A Torino, restituita al fiorettista Daniele Garozzo la medaglia d’oro di Rio 2016. L’intervista


A.S.D. Frascati Scherma


 

A cura di  ANDREA DI BELLA

La medaglia d’oro olimpica l’aveva vinta il 7 agosto 2016 a Rio, ma gli era stata rubata dallo zaino sul treno che lo portava da Roma a Torino, qualche giorno fa. 


Oggi 25 novembre 2016 gli è stata restituita dalle mani dell’assessore allo Sport della Città di Torino Roberto Finardi, in Sala Colonne a Palazzo Civico, nel corso di una cerimonia ufficiale. È stata ritrovata.


Alla cerimonia di restituzione hanno preso parte anche Dario Chiadò, tecnico della Nazionale di spada maschile e femminile e Direttore Tecnico dell’Accademia Scherma Marchesa di Torino e Michele Torella, Presidente dell’Accademia Scherma Marchesa e del Comitato Organizzatore del GRAND PRIX FIE Trofeo INALPI di fioretto in programma a Torino dal 2 al 4 dicembre.


Daniele Garozzo - Ph ANDREA DI BELLA

24 anni, siciliano di Acireale, in provincia di Catania, appartenente al Gruppo Sportivo Fiamme Gialle, Daniele si allena a Frascati (Roma) e si trova a Torino per rimettersi al collo l’oro di Rio e partecipare al Gran Prix Fie Fioretto Maschile e Femminile «Trofeo Inalpi».


Lo incontro prima della cerimonia, un po’ emozionato ma felice di ricevere il suo alloro olimpico.


Daniele, come nasce l’esigenza di fare scherma in una città come Acireale?
“L’inizio è stato casuale, grazie a mio fratello Enrico (spadista) che aveva incominciato a fare questo sport perchè un amico di famiglia aveva aperto una palestra e siccome volevo stare vicino a Enrico, tre anni più grande di me,  mi sono iscritto anch’io”


Dove hai dato le prime schermate?
“Nel Club Scherma Acireale, un piccolo circolo con dodici iscritti ma con ben tre olimpionici, condotto molto bene. Subito una grande passione per questo sport sin da quando ho preso il fioretto in mano”


A che età hai iniziato?
“Avevo 7 anni. Papà medico e una grande passione per il calcio, la mamma un altro amore per il tennis, Enrico spadista. Una famiglia di sportivi che mi ha trascinato nella scelta”


Quando hai capito che questa sarebbe stata la tua vita, il tuo futuro
“No questo non è il mio lavoro, non lo considero tale. Io sono stato fortunato, per me è uno sport e basta, la mia passione. Sono retribuito per fare questo, per me è il gioco che mi diverte di più  e che preferisco”


Lo consiglieresti a dei giovanissimi?
“Certo, assolutamente. Ci sono tanti valori e principi fondamentali che si possono trasferire nella vita comune: il rispetto per l’avversario, la disciplina, il sacrificio, il rispetto delle regole. Tutto ti ritorna… gli sforzi e le rinunce vengono ripagate con i successi”


Dopo la vittoria olimpica di Rio, quali sogni stai custodendo
“Dalla scherma ho avuto tanto, anche se sono molto giovane. Conservo tanti sogni ancora nel cassetto, certo… il primo che mi balza nella mente, però, è vincere il mondiale. L’accoppiata ‘titolo olimpico- mondiale’ è riuscita a pochi ed io voglio essere tra questi, perché sarebbe il massimo per un ragazzo della mia età”


E questo Gran Prix di Torino nei prossimi giorni? Cosa ti aspetti?
“Si è un avvenimento  importante, in un momento della stagione dove ancora non sono nel pieno della forma. Comunque spero di arrivare pronto e magari di vincere la gara”.


Si allontana con la gioia di chi sa di ricevere un dono: la felicità di un ragazzo semplice è sempre una grande sensazione.
 



di Andrea Di Bella