“C’era un tempo sognato che bisognava sognare”: la speranza tra Angeli e balconi di musica





Date ed orari:
dal 14 marzo 2020 al 3 aprile 2020


 

A cura di ANDREA DI BELLA

È mezzogiorno e nel silenzio più profondo di una Torino spenta, oggi grigia per un riflesso di nuvole che annunciano pioggia, ecco una tromba che spezza l’aria e inizia a farsi sentire… per un momento non capisco, mi chiedoma cosa sta succedendo?. E subito un grande applauso, sempre più forte, più numeroso: di fronte alla mia finestra una coppia si unisce e sorride, gioisce, si abbraccia, rientra in casa e dopo 10 secondi spunta sul balcone con una bandiera tricolore…viene incollata alla ringhiera, poi un’altra sul  balcone vicino, qualcuno gridadai ce la facciamo. Si parlano inquilini che fino all’altro ieri si ignoravano e sono felici di condividere; un raro tassista di passaggio, anche lui suona il clacson per farsi sentire, per direci sono anch’io.



È un grido di speranza, una liberazione dell’anima, un’espressione di vicinanza e di ringraziamento per tutti coloro che sono in prima linea, negli ospedali, nelle camere di rianimazione, sulle ambulanze della Croce Rossa; per coloro che che suonano il campanello di un uomo vecchio o di una donna sola per portare un po’ di cibo.

 

È un senso di fratellanza, di solidarietà per chi ha il viso tumefatto che porta i segni della mascherina indossata ormai da un mese su un viso stanco, senza interruzione.

Grazie a chi sta mettendo in gioco la propria salute per salvare quella degli altri: sono gli Angeli di questo Paese, strano ma solidale, che trova fratellanza nei momenti di paura, che sa abbracciarsi nelle difficoltà.


È meraviglioso tutto questo!


Un Paese che ieri pomeriggio ha trovato il modo di stringersi attorno alla musica e al canto, da tutti i balconi d’Italia… Dalle case di ringhiera di una Milano colpita al cuore, una tromba intona "O mia bela Madunina" e la città ascolta, nel silenzio;  a Roma, tamburi, pentole, coperchi e persino padelle e posate e  un “Grazie Roma” gridato a squarciagola accanto all’arcobaleno “Andrà tutto bene”;  Giuliano Sangiorgi dei Negramaro che si affaccia con la chitarra al collo, nella sua casa di Roma, abbracciando tutto il quartiere con “Meraviglioso” perché… “Tanto l’aria s’ha da cagnà…” come sussurrava Pino Daniele; così a Lecce e Benevento, la Tammurriata ha accomunato tutti. Dai balconi di Cagliari, qualcuno ha intonato l’Ave Maria in sardo, accompagnandosi con la fisarmonica, da brivido!


È l’amore che sboccia per questi Angeli, per la Speranza!


E allora, vi voglio lasciare in compagnia proprio della speranza che ciascuno di noi ha il diritto di coltivare, in attesa di “qualcosa di buono”, un tempo in cui tutto tornerà al suo giusto posto.

 

Un capolavoro musicale che trattiene il fiato, intenso e tutto da leggere e da ascoltare: una canzone di Ivano Fossati che aveva scritto nel 2003, (CD “Lampo viaggiatore”), una dichiarazione verso la vita, pur massacrata da eventi nefasti, uno sguardo verso la bellezza e l’amore, "...c'era un tempo sognato che bisognava sognare":


“C’è tempo”:

Dicono che c’è un tempo per seminare
e uno che hai voglia ad aspettare
un tempo sognato che viene di notte
e un altro di giorno teso
come un lino a sventolare.


C’è un tempo negato e uno segreto
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.


C’è un tempo perfetto per fare silenzio
guardare il passaggio del sole d’estate
e saper raccontare ai nostri bambini quando
è l’ora muta delle fate.


C’è un giorno che ci siamo perduti
come smarrire un anello in un prato
e c’era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.


È tempo che sfugge, niente paura
che prima o poi ci riprende
perché c’è tempo, c’è tempo c’è tempo, c’è tempo
per questo mare infinito di gente.


Dio, è proprio tanto che piove
e da un anno non torno
da mezz’ora sono qui arruffato
dentro una sala d’aspetto
di un tram che non viene
non essere gelosa di me
della mia vita
non essere gelosa di me
non essere mai gelosa di me.


C’è un tempo d’aspetto come dicevo
qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto, segnato
e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
la sua fotografia.


C’è un tempo bellissimo tutto sudato
una stagione ribelle
l’istante in cui scocca l’unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle
è un giorno che tutta la gente
si tende la mano
è il medesimo istante per tutti
che sarà benedetto, io credo
da molto lontano
è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato.


Dicono che c’è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c’era un tempo sognato
che bisognava sognare.


Forza e coraggio, tutti!



di Andrea Di Bella