Emozioni enogastronomiche tra due laghi: itinerario del gusto tra Iseo, Franciacorta e Garda, “inLombardia”



A cura di  ANDREA DI BELLA

 

Dalla Strada del Vino della Franciacorta alle Limonaie del Lago di Garda, tra profumi di bollicine, sapori di lago e formaggi di montagna

 

… dal Lago d’Iseo. La notte vola, non si sa perché. Di buon mattino lasciamo a malincuore l’ex convento Cappuccini Resort di Cologne per tuffarci nel cuore della Franciacorta: arriviamo a Camignone dopo aver attraversato Adro, Erbusco, sulla “Strada del vino Franciacorta”. In mattinata ci attende la visita delle cantine cinquecentesche di Mosnel, quinta generazione di vignaioli, per assaggiare le storiche bollicine.



Una lunga tradizione vitivinicola ereditata dalla famiglia Barboglio nel 1836. I 40 ettari di vigneto di proprietà sono condotti col metodo biologico. Qui si respira aria di famiglia e sono proprio Giulio e Lucia Barzanò, figli di Emanuela Barboglio, scomparsa nel 2007 e fino ad allora guida sapiente dell’azienda, che la conducono con il cuore, l’anima e con la consapevolezza che quella terra riesce a trasmettere emozioni, atmosfera e fascino.


La Franciacorta la ritrovi nel calice di ciascuna delle 250 mila bottiglie annue prodotte, frutto di un processo produttivo rigoroso, altamente controllato ed efficiente: tutta la gamma del territorio qui è presente e dalle storiche cantine del XVI secolo le bottiglie partono per i migliori ristoranti ed enoteche nazionali ed internazionali.

Cantine Mosnel - Ph ANDREA DI BELLA

Passiamo alla degustazione: su una "Selezione di salumi locali, formaggi e frittatine di verdura non fritte" abbiamo abbinato un Franciacorta Brut Docg, perlage sottile e vellutato, profilo aromatico fine con note di sambuco e biancospino, erbe aromatiche e mandorle. In abbinamento a un piatto di "Tagliatelle di pasta fresca alle verdure" ecco un Satèn Brut Millesimato 2011, elegante, dal profilo aromatico intenso e avvolgente, con note di gelsomino e glicini e sfumature di vaniglia e pasta di mandorla. Dulcis in fundo "Torta Sbrisolona con farina di granoturco e mandorle" degustata col Passito Sebino Sulif Igt, da uve Chardonnay, lasciate appassire sui graticci e affinato in barrique per almeno 18 mesi prima dell’imbottigliamento (2.500 bottiglie da 0,375lt): l’armonioso bouquet di miele e albicocche secche unito alla morbidezza e alla persistenza rasenta la perfezione in bocca.

 

Il territorio meriterebbe alcune soste di “arte e cultura”, come il Convento dell'Annunciata (1449) di Rovato, l'Abbazia Olivetana di San Nicola (X sec) a Rodengo Saiano, uno dei più grandi complessi monastici d'Italia e, per chi ama la Natura, la Riserva naturale delle Torbiere del Sebino, nella quale si affaccia il Monastero cluniacense di San Pietro in Lamosa, per non parlare di Monte Isola, l’isola lacustre più grande d’Europa, un fascino di segreta bellezza.


Ma il programma delle visite incalza: incontriamo il Lago di Garda a Salò.  Percorriamo la Gardesana occidentale, verso il Trentino, attraverso un paesaggio aspro e ricco di contrasti, con la strada tagliata nella roccia e notevoli scorci panoramici. Arriviamo a Limone sul Garda, accolti dai terrazzamenti geometrici delle Limonaie, realizzate sulle pendici della montagna, circondate da alte muraglie per difendere i preziosi agrumi dai venti di Nordovest.

Limonaia Del Castèl - Ph ANDREA DI BELLA

I caratteristici pilastri in muratura che svettano verso il cielo appartengono ormai all’archeologia rurale del luogo: servivano, infatti, per sostenere le travi di abete con cui le serre venivano coperte in inverno. Un patrimonio storico-culturale ed architettonico che documenta un passato di lavoro e di fatica; e bene ha fatto l’Amministrazione comunale ad aver acquisito da privati la limonaia storica “Del Castèl”, nel 1995, nel centro storico del borgo, costituita da più terrazzamenti che guardano il lago.


Costruita nei primi del Settecento, con una superficie di circa 1600 mq., oggi la limonaia conserva una cinquantina  di piante di agrumi: limoni, cedri, aranci, pompelmi, mandarini, chinotti, bergamotti e kumquat, grazie all’intervento dell’Amministrazione. È stato fatto un recupero conservativo con il contributo della Regione Lombardia, sono stati ripristinati i terrazzamenti, la canalizzazione delle acque irrigue, sostituiti travi, rifatto il tetto del casello d’ingresso e dal 2004 la limonaia è stata aperta al pubblico, visitabile da aprile a ottobre.

 

Ci fa da guida Marco Girardi, direttore del Consorzio Lago di Garda Lombardia. La prima introduzione dei limoni sul lago, portati dalla Riviera Ligure, si attribuisce al XIII secolo ad opera dei Frati del Convento di San Francesco di Gargnano. I limoni venivano esportati a centinaia di migliaia in Russia, in Polonia, in Germania, garantendo l’economia del territorio. Dopo un periodo di crisi nella seconda metà dell’Ottocento, pilastri e muraglie furono abbandonati.

 

Ma non solo limoni, questo è il luogo del mondo più a nord dove viene coltivato l’ulivo, da cui la Cooperativa Possidenti Oliveti di Limone sul Garda estrae il “Garda Bresciano Dop”, attraverso frantoi con macine a pietra a cinque giorni dalla raccolta, spremuto a freddo. Leggero, aroma fruttato, possiede qualità antiossidanti notevoli. Una degustazione meravigliosa e guidata di prodotti a base limone, olio e derivati, condotta in modo egregio da Mario Usardi, ci fa apprezzare ancora di più il luogo, sorprendente e suggestivo all’inverosimile.

Limone sul Garda: porticciolo - Ph ANDREA DI BELLA
Tra le stradine del borgo, scalinate in pietra, archi in muratura raggiungiamo il porticciolo (un gioiello tra case colorate e l’azzurro del lago), con una manciata di vecchie barche da pesca e la tipica “bisa” di Limone, testimoni di tradizione antica e di storia di “vecchi mestieri”. Da sottolineare il fatto che Limone è il “paese di lunga vita”, dato che i suoi abitanti sono gli unici al mondo a beneficiare della presenza nel sangue della rarissima proteina A-I Milano gene Limone, che rende miracolosamente indenni dalle malattie cardiovascolari. 


Ma è ora di cena e Mario Usardi, il signore della degustazione alla Limonaia, ci accoglie nel suo Ristorante, pieno di turisti internazionali, all’interno dell’Hotel Monte Baldo. Una vista spettacolare sul porticciolo e il lago fa da contorno alla bella tavola invitante che ci attende: qui la cucina offre quanto di meglio possa offrire la pesca locale. Dall’"Antipasto misto del Lago" ai "Bigoli di pasta fresca alle sarde" ai "Filetti di coregone agli agrumi". Cucina di lago curata e deliziosa. Chiude un "Semifreddo all' arancia". Il tutto abbinato con vini tipici Gardesani. Atmosfera conviviale e raffinata, qualità eccellente, piatti raccontati con estrema cura, cordialità  e simpatia (che non guastano mai).


Viaggiare qui è un vero piacere, tra vini e formaggi, oli (Olio del Garda Dop) e ricette lacustri, senza dimenticare gli agrumi!


Il giorno è finito, si va a dormire  all’Hotel Atilius, sulle prime alture del borgo, in posizione invidiabile, tra ulivi e silenzio, una struttura elegante e molto gradevole. A domani, per risalire l’altopiano e toccare il Paradiso, sì il Paradiso del Garda, Tremosine, con tante sorprese.

Tremosine - Ph ANDREA DI BELLA

Lasciamo i colori lacustri di Limone e la sua immancabile nebbiolina mattutina, risaliamo il costone a picco sul lago, verso il Parco Alto Garda Bresciano. Prima del 1913 a Tremosine c’erano solo ripide mulattiere e sentieri, dove uomini trasportavano a spalla legna, carbone, olio, grano. Di là sono passati banditi ed emigranti, operai e contadini. Furono costruiti due teleferiche, già alla fine dell’800 e agli inizi del ‘900… poi si inaugura la Strada della Forra, un gioiello incastonato nelle viscere della montagna, ingegno degli uomini e bellezza della natura.


Tremosine, a 423 m.s.l.m., è costituita da 18 piccole frazioni, tra poggi e pianori ricoperti di ulivi, prati e pini, con Pieve capoluogo. Siamo in uno dei “Borghi più Belli d’Italia”, tra lago e cielo, un panorama mozzafiato e tempi di vita lenti che suggeriscono alla signora Rosanna della Pro Loco “vivo qui perché ho voluto scegliere io il modo di vivere”.


Stradine strette, pittoresche, vedute vertiginose, la casa de l’Arturo “dela scala tónda”, di Augusto Cozzaglio (1862-1950), antica e modesta, un uomo che rese grande questa terra: progettista, studioso di fisica, matematica, geologia, fu il costruttore della strada Porto-Pieve-Vesio. Merita una visita la Pieve di San Giovanni Battista, costruita sui resti di una chiesa romanica, di cui rimane solo il campanile: da ammirare, oltre agli altari, la cantoira del presbiterio, gli scranni e il bancone in legno della sacrestia.

"La scala tonda" - Ph ANDREA DI BELLA

E dopo l’affaccio “dalla terrazza del brivido” salutiamo gli amici della Pro loco per risalire l’altopiano, accompagnati da un paesaggio naturale e meraviglioso, e giungere all’Alpe del Garda, Cooperativa agricola e caseificio, con produzione di latte e formaggi, carni e salumi, attività agrituristica, spaccio alimentare, fiore all’occhiello della cooperazione agricola e zootecnica della montagna bresciana.


Ci troviamo a più di 600 m.s.l.m.: qui i formaggi sono figli di un territorio che riesce a combinare ambiente, materia prima e lavoro dell’uomo. Alla base c’è un’agricoltura intelligente e moderna, “produrre meno e aumentare la qualità della produzione, a vantaggio degli equilibri ambientali”, ci dice Fabio Vicentini di Alpe del Garda che guida la visita.


In questo luogo l’aria mediterranea lacustre incontra il clima alpino creando una biodiversità eccezionale a livello vegetale: una grande ricchezza per il paesaggio ma, ancora di più, una fonte alimentare per il bestiame bovino da latte di Razza Bruna Alpina, che ben si adatta alle condizioni della malga, nei mesi estivi. Robusta, piuttosto longeva, dotata di elevata fertilità e di un ottimo rapporto proteine/grassi nel latte, la Razza Bruna consente di ottenere una carne di alta qualità e un latte particolarmente adatto alla caseificazione, che la passione e la tradizione racchiusa nelle mani di abili casari riescono a trasformare in formaggi dai sapori unici.

 

Eccoli allora sul tagliere: la Formaggella Tremosine, formaggio tradizionale della Lombardia, a pasta morbida, dal sapore fragrante e dal profumo delicato delle essenze dei prati di montagna, altamente digeribile: in commercio anche nelle varianti aromatizzate al tartufo nero, olive, aglio selvatico, peperoncino, prugne e pepe. Il Garda, formaggio tipico di Tremosine sul Garda, semigrasso a pasta dura, stagionatura media di 12 mesi, dal sapore leggermente marcato, caratteristico. Il Lattecrudo,  con l’utilizzo di latte appena munto non pastorizzato, con i sentori del pascolo che il bovino raccoglie dal territorio e trasferisce al latte.

Tortei ai Formaggi di Tremosine - Ph ANDREA DI BELLA 

Prodotti caseari rappresentativi che nel Salame Tremosine trovano un alleato perfetto, in quanto il tipo di allevamento, l’alimentazione dei suini, il clima temperato permettono di conservare tradizione e memoria delle produzioni familiari del luogo. Se ne avete ancora voglia, eccoli nei "Tortei ai Formaggi di Tremosine", dal gusto delicato, con i profumi della pasta fresca e il gusto del ripieno caratteristico.


Il tempo passa, anche se qui la piacevolezza del luogo e la bontà della cucina ti suggeriscono di restare, siamo obbligati a lasciare il silenzio e riprendere la via del ritorno. Ma ci voglio tornare… percorrendo “la strada più bella del mondo”, tra quell’insieme di armonie che hanno reso questo viaggio un’esperienza magica e indimenticabile!


 



di Andrea Di Bella