Vino: sarà l’ex Borsa Valori della Camera di Commercio


Camera di commercio di Torino Relazioni Esterne



Camera di commercio di Torino e Regione Piemonte firmano il protocollo d’intesa. Entro l’estate 2018 il bando per l’affidamento dei lavori e la gestione della struttura.

 

A cura di  Andrea Di Bella


A Torino è tempo di riconversioni di siti industriali o commerciali che hanno fatto la storia della città. Dopo le OGR, le vecchie Officine Ferroviarie riconvertite a seguito di un progetto di riqualificazione della Fondazione CRT, ora è la volta dell’ex Palazzo della Borsa, di proprietà della Camera di commercio di Torino.

 

Un palazzo straordinario, di rottura, di ribellione architettonica rispetto alla cultura dell’epoca (siamo nel 1951) che gli architetti Gabetti, Isola e Raineri avevano progettato grazie al concorso pubblico bandito dalla Camera di commercio e vinto.


Vini piemontesi - Ph ANDREA DI BELLA


Entro l’estate 2018 partirà il bando per l’affidamento dei lavori e la gestione della struttura. Per dare seguito allo studio realizzato dal Politecnico di Torino, Regione Piemonte e Camera di commercio hanno inoltre firmato un protocollo d’intesa con il quale si impegnano a delineare il modello di governance e le procedure pubbliche che dovranno individuare i soggetti privati aggiudicatari dei lavori di realizzazione e della successiva gestione dell’immobile.


Un passaggio per cui si è fortemente voluto tenere insieme le due fasi - adeguamento strutturale e gestione -, per le quali ci sarà consulenza di un advisor: la definizione delle linee di intervento e del bando si concluderà tra sei mesi.


Un progetto definito dal punto di vista della fattibilità grazie alla collaborazione del Dipartimento di architettura e design del Politecnico di Torino: si stima, per i lavori di adeguamento, una spesa di 3,5 milioni di Euro che potrà attrarre fino a 285mila visitatori all’anno.


Quattro piani dedicati alle eccellenze vitivinicole piemontesi e non solo. Un progetto culturale che parte dal vino per narrare la storia di territori e di uomini, attraverso l’allestimento di un museo, di spazi didattici, di uno shop dedicato e di un ristorante gourmet.

Sezione grafica del Palazzo del Vino
Gli spazi-degustazione saranno ospitati su una balconata suggestiva e sospesa che permetterà ai visitatori di assaporare i vini piemontesi ma anche di ospitare vini provenienti da altri luoghi di eccellenza, nazionali e internazionali.


L’ex “Sala delle grida” accoglierà i consorzi vinicoli, gastronomici e i territori ospiti, trasformandosi all’occasione in un palcoscenico per gli eventi. Si creerà una vera e propria piazza coperta aperta con due grandi vetrate e una copertura da animare per accompagnare l’esperienza del visitatore.


Insomma, le idee ci sono, esempi simili in Italia non mi pare, in Francia esiste la Cité du Vin, a Bordeaux, un museo dedicato al mondo del vino, in una struttura avveniristica sulla rive della Garonna.


Torino scommette su un progetto culturale e dell’anima di una Regione che, nel 2014, si è conquistata la nomina come Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO per il Paesaggio vitivinicolo di Langhe-Roero e Monferrato.


Un progetto interessante, presentato a Palazzo Birago da Vincenzo Ilotte, presidente della Camera di Commercio di Torino e da Antonella Parigi, assessore alla cultura e al turismo della Regione Piemonte. Sono intervenuti Aimaro Isola, Isolarchitetti e Matteo Robiglio, Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino.

Schizzo Aimaro Oreglia d'Isola

“La Camera di commercio nel 1951 volle avere un proprio luogo nel quale costruire la nuova Borsa Valori. Vinse il concorso Isola, con Gabetti e i fratelli Raineri con un edificio che rappresentò l’innovazione dal punto di vista dei materiali utilizzati e delle scelte architettoniche. A seguito dell’avvio della Borsa Telematica la sua utilità venne a mancare e fu abbandonata nel 1992– commenta Vincenzo Ilotte, presidente della Camera di commercio di Torino -  Dopo molti anni ci siamo chiesti come ridarle vita ed abbiamo individuato diversi progetti, tra i quali quello presentato oggi con la Regione Piemonte. Pensiamo ad uno spazio nuovo per un utilizzo inedito nella nostra Città: 5.000 metri quadrati tra spazi museali, aule didattiche, esposizioni temporanee e laboratori riuniti intorno ad un Salone del Vino. Uno spazio interno urbano, una piccola città nella Città, davvero affascinante, che penso non abbia eguali in Italia e che fa prevedere molti visitatori per uno spazio dedicato alle imprese e agli operatori del vino”.


“Il Palazzo del vino è innanzitutto un progetto di narrazione del territorio piemontese condotto attraverso il principe dei prodotti tipici di questa terra: il vino. L'obiettivo è quello di creare un luogo che diventi punto di riferimento e vetrina di tutti i territori piemontesi, mettendo in luce la ricchezza della proposta enogastronomica e culturale – afferma Antonella Parigi, assessore alla cultura e al turismo della Regione Piemonte - Al tempo stesso si intende mettere in dialogo il Piemonte con le altre regioni italiane e con altri Stati caratterizzati da una produzione vitivinicola. Obiettivo del progetto è affermare la leadership nazionale ed internazionale di Torino e del Piemonte in questo ambito”.
 



di Andrea Di Bella