Enoturismo: Viaggi in detrazione fiscale, per il dopo Covid - 19. Proposta di Città del Vino


Associazione Nazionale Città del Vino

Email: segreteria@pec.cittadelvino.com


Date ed orari:
dal 20 aprile 2020 al 31 dicembre 2020


Una cura per l’enoturismo e l’Italia dei piccoli Comuni, nell’ottica del rilancio, per sostenere l’economia e le imprese. “L’agricoltura e il turismo sono due dei tanti pilastri dell’identità, del benessere e della bellezza italiana”, afferma Floriano Zambon, presidente di Città del Vino .

di ANDREA DI BELLA

Mentre l’Italia si interroga a livello sanitario e politico su quando e come potrà tornare al lavoro, sulle modalità di attuazione delle vacanze estive, dall’Associazione nazionale Città del Vino viene lanciata l’idea di defiscalizzare le spese per i viaggi degli italiani all’interno dei confini nazionali, un po’ come accade per le spese mediche e sanitarie.


Una proposta per riaprire i territori e far ripartire anche l’enoturismo, appena possibile. Non appena sarà possibile e nel rispetto delle misure di distanziamento sociale previste,  il desiderio di muoversi, viaggiare e riavvicinarsi alla “normalità” si diffonderà velocemente; si spera, già in estate, di fare una vacanza diversa nei nostri tanti e differenti territori.


Ph © Andrea Di Bella

“Attendiamo le decisioni del governo per riorganizzare la vita sociale, i servizi, le attività e la riapertura dei nostri territori all’enoturismo, nel rispetto delle misure di tutela della salute pubblica – sottolinea il presidente di Città del Vino, Floriano Zambon -. Nell’ottica del rilancio crediamo che poter detrarre le spese di viaggio e soggiorno, debitamente documentate, così come facciamo per le spese mediche incentiverebbe l’enoturismo e darebbe un contributo importante di solidarietà economica alla filiera e alle economie dei territori. Il provvedimento dovrebbe affiancare le iniziative del Governo per sostenere l’economia e le imprese. Il made in Italy va tutelato prima che sia troppo tardi: l’agricoltura e il turismo sono due dei tanti pilastri dell’identità, del benessere e della bellezza italiana”.


Il Rapporto dell’Osservatorio del Turismo del Vino (redatto a cura di Città del Vino e Università di Salerno con la consulenza del prof. Giuseppe Festa) ci suggerisce che un turista curioso e attento alle tipicità locali (possiamo definirlo escursionista) può spendere in media € 85,00 al giorno (distribuiti tra acquisti di prodotti tipici e di vino in cantina, ristorante, pernottamento in strutture agrituristiche, souvenir di artigianato tipico locale, ecc.) cifra che può quasi raddoppiare per gli enoturisti più evoluti (sommelier, addetti ai lavori) per giungere a € 150,00 al giorno. Nel 2019 si possono stimare almeno 14 milioni di accessi enoturistici, tra escursioni giornaliere e pernottamenti, per un giro di affari di 2,5 miliardi di euro annuali, considerando l’intera filiera enoturistica.


“Per rendere più stimolante la pratica enoturistica – afferma Zambon – proponiamo la detraibilità, ovvero la diminuzione dell'imposta da pagare (vedi, ad esempio, le spese sanitarie o i mutui) o la deducibilità, cioè la riduzione della base imponibile del reddito, come avviene per esempio per le erogazioni liberali, relative alla spesa pro-capite fino ad un massimo da stabilire (€ 700,00/1.000,00) corrispondenti ad una spesa media per due fine settimana). Infine, visto che si deve riprogrammare la ripresa, auspico possa riprendere l'iter per l’approvazione della legge sull'enoturismo che offra ai territori maggiori certezze e opportunità”.


Può essere considerato anche uno strumento per la lotta all'evasione fiscale creando un interesse contrapposto della clientela al regolare rilascio della fattura.


INIZIATIVA #iobevoitaliano

Città del Vino non si ferma qui e lancia un’altra iniziativa sul web, il messaggio #iobevoitaliano, a sostegno delle imprese vitivinicole che, a causa dell’emergenza provocata dal Covid-19, stanno vivendo una forte crisi economica e finanziaria, dovuta al ridimensionamento e alla riorganizzazione delle vendite e alla chiusura dei ristoranti e della filiera dell’accoglienza. L’invito di Città del Vino è quello di diffondere il messaggio #iobevoitaliano, nel rispetto del consumo moderato e consapevole, e magari comprare più vino Made in Italy da piccole e medie cantine di qualità.
 



di Andrea Di Bella