Emozioni enogastronomiche tra due laghi: itinerario del gusto tra Iseo, Franciacorta e Garda, "inLombardia"


 

A cura di  ANDREA DI BELLA

Sulle sponde del Lago d'Iseo e la Franciacorta, tra ulivi, vigneti e antichi conventi, lontano dai soliti luoghi

 

Organizzato da Explora, Destination Management Organization (DMO)  di Regione Lombardia (Assessorati Sviluppo Economiche e Culture), nell’ambito del Progetto di promozione turistica della regione attraverso il brand inLombardia, ecco il Press Tour tra Lago d'Iseo, Franciacorta e Lago di Garda: tre giorni di suggestioni enogastronomiche tra i due laghi, alla scoperta della cucina tipica e della bellezza del paesaggio, di luoghi nascosti che questo territorio riesce a svelare, in ogni angolo.


Olio, vino, agrumi, pesci, carni, salumi, formaggi, cereali: cibo d’acqua e cibo di terra, una tavola versatile e fantasiosa, ingredienti di una cucina contadina, semplice e gustosa che accompagna vini rinomati di antica tradizione. E poi, un paesaggio mutevole e affascinante che tra i due laghi passa dalle appartate colline dell’olio, sul Lago d’Iseo, al colore mediterraneo delle limonaie di Limone  sul Garda, attraversando quel paradiso di filari di vitigni pregiati, Franciacorta: dolce paesaggio punteggiato da abbazie, monasteri e borghi di antica bellezza, dove non è difficile condividere la strada con trattori e contadini o cicloamatori alla ricerca di emozioni.


La Lombardia, nell’immaginario collettivo, è soprattutto Milano e difficilmente la si considera come una delle regioni gastronomicamente più interessanti della Penisola, con un’agricoltura di prim’ordine e, di riflesso, con una varietà e ricchezza di materie prime impareggiabili.

 

Andiamole a scoprire in quest’angolo di Lombardia suggestiva e affascinante, in quest’autunno dai colori indescrivibili e di brume mattutine, si perché questo è un itinerario consigliabile soprattutto in autunno o in primavera, quando tutto è raggiungibile in breve, quando il flusso del turismo si fa più rado,  quando l’aria profuma di mosto e, sulla collina, le olive cadono sulle reti distese sull’erba, colorando il paesaggio, o quando oleandri e bouganville, agavi, mimose e ginestre si affacciano, invitanti, sulle acque di Iseo o di Garda.

Ulivi Relais Mirabella

Quindi, partiamo e dedichiamo il primo giorno al trasferimento sulle rive del Lago d’Iseo per conoscere da vicino la coltivazione dell’ulivo e la cucina del territorio. Eccoci a Clusane d’Iseo, presso l'Azienda Agricola Collina Mirabella: la tenuta, immersa nel verde pendio di un parco di 70 ettari, racchiude il Romantik Hotel Relais Mirabella, con 29 eleganti camere e una  cucina di eccellenza presso il Ristorante Conte di Carmagnola.


Arrivando dalle rive del Lago, dopo qualche tornante, ecco il magnifico paesaggio dell’ulivo che ci dà il benvenuto. L’Azienda produce l’Olio Extravergine di Oliva Dop Laghi Lombardi, 1600 piante circa, una produzione annua sui 1200 litri, che serve principalmente il ristorante. Le olive, di quattro cultivar, vengono raccolte tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre e sono frante nel piccolo frantoio di famiglia: qui la sansa viene utilizzata come fertilizzante. All’assaggio, con bruschette al pomodoro e risottino, presenta note di freschezza, equilibrio e acidità bassissima; all’olfatto si sente, immediato, il carciofo, poi la mela, l’erba fresca di sfalcio, con in fondo la mandorla: caratteristiche di pregio che hanno permesso all’Azienda di ricevere vari riconoscimenti a livello nazionale.

 

Lasciamo quest’oasi, gli ulivi, qualche filare di vite, melograni, fichi, il colore nostalgico di un invitante albero di cachi e ci dirigiamo a Cologne Franciacorta. Attraversiamo un paesaggio di vigneti rinomati che lascia spazio anche al bosco: siamo in Franciacorta! Nell’anfiteatro morenico a sud-ovest del Lago d’Iseo, in quelle terre denominate Francae curtes, cioè corti affrancate, piccole comunità di monaci benedettini che nel Medioevo erano svincolate dai dazi di trasporto a condizione che bonificassero e lavorassero la terra a loro affidata.

Vigneti di Franciacorta

Il filo conduttore che lega questo territorio al viaggiatore è costituito da piccoli borghi in pietra, antiche abbazie e prestigiose cantine, in un percorso da assaporare e gustare lentamente. Terre vocate alla vite fin dai tempi dei Romani e i vignaioli d’oggi producono vini di elevata qualità, come il Franciacorta Docg, nelle sue diverse tipologie: Satèn, Rosé, Millesimato, Riserva e con le tipologie di sapore Non Dosato, Extra Brut, Brut, Extra Dry, Sec, Demi Sec.


Ricordiamo che il Franciacorta è stato il primo Spumante italiano ad avere avuto la classificazione Docg, con l’uva di Pinot Nero, Pinot Bianco, Chardonnay, che qui trovano un clima ideale, grazie alla morfologia del territorio e ai venti della Val Camonica. Qui, la fermentazione in bottiglia, già nel 1570, aveva anticipato quasi di un secolo quella dell’abate Dom Perignon della regione dello Champagne.


“Da queste parti ho trascorso una bella fetta della mia vita. La Franciacorta è fatta di dolci colline che negli ultimi decenni sono diventate il nostro orgoglio; il Garda si allunga come un sogno floreale fra tre regioni. Messi insieme il nostro orgoglio si raddoppia”. Con questa citazione, Gualtiero Marchesi, il Maestro della Cucina Italiana, rende omaggio a questo territorio straordinario nel suo libro “Sapore in Lombardia. In Viaggio tra Gusto e Arte”, sette itinerari della Regione, tra delizie gastronomiche, ricette e bellezze artistiche.

 

Dalla pianura solcata da filari ingialliti, dorati, aranciati dalle prime brume, risaliamo il bosco che si alterna alla vite con scorci di pura bellezza e giungiamo al Cappuccini Resort di Cologne, “una poesia scandita nella pietra”. Posizione incantevole, qui, verso sera, domina il silenzio, l’atmosfera conventuale ti abbraccia, ti coinvolge, un luogo dello spirito. Ci accoglie Rosalba Tonelli, padrona di casa, un sorriso radioso che trasmette felicità, gioia, vita. È lei che circa trent’anni fa aveva acquistato questo vecchio Convento del XVI secolo dei Frati Cappuccini e, con passione e coraggio imprenditoriale, ha creato questo paradiso, che racchiude 14 camere, anzi “celle”, di una suggestione essenziale (la mia portava il nome di Fra’ Masseo), una Beauty Spa, piscina e giardino con alberi da frutto, orto aromatico e un’antica torre mozzata.

Cappuccini Resort - Ph ANDREA DI BELLA

La signora Rosalba è coadiuvata dal figlio Marco Pellizzari che gestisce con cura, tanta passione e competenza, la ristorazione e una straordinaria cantina, un tempo pozzo di acqua piovana per i lavori irrigui dei francescani, oggi custode di ricercatissime etichette da tutto il mondo. Una breve visita al complesso anticipa la cena nel Ristorante "Cucina di San Francesco", affacciato sul chiostro dominato da un maestoso giuggiolo, l’albero del silenzio.


Ecco il menu del territorio, tra storia e tradizione: apre un “Cremoso di patate, Sarde di Montisola e Uova di trota con olio Riserva Cappuccini”, con le preziose Sardine essiccate di Monte Isola, Presidio Slow Food; a seguire “Casoncello di carne alla bresciana e burro spumeggiante”, una pasta tipica della Bassa bresciana, farcita di carne, grana, erbe aromatiche, condita con burro, pancetta e salvia. Si passa, quindi, a una tradizione di carne, manzo all’olio su  polentina morbida di Paradello”, un piatto rappresentativo del luogo che utilizza il Manzo di Rovato, una gustosa rappresentazione del “cappello del prete”, cotta a bassa temperatura per non meno di tre ore in olio e vino bianco (Franciacorta Docg), insieme a cipolle, sedano e carote. A chiudere, il “Bossolà e crema inglese”, un tipico dolce natalizio, storico e complicato che ormai è diventato quasi una rarità. Vini imperdibili della Selezione Cappuccini.


Il re dei fornelli è lo chef Piercarlo Zanotti, che, con uno staff affiatato e preparato, crea, in simbiosi col territorio, con gusto e raffinatezza, una cucina equilibrata, semplice e delicata. È lui che ci accompagna a visitare l’Acetaia del Resort, nata dal desiderio della signora Tonelli di produrre e diffondere un aceto di qualità. La badessa, che nutre le botti delle batterie, viene rincalzata annualmente con il mosto di Trebbiano: si ottiene così il prelibato condimento balsamico che invecchierà in barrique.

Franciacorta Cortefusia Brut Satèn Docg - Ph ANDREA DI BELLA

Il soggiorno al Resort ci dà l’occasione di conoscere Gigi Nembrini, giovane vignaiolo franciacortino che, assieme al socio Daniele Gentile, ha creato Corte Fusia, una cantina che produce solo 25 mila bottiglie all’anno, a Coccaglio, un borgo sul Montorfano.
 

L'incontro con Gigi, laureando in agraria, ci permette di ascoltare la narrazione di un territorio che progredisce di anno in anno sul piano della qualità delle bollicine, provato degustando il Franciacorta Cortefusia Brut Satèn Docg 2013, uvaggio Chardonnay, elegante, delicato, colore giallo paglierino intenso, sensazioni di fiori bianchi e frutta matura. Immenso. "Da abbinare a un risotto con fiori di zucca o a porcini in tempura", ci suggerisce  Gigi.

 

Ma ora si va a dormire perché domani ci attende una giornata impegnativa, ricca di sapori e sorprendente tra la Franciacorta e il Lago di Garda.  


 



di Andrea Di Bella