Barolo, "Città italiana del vino 2021": le riflessioni delle Istituzioni locali


Comune di Barolo

Email: segreteria@comune.barolo.cn.it


Date ed orari:
dal 11 novembre 2020 al 31 dicembre 2021


 

”Ci piacciono le sfide, non abbiamo dato per scontato che Barolo è Barolo, quindi abbiamo voluto presentare un dossier che rappresentasse il nostro ’modus operandi’.  Abbiamo pensato di utilizzare questa occasione per affermare che ’il territorio c’è’”, dichiara la sindaca Renata Bianco

di ANDREA DI BELLA  

L’Associazione Nazionale Città del Vino ha proclamato Barolo "Città italiana del vino 2021".


Nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto vincente, hanno preso la parola, tra gli altri, Renata Bianco, sindaca di Barolo, e Tiziano Gaia, referente della Fondazione Barolo&Castle e del comitato tecnico scientifico del WiMu - Museo del Vino.



Riportiamo le dichiarazioni di soddisfazione e progettuali, rilasciate nel corso della conferenza stampa di stamattina.

”Poteva sembrare scontato che Barolo potesse vincere , vista la sua risonanza nel mondo internazionale del vino, invece ha vinto per il valore del suo progetto”. Questa, in estrema sintesi, la motivazione di fondo attribuita dall'Associazione Città del Vino a questa vittoria.


Ecco cosa ha dichiarato la sindaca Renata Bianco: ”Da subito abbiamo apprezzato la bontà di questa iniziativa e mi fa molto piacere che l’associazione abbia dovuto riesaminare più volte, come apprendo dal presidente Zambon, il dossier di candidatura. Ci siamo impegnati a fondo per questa iniziativa, da sempre ci piacciono le sfide, non amiamo vincere facile, non abbiamo dato per scontato che Barolo è Barolo, quindi abbiamo voluto presentare un dossier che rappresentasse il nostro ‘modus operandi’”.


”Noi siamo stati tra i soci fondatori dell’associazione ’Città del Vino’, abbiamo creduto allora nel progetto e ancor di più adesso, in questa occasione. Viviamo un anno particolare, siamo in piena emergenza Covid-19, però le buone iniziative pagano. Tutti gli operatori, passato il primo lockdown nazionale, nel momento della ripresa sono scesi in campo, rispettando le regole… i turisti sono ritornati sul questo territorio e sono stati premiati”.


”Questo progetto, la voglia di presentare il dossier così articolato significa che tutto il sistema funziona, che il territorio è organizzato. Noi, essendo un piccolo comune, non abbiamo le risorse per mettere in piedi un progetto di tale specie, ci siamo quindi rivolti alla ’Fondazione Barolo&Castle’ che ha sede proprio nel Castello Falletti, di proprietà comunale, che gestisce il WiMu-Museo del Vino. Con loro abbiamo pensato di utilizzare questa occasione per dire che ’il territorio c’è’! Tra i partner abbiamo individuato l'Unione dei Comuni ’Colline di Langa e del Barolo’ e, attraverso la loro collaborazione e quella di tante altre istituzioni locali, abbiamo, ancora una volta, dimostrato che quando si fa squadra i risultati tornano”.


”Il 2020 doveva rappresentare per noi un anno particolare, pieno di iniziative, in quanto si sarebbero dovuti festeggiare i 50 anni dall’acquisizione del Castello e i 10 anni dell’apertura del WiMu. Momenti importanti, da cui ripartire verso un cammino sempre in crescendo. Ma, ahimè, la pandemia ci ha bloccati”.
”Questo riconoscimento ci offre, però, l’opportunità per festeggiare un prestigioso traguardo ma soprattutto un trade union per il futuro, un’unione tra il passato e uno sguardo aperto al mondo. Un mondo obbligato a cambiare, un mondo che deve andare avanti e, con fiducia, mi auguro che il progetto e le sue buone pratiche del dossier possano realizzarsi, per il bene di tutti”.


Con queste parole di speranza e di soddisfazione, la sindaca conclude il suo intervento. La parola passa a Tiziano Gaia.

Il Castello di Barolo - Ph Andrea Di Bella

”Ringrazio tutti, noi vogliamo essere un esempio per gli altri territori del vino italiano per il 2021. Poter lavorare in un progetto così importante di caratura nazionale è stato per noi un privilegio. Al Comune gli aspetti istituzionali, a noi è toccato di occuparci degli ambiti, dei temi, dei contenuti da inserire in un articolato programma d'iniziative che saranno messe a calendario prossimamente”.


”Abbiamo pensato, come Fondazione, di declinare il vino come arte, storia, memoria, tradizione, ambiente e ci siamo rivolti a soggetti specifici presenti sul territorio per poter collaborare sulle singole iniziative. Si vuole creare un ponte fra tradizione e modernità, partendo dalle nostre radici. Il Barolo è un vino dal cuore antico, dalla storia antica, intrecciata addirittura con il Risorgimento italiano, se si pensa che i suoi albori sono legati a personaggi come Camillo Benso Conte di Cavour, il Re Vittorio Emanuele II, i Marchesi di Barolo. Poi naturalmente si è evoluto nel tempo, ha saputo aprirsi al mondo negli ultimi decenni”.


”Nelle nostre iniziative terremo in considerazione questo aspetto: da un lato la tradizione, la memoria, il ricordo, il racconto e dall’altro la modernità. Per quanto riguarda i temi della memoria, inaugureremo a giugno la Hall of Fame, cioè la cerimonia d'ingresso nel Museo del Vino dei ’grandi nomi’ del vino italiano, anche il vino deve avere la sua galleria della gloria, come già accade per il cinema, per la musica, per lo sport. Poi, venendo ai giorni nostri, voglio sottolineare l’iniziativa con Slow Food: la presentazione del ’Manifesto del vino sostenibile’, redatto in questi giorni. Un altro progetto che presenteremo riguarda la ’Logistica integrata’, con la collaborazione del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, che ha lo scopo di decongestionare i comuni della Langa dal traffico intenso dei mezzi pesanti, impiegando un Hub logistico, una piattaforma di movimentazione e stoccaggio delle merci a Santa Vittoria d’Alba, luogo geograficamente strategico, in prossimità delle autostrade. Un progetto avveniristico per tutelare il Paesaggio”.


”Un ulteriore progetto sarà quello dei gemellaggi tra il nostro e altri territori nazionali e internazionali; un modo per fare incontrare e dialogare realtà museali diverse, a partire da quelle delle altre Città del Vino. Non vediamo l’ora che sia il primo gennaio  e avere la possibilità di stappare una bottiglia: il vino al centro come  motore di cultura, di bellezza, di valori sociali condivisi. Appuntamento a Barolo”.



di Andrea Di Bella




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