“Campa cavallo che l’erba cresce”. Il verde pubblico di Torino tra primati, incuria e inefficienze





 

A cura di  ANDREA DI BELLA

Dal sito web della Città di Torino www.comune.torino.it/verdepubblico/ leggo testualmente: “Circa 21.300.000 di mq di aree verdi pubbliche, 110.000 piante in alberate urbane, parchi e giardini ed oltre 50.000 alberi nei boschi collinari; 2500 mq. di aiuole fiorite; 4 fiumi sulle cui sponde si sviluppano progetti di recupero e salvaguardia: Torino è la metropoli italiana con uno dei più alti standard urbanistici di superficie verde per abitante verde per abitante (escluse aree agricole) al 31.12.2015, mq. 21,93”.


Numeri interessanti per una grande città, tra le più green d’Europa. A proposito, Torino è la prima e unica rappresentante italiana tra le 17 città con più alberi nel mondo. Si colloca al tredicesimo posto,  con un indice di verde visibile del 16,2%, secondo il Senseable City Lab del MIT di Boston che ha sviluppato Treepedia, piattaforma web che calcola «l'indice di verde visibile» nelle metropoli internazionali. Analizzando le immagini presenti su Google Street View, la piattaforma riesce a calcolare «l'indice di verde visibile», ovvero la percentuale di copertura arborea in ogni città.


Cavallo che mangia erba. Fonte: www.viaggioverde.it 

Dallo studio pubblicato nel marzo 2017, Singapore è la città con più alberi nel mondo, con un indice di verde visibile del 29,3% e Francoforte in Germania è la prima città europea in classifica, con un indice del 21,5%.


Una situazione strutturale interessante per la città della Mole, un patrimonio verde da tutelare e valorizzare: basti pensare che Le Corbusier definì Torino come "La città con la più bella posizione naturale".


E sempre sul sito "Città di Torino - www.comune.torino.it", al paragrafo “Presentazione del Verde”: “Oltre alle tante funzioni rivestite dal verde urbano (estetiche-ornamentali, termoregolatrici, di depurazione dell'aria, ecc.), si pensi alle tante attività che si possono svolgere in parchi e giardini: Torino può vantare nelle proprie aree verdi oltre 240 aree gioco, numerosissime strutture per attività sportive e percorsi ciclabili e un considerevole numero di iniziative vi sono organizzate in modo temporaneo o continuativo”.


E ancora: “Chi cura il verde in città?”.  “La salvaguardia, la manutenzione, il recupero e l'ampliamento del patrimonio verde di Torino è compito primario, all'interno dell'Amministrazione comunale, di un insieme di circa 250 persone, tra amministrativi, tecnici, giardinieri e altri soggetti, che fanno capo ad Aree Organizzative diverse: Servizio Verde Pubblico, con il suo Ufficio Alberate, Servizio Gestione Grandi Opere, facenti capo alla Direzione Ambiente, Verde e Protezione civile, Area Verde e dal 2004/2005, ciascuna delle 8 Circoscrizioni in cui è suddiviso il territorio cittadino”.


“Altri Servizi dell’Amministrazione comunale, nell’ambito delle loro più ampie competenze generali, si occupano a vario titolo, anche del verde cittadino: il Servizio Urbanizzazioni, il Servizio Edilizia Scolastica, il Servizio Suolo e Parcheggi”.


Uomini, attrezzature, depositi, una macchina perfetta sulla carta che però, ahimè,  non funziona! E lo scenario è sotto gli occhi di tutti, sia cittadini, sia visitatori. Forse, come sempre, è l’immagine del centro storico che si deve salvaguardare, che “deve apparire” impeccabile agli occhi del turista. Ma non deve essere così. Se è stata promessa la riqualificazione delle periferie e, ultimamente, il Bando di idee per rivitalizzare portici e gallerie cittadine (leggi l’articolo), allora perché lo scenario del verde pubblico cittadino è così indegno e indecoroso?


Erbacce alte due metri non tagliate da tempo, e questo vicino alle fermate dei bus, in prossimità delle scuole, nelle aree riservate ai giochi, nei giardini che sovrastano i parcheggi pertinenziali; piste ciclabili invase da erbe cresciute a dismisura. Chiusini intasati che non permettono il deflusso corretto delle acque piovane, con conseguenze devastanti, verde incolto anche a bordo marciapiedi.


Ma forse sono caduto troppo nella trappola del pessimismo, scusatemi. La soluzione c’è e le istituzioni, dall’alto della loro perspicacia e lungimiranza,  l’hanno saputa trovare! Leggo, infatti, sul sito web della Città di Torino www.comune.torino.it/verdepubblico, pubblicato il 5 luglio 2017: "La Città di Torino cerca sponsor per la cura del verde pubblico".


“Sponsor privati per la valorizzazione, la promozione e la manutenzione delle sue aree verdi, delle aree gioco e degli spazi dedicati ai cani per il quinquennio 2017-2021. Le imprese interessate potranno finanziare anche l’incremento e la cura del patrimonio arboreo, la sistemazione di arredi, manutenzione di fontane e di impianti di irrigazione, fioriture”.


“Il 30 maggio 2017 la Giunta comunale, su proposta dell’Assessore all’Ambiente e Verde, ha approvato le linee di indirizzo; si dà ora avvio alla ricerca degli Sponsor con l’avviso pubblico, valido per il 2017 e il 2018”.


“Il contratto di sponsorizzazione consentirà di promuovere il proprio marchio o un prodotto associandolo alla realizzazione di un'attività di cura del verde torinese; si potrà mettere a disposizione una somma di denaro, oppure fornire direttamente beni o servizi, sia per curare in toto un'area verde, sia per realizzare una specifica attività di manutenzione (piantare alberi, prendersi cura di un'area cani o dei giochi per i bambini, sostituire panchine, riaprire una fontana chiusa da tempo...)”.


Tutte le aree verdi sono potenzialmente sponsorizzabili, non solo, ma è stata fatta già la mappatura delle aree oggetto di specifica valutazione di sponsorizzabilità. Passi da gigante, davvero.


Allora, facciamo chiarezza: tu mi eleggi per amministrarti, governarti, per tutelare il tuo benessere fisico e psichico. Io non sono in grado di fare tutto questo e ti rimando la palla: giocati la partita da solo… tanto il risultato finale a me non interessa. È il tempo che passa, sono i cinque anni di governo (o non governo) della città che contano.


Suggerimento: togliamo le redini a una cinquantina di cavalli, circa sei per Circoscrizione bastano, lanciamoli a briglie sciolte su quelle aree  diventate verdi per incuria, e al posto di pagare affitti di uffici e depositi, spese di attrezzature, contributi per future pensioni (?), costruiamo una trentina di box per i cavalli, tanto il cibo per loro sarà del tutto gratuito (e il cavallo da solo sa regolarsi e come fare a mangiare)! “Campa cavallo che l’erba cresce”. I vecchi proverbi non si smentiscono mai.


Torino sei tornata ad essere bellissima. Un ringraziamento ai cavalli, in attesa di un Bando internazionale di idee per la realizzazione dell'immagine coordinata del Progetto "Il Verde di Torino".

 

 



di Andrea Di Bella