Addio Domenico Clerico, il tuo Barolo mi terrà compagnia per sempre.





 

A cura di  ANDREA DI BELLA

“Una storia che ha radici lontane…”. Questo ci lascia Domenico Clerico, storico vignaiolo di Langa, venuto a mancare a tutti noi, qualche giorno fa. Quando un uomo se ne va da questa terra lascia sempre qualcosa, e lui sta volando in cielo tra nuvole dipinte di rosso e profumate del suo Barolo.

 

Ci lascia con quel sorriso finale ormai toccato dalla malattia, con in mano l’ultima bottiglia di Barolo che non vuole abbandonare, perché ha significato la sua vita, il suo impegno, la sua promessa…“Caro Papà, è con grande onore che accetto di far proseguire l’azienda che tu hai creato in una vita di fatiche! Ma ti prego di accettare la mia volontà: nel massimo rispetto verso tutto ciò che hai fatto e mi hai tramandato, io voglio proseguire solo facendo vino. Voglio dimostrare a tutti, con il tuo appoggio e l’aiuto di Giuliana, che posso fare grandi vini che la gente apprezzerà, perchè la terra in cui viviamo ha un qualcosa di prezioso che ancora non comprendiamo”.


Domenico Clerico a Ba&Ba 2017 - Ph ANDREA DI BELLA 

 

Era la promessa che quest’uomo di Langa, vulcanico e inarrestabile, aveva fatto al padre, nell’ormai lontano 1976, quando aveva ereditato quei 4-5 ettari di terra, per iniziare la grande avventura nelle vigne di Monforte d’Alba e poi anche di Serralunga. Oggi gli ettari sono diventati 21 e quel Barolo gira per le tavole di tutto il mondo.


Domenico, il mio ricordo di te è fermo a quel pomeriggio del 27 marzo 2017, a Palazzo Carignano, quando la grande caparbietà e la forte dedizione ti hanno portato a presentare l’annata 2013  dei tuoi Barolo, in occasione di Ba & Ba.


Eri ancora lì, dietro il banco pieno di bottiglie, ancora una volta, per fare assaggiare il frutto del tuo infinito e duro lavoro, del tuo sudore. Ti ho salutato, ho assaggiato, ti ho abbracciato e tu mi parlavi in dialetto piemontese, che non abbandonavi mai, bellissimo. La tua voce non era più la solita, si interrompeva spesso, non usciva limpida e chiara, era sofferente ma voleva rispondere alle mie domande, alle mie curiosità, perché ancora aveva tante cose da dire, tante storie da raccontare, ancora un futuro da immaginare.


E ti lascio col ricordo di quella foto che hai accettato volentieri di fare, tra quei quadri importanti di Palazzo Carignano, in mezzo ai tuoi amici vignaioli di Langa, con quel Barolo “Pajana” 2012 tra le mani e con quel calice versato che mi mostri orgoglioso, felice, ma di quella felicità che stava per spegnersi, con quello sguardo un po' smarrito.


Addio inestimabile Domenico, una vita dedicata al vino, a quel Barolo che mi hai voluto regalare per forza e che conservo gelosamente tra le mie cose più care.


Non pensavo di non vederti più… mi avevi promesso un'intervista, grazie! Addio.

 



di Andrea Di Bella