Salon du Chocolat 2011, a Bologna l'edizione italiana: Intervista al maestro cioccolatiere Massimo Rizzati: la qualità fra antico e moderno


bottega del cioccolato


La tradizione artigiana dell’arte cioccolatiera declinata al ventunesimo secolo: fra i ben selezionati espositori della prima edizione italiana del Salon du Chocolat, che si svolgerà dal 25 al 27 febbraio all’ex-Galleria d’Arte Moderna di Bologna, ci sarà anche un marchio che è sinonimo di garanzia, quello di Rizzati da Ferrara.

 

Per capire un po’ cosa c’è dietro alla filosofia di un grande produttore di cioccolato abbiamo fatto due chiacchiere con Massimo Rizzati, uno dei tre fratelli che, assieme ad altri due soci, hanno dato vita a questa bellissima – e gustosissima – impresa.
 

Come nasce la vostra attività?


 

«Il primo inizio è stato nel 1997 con la creazione dell’Offelleria (vecchio nome delle pasticcerie – ndr) Rizzati, un laboratorio artigianale per la produzione di torte secche, crostate e naturalmente della torta ferrarese per eccellenza, la tenerina al cioccolato. La passione per il cioccolato è sempre stata una nostra caratteristica comune, così nel tempo ci siamo dedicati anche alla ricerca di prodotti innovativi e così, assieme ai miei fratelli Franco e Marco e con altri due soci, Marco Boni e Mirco Raimondi, ci siamo orientati sempre più su questo campo. Oggi l’azienda Rizzati, senza più la dicitura “offelleria”, è specializzata nel cioccolato di alta qualità e dal 2006 ha aperto nel centro di Ferrara il proprio punto vendita, “La bottega del cioccolato”».
 

Quale filosofia vi ispira nel vostro lavoro?

 

«Noi vogliamo rispecchiare il lavoro dell’artigiano offrendo un prodotto il più possibile naturale e sempre di altissima qualità, puntando sulle tecniche di lavorazione. Possiamo dire che siamo degli artigiani evoluti perché, come in una sorta di connubio virtuoso, facciamo coesistere nel nostro lavoro la dimensione antica dell’artigianato e la modernità che risiede negli abbinamenti più innovativi».
 

cioccolatini rizzati

 

Che cosa porterete al Salon du Chocolat?

 

«Sicuramente i nostri cavalli di battaglia come il cioccolatino alla birra Baladin, i napolitaines affumicati, le favette, ma anche cose nuove come ad esempio una linea di nuovi canditi naturali a base di cedro diamante, di clementine e che vogliamo ulteriormente integrare con altri generi di frutta e anche di verdura. Poi porteremo delle nuovissime creme spalmabili senza latte per chi è allergico a questo prodotto, in modo che nessuno sia costretto a rinunciare al piacere di un buon cioccolato».
 

Nel vostro lavoro qual è il valore aggiunto che deriva da un buon cacao?

 

«Ogni varietà di cacao ha le sue caratteristiche peculiari, anche la più pregiata può non piacere. Tutto dipende dall’utilizzo che se ne fa, dagli abbinamenti. Noi ci serviamo di buone miscele e cerchiamo sempre di ottenere un risultato che sia il più possibile originale allo scopo di esaltare il sapore del cioccolato in qualsiasi prodotto realizziamo. Ma, cacao a parte, le materie prime sono sempre essenziali: noi produciamo tutto in proprio, anche i canditi».
 

Cosa può rappresentare il Salon per il vostro ambiente?

 

«Senza dubbio un’opportunità in più per fare conoscere meglio le nostre realtà e i nostri prodotti. Il nostro obiettivo sarà cercare di vendere le nostre specialità più che al pubblico ai nostri colleghi espositori, perché voglio che sia anche un momento di confronto fra addetti ai lavori. Sono convinto che ci troveremo davanti a un appuntamento molto importante per farsi vedere e apprezzare».

 

Salon du Chocolat di Bologna



di Gabriele Orsi