L’unione (dei Comuni) fa la forza e lo sviluppo (ecosostenibile) di un territorio: intervista a Barbara Toce, sindaco di Pedaso (FM)





La partecipazione alla 5° edizione del “Biofestival di Pedaso”, organizzato da AIAB Marche è stata un’occasione per assistere ad interessanti dibattiti, conoscere i produttori ed i prodotti del territorio e concludere la serata godendosi della piacevole musica dal vivo.

 

E’ stata anche l’occasione per incontrare Barbara Toce, sindaco di Pedaso, e fissare un appuntamento per realizzare l’intervista che segue.

 


Una Rete di Comuni per tutelare e sviluppare il territorio

 

I comuni della Valdaso (la valle del fiume Aso) da alcuni anni stanno muovendosi in sinergia per ottenere obiettivi comuni orientati alla salvaguardia ed allo sviluppo del territorio, nella consapevolezza che l’unione fa la forza.

 

Come afferma Barbara Toce: “Agire in rete è più incisivo rispetto al muoversi in modo autonomo, anche perché siamo comuni piccoli”.

 

La collaborazione è iniziata quattro anni fa con la costituzione dell’Ecomuseo della Valle dell’Aso finalizzata alla valorizzazione delle peculiarità culturali del territorio: agroalimentare, paesaggistiche, artistiche, ecc. E’ una collaborazione che vede coinvolti 11 comuni: i 7 comuni dell’Unione Valdaso (della quale Barbara Toce è presidente) e 4 comuni della Valle dell’Aso.

 

Grazie a questa esperienza, la Regione Marche ha deciso di attuare una modifica della legge urbanistica orientata al riconoscimento degli ecomusei come esempi di “buone pratiche” per la creazione di “Distretti Culturali Evoluti”.

 

La collaborazione fra i comuni si è quindi evoluta con la creazione del Biodistretto “Il Piceno” (del quale Barbare Toce è presidente) a cui aderiscono comuni sia della provincia di Fermo sia della Provincia di Ascoli Piceno (in totale 18 comuni).

 

E’ un progetto indirizzato alle aziende biologiche, il cui numero (già rilevante) è destinato a crescere in quanto varie aziende si stanno convertendo al biologico, anche a seguito del forte stimolo che la regione sta creando tramite il PSR.

 

Da queste esperienze è scaturito il progetto del “Contratto di fiume”, che prevede iniziative orientate alla valorizzazione del territorio, oltre che alla loro tutela e messa in sicurezza (negli anni scorsi vi sono state delle esondazioni che hanno creato notevoli danni).

 

In questo progetto sono coinvolti diversi enti e istituzioni: Regione, Provincia, Comuni, Autorità di bacino, Consorzio di bonifica, aziende agrituristiche e non che si affacciano al fiume.

 

Anche in questo caso, si tratta della creazione di una rete basata sul modello partecipato finalizzato al raggiungimento di obiettivi condivisi.

 

Gli obiettivi: agricoltura e turismo ecosostenibile

 

“Un primo obiettivo è quello di attirare nuove generazioni per sviluppare un'agricoltura rispettosa della natura, della tradizione e della vocazione dei nostri luoghi. 

Un altro importante obiettivo è lo sviluppo di un turismo ecosostenibile, quindi compatibile con l’obiettivo principale rappresentato dalla tutela delle peculiarità di un territorio, non particolarmente colpito da politiche di urbanizzazione incontrollata".

 

Il turismo ecosostenibile, di qualità, è una vocazione delle Marche in generale e di questi luoghi in particolare, nei quali, in un’ora, si può passare dalla montagna (i Monti Sibillini) al mare (e viceversa) attraversando un territorio con paesaggi suggestivi costellati da comuni ricchi di storia e attrattive culturali.

 

A questo proposito, per quanto riguarda l’attuale stagione turistica, un primo rapido bilancio, mostra risultati di assoluto interesse: “Spiagge, strutture ricettive, ristoranti e manifestazioni piene di persone sono indice di un lavoro ben fatto, iniziato negli anni passati. Stanno crescendo i riconoscimenti anche internazionali (aumentano i turisti stranieri).

 

Insomma, come conclude Barbara Toce: “C’è ancora molto da fare, ma la strada intrapresa è quella giusta”.