Al via la Consulta Nazionale del Vino Italiano: coinvolgere le giovani generazioni per ripartire





 

A cura di ANDREA DI BELLA



Dodici associazioni della filiera del vino unite per far ripartire la cultura del vino italiano. Unire le forze per elaborare progetti concreti che promuovano il patrimonio vitivinicolo italiano coinvolgendo prima di tutto le giovani generazioni. Avvicinare il consumatore al mondo del vino e ai suoi valori perché solo attraverso la “conoscenza” si potrà dare nuovo spirito al comparto, valorizzando quella tipicità e unicità del prodotto vino, così strettamente legata al territorio e al gusto italiano.

È con questo obiettivo che nasce la Consulta Nazionale del Vino Italiano (Co.N.V.i.), presentata nello Slow Food Theather a Expo 2015. A fare gli onori di casa il vice presidente di Slow Food Italia, Lorenzo Berlendis: «Il progetto è nato dalla collaborazione tra le principali associazioni legate al settore vitivinicolo nazionale. Una novità assoluta, dal momento che mai prima d’oggi i rappresentanti delle diverse fasi della filiera si erano uniti in un progetto comune senza interessi di categoria, ma anche un importante stimolo in un momento in cui in Italia il consumo pro capite di vino negli ultimi 50 anni è sceso da 100 a 46 litri. Il vino ha perso il suo ruolo nutrizionale e il suo posto sulle nostre tavole, soprattutto per le giovani generazioni».


Presentazione

Ed è proprio sui giovani che si concentrerà il lavoro della Consulta, come ha indicato il presidente di ONAV e coordinatore CoN.V.i., Vito Intini, nel raccontare le iniziative che le associazioni vogliono mettere in campo per gettare un ponte tra la tradizione che abbiamo ereditato e il futuro rappresentato dai nostri figli: «La Consulta nasce per dare una risposta al crescente calo dei consumi di vino in Italia. La nostra scelta è stata partire dai giovani. L’idea è raccogliere tutto il nostro patrimonio storico e ambientale per introdurre il vino e la sua conoscenza come parte della nostra identità nazionale. Parleremo ai ragazzi di vino e cultura, perché il vino è un elemento del nostro essere italiani, e spiegheremo loro cosa vuol dire fare un prodotto di qualità in questo paese. Partiremo ovviamente dall’educare i giovani a bere consapevolmente, fornendo loro gli strumenti per avvicinarsi al vino in modo intelligente».


La reazione degli educatori non ha tardato ad arrivare, e a settembre ha preso vita nella provincia di Brescia il primo progetto pilota, apripista di una serie di iniziative che coinvolgeranno tutto il territorio nazionale, verso il quale già ben 50 istituti scolastici nella sola Lombardia hanno manifestato interesse. L’obiettivo è duplice: valorizzare la conoscenza della tradizione enologica nostrana e del suo significato nella nostra storia, ma anche promuovere il tema del consumo consapevole, come ricorda la professoressa Ida Zampella, intervenuta in rappresentanza dell’Ufficio scolastico provinciale di Brescia: «Il sistema scuola è molto delicato e questi argomenti devono essere introdotti con la dovuta attenzione, altrimenti si rischia di muoversi maldestramente all’interno di una cristalleria. Per questo stiamo seguendo passo passo le prime fasi di questo progetto pilota, in maniera tale da metterlo a punto e proporlo come modello verificato per i numerosi altri istituti che hanno mostrato interesse».


E se grande attenzione è dedicata al vino come simbolo identitario e culturale nazionale, non manca l’accento anche sul delicato e fondamentale lavoro di chi questo simbolo lo raccoglie e lo trasforma, intrecciando il proprio sapere artigianale con la natura stessa dei territori, anch'essi da tutelare e da raccontare. Lo ha ricordato nel suo intervento Rosanna Zari, vice presidente Conaf: «Naturalmente non si può fermare il progresso, ma vanno considerati quegli elementi caratteristici dei paesaggi nati dall’opera dell’uomo. Vogliamo diffondere i tanti esempi virtuosi di integrazione tra tradizione e innovazione: i risultati di questa Consulta dovranno avere un panorama vasto, interessare tutte le nostre regioni, anche attraverso l’introduzione nelle nostre scuole di corsi legati ai temi dell’agricoltura, prevista da un disegno di legge che speriamo venga presto alla luce».


Il prossimo passo a livello organizzativo sarà la realizzazione di un marchio comune della Consulta, presentato a tutto il mondo vitivinicolo nazionale in occasione del prossimo Vinitaly. A livello politico invece la prossima sfida della Consulta sarà coinvolgere in questa grande opera di educazione e formazione ministeri e istituzioni potenzialmente interessati.


Le associazioni costituenti della Consulta al 19 ottobre sono: AGIVI; AIS; ASPI; ASSOCIAZIONE NAZIONALE LE DONNE DEL VINO; CONAF; FISAR; FIVI; MOVIMENTO DEL TURISMO DEL VINO; SLOW FOOD ITALIA; SIVE; ONAV; VINARIUS.



di Andrea Di Bella