“Domenica è sempre domenica”: oggi ho nostalgia di gioia!





Date ed orari:
dal 22 marzo 2020 al 15 aprile 2020


 

di ANDREA DI BELLA


“È domenica per poveri e signori
Ognuno può dormir tranquillamente.
Nè clacson, né sirene, nè motori,
Si sveglia la città più dolcemente.

Persino il gallo, molto premuroso,
Non fa "Chicchirichi".
Ha scritto sul pollaio:
"Buon riposo, ritorno lunedì"

Domenica è sempre domenica,
Si sveglia la città con le campane.
AI primo din-don del Gianicolo
Sant'Angelo risponde din-don-dan.

Domenica è sempre domenica
E ognuno appena si risveglierà
Felice sarà e spenderà
Sti quattro soldi de felicità.

Domenica è sempre domenica
E ognuno appena si risveglierà
Felice sarà e spenderà
Sti quattro soldi de felicità”.

Titolo: Domenica è sempre domenica
Canzone del 1957
Compositore Originale: GORNI KRAMER
Autori del Testo: GARINEI e GIOVANNINI



Nientepopodimenochè “ Il Musichiere”!

 

Beh dobbiamo tornare indietro di 60 anni almeno, quando la televisione faceva compagnia solo a pochi che potevano permettersela.


La mia famiglia no, pur con l’onesto lavoro di mio padre, ferroviere, erano tre i figli da mantenere e i soldi servivano per qualcosa di più urgente e indispensabile. E allora, sedie alla mano, tutti i sabato sera, siamo alla fine degli anni ’50, l’intera  famiglia si trasferiva a casa di amici, sempre che mio padre non fosse in servizio.


Era uno dei pochi svaghi che ci si poteva permettere e non costava nulla, al massimo la condivisione di quattro biscotti che mia madre era riuscita a confezionare, mentre il bicchierino di rosolio si trovava lì (io non potevo bere perché ero bambino).


Durò novanta puntate, dal 7 dicembre 1957 al 7 maggio 1960, quella celebre invenzione televisiva RAI, dallo Studio 1 di Via Teulada a Roma, affidata a uno showmen, come si direbbe oggi, che fu Mario Riva, personaggio straordinario, eclettico, intelligente, ironico, sempre gentile e sorridente. La pace, la serenità, l’allegria che riusciva a trasmettere il grande presentatore facevano dimenticare, seppur per una sera, le preoccupazioni che pure non mancavano neanche in quel periodo.


Mario Riva rappresentava l’Italia che tutti sognavano in quel tempo e sogniamo ancora oggi.

Il Musichiere: quanti coi capelli grigi o giovani figli e nipoti di quei capelli grigi hanno visto o sentito parlare del Musichiere!


Un divertente gioco musicale a quiz tra due duellanti su una sedia a dondolo, dove a decretare chi dei due avesse vinto era una campanella suonata dopo una corsa precipitosa. Motivi musicati dall’orchestra di Gorni Kramer e cantati da Nuccia Bongiovanni e Paolo Bacilieri.


Ma non si giocava solo nello studio, a giocare era mezza Italia (si fa per dire), da casa, che cercava attivamente di arrivare prima, grazie alle proprie conoscenze, derivate da un  panorama musicale popolare allora molto meno complicato e ramificato.


Si vincevano gettoni d’oro, ma le vincite non furono mai sbalorditive: l'unico concorrente che riuscì ad emergere, con una vincita di otto milioni di lire circa, fu Spartaco D'Itri (ricordate?), cameriere romano,  dotato di straordinaria memoria e non comune sensibilità musicale che, grazie al premio vinto, riuscì ad aprire un'attività in proprio.


Mario Riva erano affiancate due vallette, denominate le "Simpatiche", nel cui ruolo si sono avvicendate Lorella De Luca, Alessandra Panaro, Carla Gravina, Patrizia Della Rovere, Patrizia De Blanck, Marilù Tolo, Brunella Tocci.


Grande fortuna della trasmissione e uno dei momenti più attesi era quello dell'ospite: personaggi del mondo del cinema, del teatro, dello sport, venivano costretti a cantare. Tra le celebrità ricordo Gary Cooper, Antony Quinn, Totò, Marcello Mastroianni, che cantò "Un disco dei Platters" del Quartetto Cetra, Jayne Mansfield, Fausto Coppi e Gino Bartali, nemici leali, che cantarono "Come pioveva" in versione burlesca, Mina e Adriano Celentano.


Sigla della trasmissione era “Domenica è sempre domenica”, brano composto per la commedia musicale “Un paio d'ali”, con Renato Rascel, ma che divenne famoso proprio attraverso questa trasmissione.


Edita da Mondadori nacque  anche una rivista settimanale, il Musichiere, che conteneva anche flexi-disc con inciso un brano musicale.


Tutto finì quando all'Arena di Verona il 21 agosto 1960, durante le prove di uno spettacolo che riproponeva la celebre trasmissione, Mario Riva cadde sul palco procurandosi una rovinosa frattura, le cui complicazioni lo portarono alla morte.


Erano i tempi dei primi elettrodomestici che cominciavano ad entrare in casa: lavatrici, il frigorifero Rex o Zoppas, l’apparecchio televisivo con tubo a raggi catodici (Marca Phonola?), in legno di mogano. La radio ce l’avevamo già, ma le parole uscivano disturbate, dovevamo immaginare quello che si raccontava o la canzone che veniva trasmessa.


Tempi passati, duri ma di rinascita, di attesa, che potessero portarci qualcosa di buono, di bello, che potessero cambiarci la vita, farci raccontare gioia e felicità… tempi di speranza… come oggi!
Domenica è sempre domenica!

Primavera - Renè Magritte

E se volete tornare indietro nel tempo ecco un video bellissimo:


https://youtu.be/I8qAgnOGTts



di Andrea Di Bella