"Voglio fare con te ciò che la primavera fa con i ciliegi", P. Neruda: è la Giornata Mondiale della Poesia





Date ed orari:
il 21 marzo 2020


 

di ANDREA DI BELLA

Oggi 21 marzo è il primo giorno di primavera ma è anche la Giornata Mondiale della Poesia, istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale Unesco nel 1999. Un riconoscimento all’espressione poetica inteso come promozione del dialogo e comprensione interculturale, della diversità linguistica, della comunicazione e della pace.


Mai come quest’anno, il 2020, questa data diventa importante e, in questo momento difficile per tutti, consegna al mondo intero un messaggio particolare di umanità, di pace, di fratellanza, di speranza, di amore.


Io porto sotto i vostri occhi umidi di paura, di preoccupazione, di incertezza, una poesia di Pablo Neruda, “Giochi tutti i giorni con la luce dell’universo”, “Juegas todos los dìas con la luz del universo”, contenuta all’interno di Venti poesie d’amore e una canzone disperata, libro scritto e pubblicato nel 1924, che rivelò al mondo il talento straordinario e folgorante di un Neruda appena ventenne.


 

GIOCHI TUTTI I GIORNI CON LA LUCE DELL'UNIVERSO

 

Giochi tutti i giorni con la luce dell’universo.
Esile visitatrice, giungi nel fiore e nell’acqua.
Sei più di questa bianca testolina che stringo
come un grappolo tra le mie mani ogni giorno.

 

Non assomigli più a nessuna da quando ti amo.
Lasciati distendere tra le ghirlande gialle.
Chi scrive il tuo nome con lettere di fumo tra le stelle del sud?
Ah lasciati ricordare come eri allora, quando ancora non esistevi.

 

D’un tratto il vento ulula e colpisce la mia finestra chiusa.
Il cielo è una rete stracolma di pesci d’ombra.
Qui convergono tutti  i venti, tutti.
La pioggia si spoglia.

 

Passano uccelli in fuga.
Il vento. Il vento.
Io posso contrastare solo la forza degli uomini.
Il temporale travolge in mulinelli  foglie oscure
e scioglie tutte le barche ormeggiate ieri sera nel cielo.

 

Tu sei qui. Ah tu non fuggi.
Tu mi risponderai fino all’ultimo grido.
Raggomitolati a fianco a me come se avessi paura.
Eppure, talora, un’ombra strana ti è passata negli occhi.

 

E ora, anche ora, piccola, mi porti rami di caprifoglio,
e persino i tuoi seni profumano.
Mentre galoppa il vento triste uccidendo farfalle
io ti amo e la mia felicità morde la tua bocca di prugna.


Quanto ti sarà costato abituarti a me,
alla mia anima solitaria e selvaggia, al mio nome che tutti evitano.
Tante volte abbiamo visto splendere l’astro baciandoci gli occhi
e piegarsi sul nostro capo i crepuscoli in ventagli giranti.

 

Le mie parole ti sono piovute addosso come carezze.
Amo da tempo ormai il tuo corpo di madreperla assolata.
Ti credo persino signora dell’universo.
Ti porterò dai monti fiori allegri, copihues,*
nocciole scure, e ceste silvestri di baci.

 

Voglio fare con te
ciò che la primavera fa con i ciliegi.

 

(da Venti poesie d’amore e una canzone disperata, scritto e pubblicato nel 1924)

* Fiori rampicanti ornamentali dai petali rossi o bianchi.


Voglio fare con te ciò che la primavera fa con i ciliegi: è il magico gioco della Natura… e speriamo che possa regalare al nostro futuro una fioritura come quella dei ciliegi… meravigliosa, colorata, gioiosa, maestosa e, soprattutto, vittoriosa, senza che questo vento malefico la spazzi via!

 



di Andrea Di Bella