L'“Atlante del Cibo per Torino”: uno strumento a sostegno delle politiche alimentari della città metropolitana e della gestione del Sistema Cibo


Università di Scienze Gastronomiche


 

A cura di  ANDREA DI BELLA

Università di Torino, Politecnico di Torino e Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, insieme e in collaborazione con la Camera di Commercio di Torino: nasce così il progetto di ricerca transdisciplinare, unico nel suo genere, che porterà alla stesura dell’”Atlante del Cibo” di Torino Metropolitana.


Un tassello fondamentale per lo studio e il monitoraggio delle dinamiche sociali, economiche e culturali connesse al sistema alimentare torinese, per una maggiore sensibilità, consapevolezza e partecipazione dei cittadini sulle politiche alimentari metropolitane.

Atlante del cibo di Torino - Ph ANDREA DI BELLA


Il progetto è stato presentato a Torino, presenti Gianmaria Ajani, Rettore dell’Università di Torino, Stefano Corgnati, Vice Rettore per la Ricerca del Politecnico di Torino, Silvio Barbero, Vice Presidente dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Stefania Giannuzzi, Assessora alle Politiche Ambientali del Comune di Torino e Guido Cerrato, Dirigente Area Promozione e Sviluppo del Territorio della Camera di Commercio di Torino. Ha introdotto e moderato Egidio Dansero, Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino, coordinatore del progetto.


A lungo associato soprattutto alle questioni rurali e alla gastronomia, il tema del cibo  è oggi entrato a far parte del dibattito sulla sostenibilità delle politiche territoriali, urbane e di salute pubblica.

 

La Città di Torino è, tra le poche al mondo, ad aver inserito il diritto ad un cibo adeguato nel proprio Statuto, e ad avere avviato, da alcuni anni, diversi processi tesi a coinvolgere gli attori del cibo per sviluppare delle politiche alimentari urbane.


A Torino e in Piemonte le tematiche che riguardano il cibo rivestono, storicamente, un ruolo di primo piano: il settore dell’enogastronomia e della ristorazione di eccellenza rappresenta, infatti, un asset maturo della città, soprattutto in termini di valorizzazione del territorio e di sviluppo turistico. Basti pensare alla rete di produzioni di qualità (vino, cioccolato, pasticceria), alla presenza di grandi mercati (fra tutti Porta Palazzo) e alle relative competenze e saperi che costituiscono un capitale materiale e immateriale di grande rilievo.

 

Il processo di auto-riconoscimento di queste dotazioni, può contribuire alla definizione delle specificità del sistema alimentare di Torino Metropolitana, allo sviluppo delle sue componenti urbane e rurali, all’individuazione di percorsi ad hoc di valorizzazione, ad attivare processi di visibilità anche internazionale se pensiamo ad eventi culturali, nonché gastronomici, come Terra Madre Salone del Gusto.


Il cibo è infatti una delle risorse strategiche sulle quali si sta ridefinendo il ruolo della Torino post-industriale, tanto verso l’interno quanto nelle reti urbane internazionali, sia da un punto di vista materiale (attività economiche, trasformazioni urbane, flussi, etc.), sia sotto l’aspetto della costruzione di una nuova immagine della città. A tal fine è necessario individuare e definire gli attori, le risorse, i flussi di materia, energia e conoscenza, gli spazi e le relazioni che costituiscono il sistema stesso e di cui si ha, attualmente, poca consapevolezza.
Atlante del cibo di Torino - Ph ANDREA DI BELLA

L’Atlante vuole essere uno strumento di narrazione, di analisi, di monitoraggio, attraverso processi di mappatura e funzioni che consentono la connessione di informazioni esistenti, con la possibilità di effettuare approfondimenti tematici, geografici e culturali, per riflettere sul sistema territoriale del cibo. Ambisce ad accrescere la consapevolezza tra la cittadinanza e i decision-makers, creando nuove occasioni di dialogo, confronto e condivisione degli obiettivi per un benessere diffuso.


Può essere utile a chi interviene nella regolamentazione e valorizzazione del sistema alimentare territoriale, a chi indaga la sua sostenibilità, a chi opera nelle diverse fasi che vanno dalla produzione alla gestione dei rifiuti e dello spreco, a chi semplicemente è curioso di conoscere meglio il sistema del cibo torinese.


Mette a disposizione una prima serie d’informazioni, verificate, trasparenti e aggiornate, che possono aiutare a progettare nuovi prodotti e servizi, e più in generale, ad attivare sul territorio un processo d’innovazione culturale: “un terreno nel quale possono crescere nuove idee, modelli di business, orientati ad una sostenibilità di sistema”, come fa risaltare il prof. Paolo Tamborrini, di Design Politecnico di Torino.

 

“Conoscere per deliberare”, afferma il  prof. Dansero, riprendendo Einaudi, “quindi si può partire dal cibo per rileggere una molteplicità di politiche, azioni, progettualità, grandi e piccole, istituzionali e non che agiscono nel torinese e possono concorrere nel definire l’orizzonte delle politiche locali e  migliorare la gestione ordinaria del sistema produttivo e distributivo”.

Atlante del cibo di Torino - Ph ANDREA DI BELLA

Nell’occasione, è stato presentato il Primo Rapporto sullo stato del sistema del cibo di Torino, un primo passo che diventerà un vero e proprio osservatorio per le dinamiche territoriali legate al cibo a Torino, con rapporti periodici e approfondimenti tematici. Il Rapporto è scaricabile sul sito www.atlantedelcibo.it


Per Franco Fassio, ricercatore in Eco Design e Systemic Design, Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo; Consigliere nazionale Slow Food Italia “La distribuzione territoriale delle attività evidenzia la presenza nel territorio torinese di “due anime che trovano molteplici argomenti di dialogo e confronto” (Carlo Petrini) quella urbana in costante movimento, fiera della propria identità e al contempo disposta a contaminarsi, e quella che si esprime nelle aree rurali circostanti alla città, che attraverso il contatto diretto con la terra, si rinnova di anno in anno seguendo le proprie vocazioni e tutelando il paesaggio e la biodiversità. Il cibo nella Città Metropolitana di Torino rappresenta dunque un sistema complesso, composto da un gran numero di fattori che interagiscono fra loro (materiali ed immateriali) e che fa sì che la dinamica che ne deriva sia diversa da quelle delle singole parti costituenti. La sua comprensione rappresenta dunque una sfida che UNISG ha raccolto tramite la partecipazione all’Atlante del Cibo, con l’obiettivo di analizzare le potenzialità del territorio torinese, rinnovare le relazioni del cibo con la salute pubblica e gli ecosistemi coinvolti, e ambire ad una qualità alimentare di sistema”.


Siamo soltanto all’inizio. Buon lavoro!

 

 



di Andrea Di Bella




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