Coronavirus: la vittoria è possibile, è soprattutto questione di comportamenti





Date ed orari:
dal 10 marzo 2020 al 3 aprile 2020


A cura di Andrea Di Bella

Ormai ci siamo dentro da un bel po’, però non sappiamo quando ne usciremo fuori. Il Coronavirus ci ha sottomessi, è entrato dirompente senza bussare alle porte; è volato da un Paese lontano, la Cina, e ora sta volando sulle nostre teste, senza guardare in faccia nessuno.


Siamo in una situazione pericolosa, di proliferazione del virus, di allarme sanitario. Le nostre strutture ospedaliere hanno tenuto bene finora, ma potrebbero arrivare al collasso in breve tempo: a quel punto che faremo? Quali le soluzioni?  È un momento molto difficile e dobbiamo viverlo, per questo, con sensibilità, coscienza e solidarietà. Buttiamo via l’egoismo, i campanilismi, la negligenza, il menefreghismo. È ora di reagire, di diventare protagonisti positivi di questa società, di prendersi le giuste responsabilità, essere disciplinati e consapevoli della percezione del rischio.


Traffico al minimo a Torino

Lasciamo da parte il panico ma impadroniamoci del timore, occorre uscire, tutti, dalla superficialità, dalla sintesi, non è più il tempo dei proclami, è il momento di agire, di sostenere una causa importantissima per la nostra sopravvivenza.


La nostra Sanità si sta adoperando, sin dalle prime avvisaglie, con abnegazione, dedizione, senso del dovere, sofferenza, affinchè questo male non si propaghi; ha fatto e continua a fare quello e forse di più di quello per cui è chiamata a fare, con enormi sacrifici.


I nostri Politici, presi in contropiede, hanno cercato di emanare disposizioni, avvertimenti, regole, allo scopo di limitare contagi a catena. Purtroppo, non è stata semplice la gestione del virus nei primi giorni ma sfido chiunque a dimostrare che le cose siano state fatte con superficialità. Sono stati vicini alla popolazione, moralmente, dimostrando solidarietà e comprensione; si spera che in un secondo tempo, vengano prese misure a favore di coloro che stanno soffrendo anche dal punto di vista economico, per dare energia e vigore al tessuto produttivo nazionale e farlo ripartire.


Ecco, da oggi, misure drastiche per tutti gli italiani, da Nord a Sud: vista la drammaticità della situazione, alcuni comportamenti possono sembrare eccessivi, ma questa è l’unica strada per bloccare l’avanzata inesorabile e silenziosa del male. La Cina, ma anche le zone di Codogno, Lodi e Vo' da noi, ci suggeriscono che solo così, con energia e fermezza, possiamo risollevarci (il numero dei contagiati sta scendendo)!


E allora, per ripartire, tutti dobbiamo rinunciare a qualcosa, subito, è il momento di resistere, l’andamento del contagio dipende da noi. La vittoria è possibile solo se ciascuno di noi collabora! Certo, per noi italiani, la socializzazione è una delle principali attività del quotidiano; da oggi  per un po’ di tempo dobbiamo rinunciare a farlo, per limitare i danni, è il momento in cui i nipoti devono aiutare i nonni, le persone più anziane, tiriamo fuori i sentimenti che rendono il nostro Paese grande, l’amore e la fratellanza innanzitutto, non mettere in pericolo la vita dei più fragili..

Chiacchiere a debita distanza

Ne abbiamo viste di tutti i colori in questi giorni difficili: inutili saccheggi, anche notturni, ai supermercati; esodi in massa, sconsiderati e immotivati, dalle stazioni ferroviarie del Nord verso un Sud meno colpito (aumentando ipoteticamente il rischio di contagio al Sud); ottanta bus dalla sera al mattino hanno attraversato lo stivale, diretti in Calabria (senza che nessuno se ne accorgesse), in barba a tutte le raccomandazioni;  assembramenti di giovani dentro e fuori dai locali di ristorazione e di divertimento con calici di vino e di birra in bocca, che intervistati, manifestavano noncuranza e disinformazione, tradendo le disposizioni governative.


Insomma, un’Italia a due facce, gli assertori del “è semplicemente un’influenza”, o “muoiono solo gli anziani”, e un’altra categoria di persone responsabili e preoccupate.


Basta fare finta! nessuno è al sicuro, ne verremo fuori solo se sapremo far convivere democrazia e rigore nei nostri comportamenti.


Andreotti, noto politico del recente passato della nostra Repubblica, all’epoca delle Brigate Rosse, in occasione del sequestro Moro, affermava: “Sbaglia chi crede che una democrazia non possa, anzi, non debba essere dura, quando occorre”.


La rivista Science ha appena pubblicato uno studio che analizza l'effetto delle misure restrittive adottate in Cina, in particolare di quelle relative allo spostamento delle persone. La blindatura totale della Provincia dell'Hubei avrebbe rallentato solo di pochi giorni la diffusione sul territorio cinese, però, e questa è la cosa più rilevante, le misure hanno limitato di circa l'80% i contagi che, alla metà del mese di febbraio, avrebbero dovuto essere presenti nel resto del mondo. Un segnale fortissimo di quanto sia importante stare in casa e limitare gli spostamenti.


Rispettiamo le regole e ne verremo fuori migliori, almeno speriamo. La lotta deve proseguire.


Luoghi di cultura chiusi



di Andrea Di Bella