GRANDI LANGHE DOCG 2017: Immagini e video dal Castello di Guarene (Roero Docg) e da Neive (Barbaresco Docg)


Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani


 

A cura di  ANDREA DI BELLA

PAROLA AI PRODUTTORI E IL VIDEO DELL' EVENTO DEL VINO DELLE LANGHE E DEL ROERO.

Grandi Langhe Docg: oltre mille presenze in tre giorni, tra operatori e giornalisti del settore da tutto il mondo, per degustare i vini che hanno partecipato alla terza edizione della manifestazione organizzata dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, in collaborazione con Consorzio Roero e Albeisa, aperta esclusivamente ad operatori professionali e giornalisti nazionali e internazionali.


La Morra, il Castello di Barolo, Neive, il Castello di Guarene, Monforte d’Alba e il Castello di Grinzane Cavour hanno ospitato i protagonisti della scena enologica Docg delle Langhe e del Roero: il Barolo, il Barbaresco, il Roero e il Roero Arneis, il Diano d’Alba e il Dogliani.


“Siamo molto soddisfatti di come è andata l’evento - afferma Andrea Ferrero, direttore del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero – i Consorzi credono molto in questa iniziativa, investendo parecchi soldi. Novità di quest’anno è stata l’anteprima internazionale di Nebbiolo Prima, evento che ha visto la partecipazione di 65 giornalisti, in gran numero stranieri, che hanno degustato alla cieca le nuove annate di Baolo, Barbaresco e Roero, incontrando i buyers: più di 700 iscrizioni. Progetti? La strada è ancora lunga, non bisogna fermarsi e nuovi mercati da esplorare ci attendono”.


“Questa terza edizione è quella della maturità del territorio – sottolinea Francesco Monchiero, presidente del Consorzio di Tutela del Roero -. Per noi la denominazione è molto importante in quanto racchiude oltre al Roero rosso, a base Nebbiolo, anche il vitigno a bacca bianca che è l’Arneis. Un’unicità da raccontare con più di 50 espositori provenienti non solo dal Roero ma anche dalla Langa, che hanno deciso, fortemente motivati, di produrre anche Arneis”.


Tre giorni di degustazioni in location suggestive e dimore storiche e, attorno, un paesaggio straordinario, un terroir unico in cui esiste da sempre un legame strettissimo tra gli uomini e la vigna. Storia, tradizioni e paesaggio dentro un calice di vino, raccontati da produttori appassionati oltre che imprenditori esemplari: più di 300 i vigneron presenti.


A proposito di vigneron, ecco cosa ci racconta Alberto Oggero, giovanissimo produttore di Santo Stefano Roero: “Inizio la mia attività nel 2010, seguendo mio nonno che qui aveva un’azienda agricola. Mancato lui, ho deciso di fare il vino dove lo faceva lui. Mi sono impegnato a tutelare il territorio creando “Solo Roero”, un’associazione con altre due aziende, Valfaccenda e Cascina Fornace, rivendicando soltanto la Docg Roero. Oggi produco 12 mila bottiglie quasi tutte destinate al mercato estero ma il mio obiettivo è arrivare a 25 mila”.
Ed eccoci con Lucrezia dell’azienda Monchiero Carbone che ricorda i due Arneis che la sua azienda ha portato a Grandi Langhe: “Cecu, che prede il nome in dialetto di nonno Francesco e vino di eccellenza dell’azienda e Recit, il piccolo Re del Roero. Abbiamo 25 ettari di vigneti con 180 mila bottiglie prodotte e siamo molto contenti che nel mondo il nostro vino sta riscuotendo notevole successo”.


Dalla “rive gauche” scendiamo giù in valle, abbandoniamo queste colline di vigne fragranti e profumate, attraversiamo il Tanaro e risaliamo  le colline aristocratiche di Langa prima di raggiungere Neive ed essere accolti da uno stimolante bouquet di Barbareschi che si mescolano tra i numerosissimi degustatori. Una full immersion tra una settantina di produttori e calici che si incrociano sprigionando profumi che ricordano frutti, erbe, spezie e fiori.


Incontriamo Orlando Pecchenino, presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, che si sofferma sull’annata 2014: “Il 2014 si conferma una grande annata, per il Barbaresco, in generale, un’annata non straordinaria, per la pioggia, ma in molti casi si manifestano qualità interessanti. Il territorio del Barbaresco ha fatto registrare, dal punto di vista climatico, una situazione privilegiata, rispetto al resto del Piemonte. Desidero sottolineare che l’evento sta confermando i risultati attesi, con un grande interesse diffuso”.


Ora la parola a una figlia d’arte, Michela, figlia di Vittorio Adriano che assieme al fratello Marco manda avanti la storica azienda agricola di famiglia, sulle meravigliose colline di San Rocco Seno d’Elvio. “Noi abbiamo portato qui la nostra annata 2014 del Barbaresco Senodaive, il Basarin e i Barbaresco Basarin Riserva. Le nostre 50 mila bottiglie per il 40% vanno tutte all’estero. Un po’ ci dispiace uscire dal nostro territorio, perché in fondo rappresentiamo questa zona e cerchiamo di fare gruppo assieme agli altri produttori per crescere e attirare i consumatori nostrani. La qualità del nostro Barbaresco 2014? Dal punto di vista climatico abbiamo avuto pioggia fino a metà agosto, senza grandine fortunatamente, poi c’è stato il sole che ci ha permesso di avere un buon raccolto, a fine ottobre, selezionato, con ottime caratteristiche e una buona maturazione fenologica”.


E chiudiamo con Luca Cravanzola, socio e vignaiolo dei Produttori del Barbaresco. “L’annata 2014 - spiega Luca -  paga un po’ di sudditanza dal Barolo 2014, che ha avuto una produzione  difficoltosa per la  pioggia. Stampa e buyer si sono fatti influenzare  e si aspettano un Barbaresco sotto tono. Invece no, per  noi è stata una buona annata, con vini di buona complessità, buona bevibilità, anche da giovane. Chi siamo? Una cooperativa  di 54 famiglie del comune di Barbaresco, con 105 ettari di Nebbiolo da Barbaresco. Produciamo  anche Langhe Nebbiolo, e, nelle migliori annate, nove Barbaresco Riserva di nove cru diversi”.

 


 



di Andrea Di Bella