Pasqua 2020: è “L'Angelus” di Jean-François Millet che ci fa meditare e risorgere


Mondo del Gusto - Redazione di Torino

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Date ed orari:
il 12 aprile 2020


 

di ANDREA DI BELLA

Un uomo e una donna recitano l'Angelus, una preghiera che commemora l'Annunciazione rivolta a Maria dall'Angelo Gabriele. Hanno smesso di scavare patate e tutti gli strumenti utilizzati per questo compito – il forcone, il cesto, i sacchi e la carriola - sono sparsi intorno a loro.

Jean-François Millet, L’Angelus, 1858-1859, Olio su tela Cm 55,5 x 66 - Parigi, Musée d’Orsay 

Nel 1865, lo stesso autore del quadro, Jean-François Millet, pronunciò il motivo della tela: "L'idea de ‘L'Angelus’ mi è venuta in mente perché mi sono ricordato che mia nonna, ogni volta che sentiva il rintocco della campana della chiesa mentre lavoravamo nei campi, ci faceva sempre smettere di lavorare per dire la preghiera dell'Angelus in memoria dei poveri defunti".

Attraverso la raffigurazione di una semplice scena, di un gesto intimo e raccolto, l'artista si prefigge di illustrare i ritmi immutabili del tempo della vita dei campi. È il tempo della pausa, del riposo.

Isolata in primo piano, in mezzo ad una immensa e deserta pianura, i due contadini assumono un aspetto monumentale, malgrado le dimensioni ridotte della tela. I loro volti sono lasciati in ombra, mentre una luce sottolinea i gesti e gli atteggiamenti. La tela esprime così un profondo sentimento di raccoglimento.

Deturpata da uno squilibrato nel 1932 l'opera, nel corso del XX secolo, è assurta al ruolo di icona a livello mondiale.

Noi, in questo giorno di festa, nel giorno della Santa Pasqua 2020, raccolti in casa, un po’ melanconici, guardiamo il mondo da dietro i vetri delle finestre: dobbiamo pregare, per tutti quelli a cui è negato anche il tempo di salutarci, per tutti coloro che stanno combattendo per salvare vite umane in ogni parte del mondo, per tutti noi che, ancora con un cuore che batte forte, viviamo la speranza di tornare presto tra quei campi e dove le campane suoneranno a festa, stavolta!



Auguri di una felice Pasqua di speranza.

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Jean-François Millet(1814-1875) Figlio di contadini, nel 1837 si reca a Parigi grazie a una borsa di studio. Nella capitale studia i maestri del Louvre ed entra in contatto con Daumier. I suoi dipinti ritraggono soprattutto scene di vita contadina. Nel1848 si trasferisce a Barbizon, dove rimane fino alla morte, continuando a dipingere paesaggi.
 



di Andrea Di Bella