21 marzo 2020: sarà la primavera dei pittori a renderci felici!





Date ed orari:
dal 21 marzo 2020 al 21 giugno 2020


 

di ANDREA DI BELLA

Ormai era diventata una consuetudine, già da diversi anni. Infatti, per me e per Teo, mio fraterno amico, il primo giorno di primavera si doveva festeggiare, a qualunque costo. Perché altre feste comandate, il Santo Patrono, l’Epifania, Carnevale, i Patti Lateranensi, etc. sì, e il giorno più bello dell’anno, almeno dal punto di vista simbolico, no?


Il giorno del risveglio della Natura, dell’Equinozio, l’inizio della fioritura, l’arrivo di un periodo propizio per i contadini, la rinascita per i campi coltivati, il tempo della semina e della Luna Nuova… le giornate più lunghe che invitano a stare fuori, all’aperto, la suggestione di riaprire la casa di campagna, dopo la vendemmia dell’ultimo autunno!

Giardino di Rose a Wargemont - Pierre Auguste Renoir


Insomma, con la Primavera arriva un’altra atmosfera, un’altra aria, ti senti meglio, più propositivo, fai progetti, prendi decisioni, sei più allegro (e non è cosa da poco), porti i bambini al parco a giocare e a divertirsi, gli alberi delle città si riprendono le foglie cadute e i fiori sui balconi fioriscono regalando sensazioni di gioia e di benessere.


L’arrivo della Primavera, in poche parole, è l’arrivo della Felicità!


E allora, tornando a noi due (io e Teo), abbiamo più volte pensato di rivolgerci anche al nostro Presidente della Repubblica: “Perché caro Presidente non istituzionalizzare il primo giorno di Primavera? Perché non festeggiare questa benedizione che la Natura sa regalarci tutti gli anni, puntualmente?”. Tutti in vacanza per un giorno importante!


Ma questo passo ancora non l’abbiamo fatto, però noi (io e Teo sempre) quel giorno di vacanza ce lo siamo sempre presi, in attesa (con poche speranze per la verità), chissà, di qualche cambiamento delle disposizioni governative.


E il 21 marzo siamo sempre partiti: luoghi vicini raggiungibili in un giorno, territori un po’ nascosti al turismo di massa, studiati ad hoc, tenendo ben presente un principio fondamentale: “dobbiamo mangiare bene!”. Poi, negli ultimi anni, la compagnia si è fatta più numerosa, si sono aggregati nuovi amici che la pensavano come noi e i luoghi si raggiungevano in treno, sempre tra le bellezze italiche.


E allora, pronti via, aprivo lo sportello dell’auto di Teo e subito, come per incanto, ecco le straordinarie note di un brano storico dei Dik Dik, “Il primo giorno di primavera”, una poesia metropolitana di Mogol, una suadente armonia unita ad una intrigante musicalità (musica di Mario Lavezzi), “canzone regina” all’infinito nella Hit Parade di Lelio Luttazzi, nel lontano 1969.


Un uomo, abbandonato dalla sua donna, si perde in un paesaggio metropolitano fatto di autobus, traffico e gente anonima, nel primo giorno di primavera.

Campo di papaveri - Claude Monet

Un’immagine d’altri tempi: oggi 21 marzo 2020 IO RESTO A CASA!


Il libro ha perso le sue pagine più belle, piene di suggestioni, di entusiasmo, di allegria condivisa.

 

Oggi,  oggi 21 marzo 2020, non si sorride più, non siamo autorizzati a sorridere. Guardiamo il mondo da una finestra e gli unici momenti di svago sono “i balconi che cantano, che suonano, che proiettano film. Oggi è una giornata triste, malinconica, la più difficile da trascorrere. È tempo di dolore, di riflessione, di ansia, ma anche di speranza e di interrogativi. Oggi sta esplodendo una solidarietà quasi inattesa, siamo tutti più vicini (col cuore non fisicamente), ci si vuole più bene, si ritrovano valori che avevamo dimenticato.


Ma occorre reagire, dobbiamo farci coraggio, dobbiamo continuare a sognare e rivedere come questa maledetta primavera possa essere superata e dimenticata.


E allora, come in un film, facciamo viaggiare la nostra mente, stavolta, verso i grandi pittori che nei secoli passati ci hanno regalato opere straordinarie dedicate al periodo più bello dell’anno. Viaggiamo sulle ali di una farfalla e fermiamo il tempo su quelle pagine di un libro di pittura che hanno immortalato scene romantiche, paesaggi affascinanti, visi gaudenti e felici, fiori che sbocciano nel segno del risveglio di tutto!


Non ci resta che sfogliare questo libro fantastico con le più belle opere dedicate alla stagione che ha ispirato l’anima e gli occhi dei grandi artisti!

 

Dalla Primavera di Botticelli, uno dei capolavori più celebri del Rinascimento italiano, rappresentazione di un tempo perfetto di pace e serenità, passando per il "Ramo di mandorlo fiorito" di Van Gogh, che presagisce  rinascita, speranza, calore, felicità, su uno sfondo turchese di un cielo brillante, limpido e sereno, si può arrivare alla magia della pittura impressionista espressa da Claude Monet nel suo  “Campo di papaveri”, uno dei quadri più conosciuti e famosi del mondo: colori, profondità e tecnica en plen-air sono le caratteristiche di una campagna rassicurante.

Ramo di mandorlo fiorito - Vincent van Gogh
Scene bucoliche e serenità trasmette Renoir nel “Giardino di Rose a Wargemont”, dove la luce del sole pomeridiana cade su un giardino di campagna; bellissimo l’effetto del primo sole tra le piante, che rinascono e tornano ad essere lussureggianti e vigorose, nascondendo gli edifici in secondo piano.


Nei meravigliosi paesaggi di Gustav Klimt la primavera assume i mille colori e le forme variegate di un tripudio di fiori annegati nel verde: “Frutteto con giardino di rose” esprime i colori rigogliosi e sfolgoranti della natura in un'opera di perfetta bellezza.


Potremmo andare avanti all’infinito ma voglio concludere con l’ultima pagina di questo ipotetico libro: Qui la "Primavera" prende l'aspetto di una colomba che vola in un cielo chiarissimo, appena solcato di nuvole rosa.


Il corpo non è ricoperto di piume, ma delle stesse foglie degli alberi che si intravedono nella foresta  sottostante. Sul parapetto c’è un nido che racchiude tre uova bianchissime. Marzo, con le sue giornate che diventano improvvisamente più dolci, i suoi cieli chiari e rosati e gli alberi ricoperti di nuove fronde, è rappresentato come meglio non si potrebbe. È la pittura di Renè Magritte che ci mostra come sia possibile giocare anche con la primavera, trasformandola in un’illusione sofisticata e surreale.


Carissimo Teo, mio compagno di tante primavere, stavolta dobbiamo arrenderci… sarà la colomba di Magritte che ci porterà lontano... sarà la primavera dei pittori a renderci felici!

 

 



di Andrea Di Bella