Il 30 settembre 2017 aprono le nuove OGR a Torino: 10 artisti internazionali per due settimane di musica e arte, a ingresso libero. Il programma


FONDAZIONE CRT


 

A cura di  ANDREA DI BELLA

Dal 30 settembre al 14 ottobre le ex Officine Grandi Riparazioni svelano la loro nuova identità, con tre sabati consecutivi dedicati alla musica e 15 giorni di accesso gratuito alla storica architettura industriale valorizzata da tre grandi interventi di arte contemporanea.

Meno 3 mesi al “Big Bang”, la grande festa di inaugurazione - gratuita per tutti e lunga due settimane, dal 30 settembre al 14 ottobre - delle OGR, le rinnovate Officine Grandi Riparazioni di Torino. Parte il conto alla rovescia per la riapertura dello spazio di architettura industriale - recuperato e restituito alla città grazie all’impegno e alle risorse della Fondazione CRT - pronto ad accogliere nuovi protagonisti e pubblici diversi, con una serie di esclusive nazionali e progetti realizzati ad hoc per l’occasione da 10 artisti internazionali.


OGR TORINO BIG BANG

 

Giorgio Moroder, Elisa, Ghali, Omar Souleyman, The Chemical Brothers, e il super gruppo Atomic Bomb! (per l’occasione con la partecipazione di Samuel) sono solo alcuni degli artisti che si alterneranno sul palco della nuova “Sala Fucine”, uno spazio di oltre 3.000 metri quadri che, per i tre sabati consecutivi del 30 settembre, 7 e 14 ottobre,  darà ufficialmente il via alla programmazione di Arti Performative delle OGR.


Tutti i concerti saranno gratuiti e accessibili fino a esaurimento posti: un omaggio alla città e ai suoi visitatori, nonché l’occasione per promuovere i valori di condivisione e inclusività alla base del progetto.


Assegnati già i primi 1.200 biglietti gratuiti, altri 4.800 biglietti saranno disponibili sul sito ogrtorino.it  secondo un calendario che verrà  comunicato in seguito.


Protagonista, oltre alla musica, anche l’arte contemporanea, con tre progetti site-specific a firma di altrettanti grandi interpreti delle arti visive: a partire dal 30 settembre, infatti, la corte antistante l’ingresso delle OGR farà da cornice a un’installazione realizzata dall’artista sudafricano William Kentridge, che torna a confrontarsi con lo spazio pubblico in Italia, dopo la monumentale processione ricreata sulle sponde del Tevere a Roma nel 2016.


All’interno delle Officine, invece, nasceranno due allestimenti pensati per dialogare con l’architettura e offrire ai visitatori un’esperienza degli spazi inedita e immersiva: la “Sala Fucine” ospiterà “On the Edge of Chaos”, installazione cinetica su larga scala realizzata dal collettivo creativo londinese United Visual Artists (uva) che utilizzerà suoni, luci e movimento per interagire con il pubblico in modo sia individuale sia collettivo; di seguito, nei 2.700 metri quadri dell’area mostre di OGR, Patrick Tuttofuoco, artista italiano tra i più stimati della sua generazione, presenterà “Tutto Infinito”, un paesaggio futuristico rivestito di terra rossa e animato da totemiche sculture pensate e realizzate in collaborazione con i piccoli ospiti di CasaOz.


I concerti si concentreranno nei tre sabati del 30 settembre, 7 e 14 ottobre a partire dalle ore 19, mentre le tre opere d’arte resteranno aperte al pubblico durante il “Big Bang” dalle 11 alle 19.

 

LEGGI IL PROGRAMMA COMPLETO DEL BIG BANG


“Con il 30 settembre scriviamo le primissime pagine di un nuovo capitolo della storia delle OGR, che guarda al futuro ma si fonda sui principi cardine della Fondazione CRT: filantropia, sostenibilità, innovazione, sostegno alla cultura e all’arte - ha affermato il Presidente delle OGR e della Fondazione CRT Giovanni Quaglia -. Un capitolo che inizia con una dedica speciale per il territorio, con due settimane di apertura gratuita a un pubblico il più vasto ed eterogeneo possibile, a partire proprio dai giovani. Visitatori italiani e stranieri di tutte le età potranno iniziare a vivere la novità delle OGR come luogo di incontro e di confronto per tutti”.


“Il Big Bang, ovvero l’opening del 30 settembre, rappresenta l’inizio della ‘grande riparazione’. Nel luogo storico della città in cui si aggiustavano i treni, oggi si rigenerano le idee”, spiega Massimo Lapucci, Segretario Generale Fondazione CRT e Direttore Generale OGR. “Una missione rinnovata frutto di una progettualità che ha visto Fondazione CRT in prima linea per restituire alla città un pezzo di cuore – un cuore pulsante, dinamico e futuristico per tradizione, che oggi con OGR si articola su più fronti: l’Arte nelle sue espressioni più varie, dalle exhibition all’arte performativa, dalle mostre alla musica, dal teatro alla realtà virtuale fino alla creazione di spazio per giovani startupper per la ricerca e il rinnovamento industriale. ‘Vagoni di idee’ dunque che scorrono però sullo stesso binario dell’innovazione e della dinamicità e che entrano in OGR per uscirne rinnovati e proiettati verso il mondo. Ma OGR è prima di tutto spazio aggregativo, non solo per artisti, giovani e imprenditori, ma per tutti i pubblici, diversi per formazione ed interessi. Un luogo aperto alla città dove contenuti nuovi e discipline diverse trovano sede di produzione e contaminazione culturale in continua trasformazione. Una scommessa che viaggia forte e solida come un treno”.


“La nostra più grande aspirazione – ha dichiarato Nicola Ricciardi, Direttore Artistico di OGR che ha curato la programmazione del Big Bang assieme a Sergio Ricciardone, Direttore Artistico del festival di musica avant-pop ‘Club to Club’ – è quella di porci da subito in dialogo con le istituzioni internazionali di arti visive e performative a cui guardiamo e a cui — con le dovute proporzioni — ci ispiriamo: dalla Tate Modern di Londra al Walker Art Center di Minneapolis, fino a prestigiose rassegne come il Manchester International Festival. Tuttavia, se il nostro sguardo è rivolto oltre confine, i nostri piedi non possono che essere ben radicati nel territorio a noi più prossimo e alle realtà che lo animano e arricchiscono. Mi riferisco a quel tessuto di relazioni virtuose costituito da musei pubblici e gallerie private, residenze artistiche e pinacoteche, reti di operatori e appuntamenti periodici, che lavorano ogni giorno e in sinergia per attestare l’imprescindibile ruolo che le arti visive e performative rivestono nello sviluppo della vita culturale di Torino”.

 



di Andrea Di Bella