“C'è tutto un mondo intorno che…”: ce la faremo a superare il Coronavirus, dai!


Mondo del Gusto - Redazione di Torino

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Date ed orari:
dal 10 aprile 2020 al 31 dicembre 2020


 

A cura di ANDREA DI BELLA

“C'è tutto un mondo intorno che
Gira ogni giorno e che
Fermare non potrai
E viva viva il mondo
Tu non girargli intorno
Ma entra dentro al mondo dai
………….”

 

Era l’autunno del 1979 quando Antonella Ruggiero dei Matia Bazar, con la sua voce immensa, cantava questa canzone fantastica, di apertura verso il mondo.


Lo capisco, è sempre difficile accettarlo, è il tempo della rinuncia, della solitudine, della nostalgia, della tristezza, ma bisogna reagire, guardare avanti, avere speranza, non arrendersi perché il mondo è questo.


Sa offrirci gioia, felicità, amore, ma è in grado anche di girarci attorno e ferirci: dobbiamo saper accettare ma abbiamo il dovere di reagire con fermezza. Abbandoniamo la fatalità e tuffiamoci nel mondo che verrà con tutta l’energia che possiamo.


Non è la prima volta che una realtà ci volta le spalle, che una disgrazia si accanisca contro, ma l’umanità è sempre risorta, ha saputo contrastare i periodi difficili, con sacrificio e speranza e ce l’ha fatta, ogni volta.


Sono le pagine del romanzo della vita che non possono essere sempre piene di bellezza, felicità e sorriso; anzi, dai momenti difficili tiriamo fuori nuove energie, nuove idee, apriamo orizzonti diversi e forse più accattivanti, per raggiungere traguardi più ambiti.


Di eventi disastrosi e tragici l’umanità ne ha vissuti, eccome, eppure a questi sono seguiti periodi di serenità, di progresso, di cambiamenti positivi, di scoperte eccezionali in tutti gli ambiti. Dobbiamo avere fiducia e sperare, impegnarci e lottare, resistere e attaccare. I tempi belli torneranno, così come sono tornati dopo qualsiasi evento tragico a cui abbiamo assistito.


Guerre e Liberazioni, la conquista di nuovi traguardi nel campo medico, sociale, tecnologico, la conquista dello spazio e i primi passi sulla luna, la Guerra civile in Cina e l’ascesa al potere di Mao Tse-Tung, poi la Rivoluzione con Che Guevara e Fidel Castro.


Il 28 agosto 1963 “I have a dream (Io ho un sogno)”: è il discorso tenuto da Martin Luther King, in difesa dei diritti civili e contro il razzismo, un avvenimento storico.


Date che hanno segnato la storia dell’Umanità, che hanno dettato le pagine future della Società, che hanno affermato principi di solidarietà e di fratellanza che vigono ancora ai nostri tempi.

Ma non dimentichiamo il Sessantotto, una delle stagioni più tumultuose e affascinanti del nostro passato recente, che segnerà l'affermazione definitiva dei giovani sulla scena sociale, politica e culturale nel mondo.


All’inizio degli Anni ’70 prende avvio la terza rivoluzione industriale dopo la ricostruzione post bellica e con essa boom economico su modello neoliberista (miracolo economico in Italia), esplosione demografica mondiale e avvio del processo di globalizzazione.


Si diffondono, sempre più nelle coscienze di massa, la cultura musicale nei suoi molteplici generi, quella teatrale e cinematografica, lo sport di massa e il turismo.


Tra la fine degli anni Sessanta e gli inizi degli anni Ottanta in Italia assistiamo a quelli che furono definiti gli “anni di piombo”,  un periodo storico in cui si verificò un'estremizzazione della dialettica politica che produsse violenze di piazza, lotta armata e terrorismo.


Tutti a piedi o, al massimo, a “targhe alterne”: erano queste le scene dell’Italia del 1973, l’'anno del grande choc petrolifero che investe tutto il mondo occidentale. Si scopre una nuova parola nel proprio vocabolario: “austerity”. Finisce l’'epoca d’'oro del consumismo spensierato. Ci vorrà un anno perché la situazione si sblocchi: nel 1974, a Parigi, nasce l’'Agenzia Internazionale per l’'Energia", per coordinare le politiche energetiche ed evitare altri choc.


Ma ricordiamoci anche dei Papi che in questi ultimi anni ci hanno dato pace e serenità affacciandosi da quella finestra del Vaticano: Giovanni XXIII, il Papa Buono; Karol Wojtyła, il primo papa non italiano dopo cinque secoli, un innovatore molto amato dai giovani; Papa Francesco, che sta scrivendo la storia attuale della Chiesa cattolica, il Papa delle persone umili, degli emarginati, dei poveri.


“Cari figlioli, sento le vostre voci. La mia è una sola, ma riassume tutte le voci del mondo; e qui di fatto il mondo è rappresentato. Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera… Osservatela in alto, a guardare questo spettacolo… Tornando a casa, troverete i bambini. Date loro una carezza e dite: “Questa è la carezza del Papa”. Troverete forse qualche lacrima da asciugare. Abbiate per chi soffre una parola di conforto”. Indimenticabili quelle parole pronunciate da Papa Giovanni la sera dell’11 ottobre 1962, dalla finestra del palazzo Apostolico del Vaticano.

Era il 9 novembre del 1989 quando tra picconate ed abbracci cade il Muro di Berlino, simbolo della fine della cortina di ferro, del mondo diviso, della riunificazione della Germania. In tre giorni, due milioni di persone passarono il confine sancendo la fine di un mondo.


Cosa accadde la notte del 26 aprile 1986 a Chernobyl? Esplode un reattore nucleare nella centrale e sprigiona una nube radioattiva sull’Europa. Una catastrofe. Tutto il mondo è teatro di conflitti infiniti. Eventi disastrosi che hanno colpito l’umanità, che hanno distrutto opere d’arte e monumenti simbolo della storia di tutti.


Ma l’uomo risorge, è forte e riesce a ripartire. Il cuore non si ferma, i sentimenti sono straordinari e creano relazioni, unità, condivisione, solidarietà.


E ora è venuto, proprio, il momento di tirarli fuori questi sentimenti. Fin qui ci stiamo difendendo, stiamo sacrificando il nostro tempo, le nostre attività lavorative, le nostre relazioni, le nostre abitudini.


Manca l’ultimo passo prima che le campane suonino a festa e ci suggeriscano che un nuovo mondo ci attende: quello della rinascita, del “non più come prima”, della ripartenza, della nuova libertà, delle future conquiste, e “Tu non girargli intorno, ma entra dentro al mondo dai…”.


Ce la faremo anche stavolta. Abbracciamoci.

 

Credit Foto: Andrea Di Bella

 

 



di Andrea Di Bella