Mia madre mi mandò sul palcoscenico, con un calcio in culo: “Si vive una volta sola”. Ecco il nuovo film di Verdone





Date ed orari:
il 26 febbraio 2020


Il regista e attore romano ha scelto Torino per l'anteprima nazionale del suo ultimo film e afferma: “Questa città è un importante centro di cultura, che ho visto crescere negli anni, con tanti giovani e un pubblico molto attento e severo”. E ricorda ‘quel calcio in culo’ della mamma al teatro “Alberichino” di Roma: “vai, vai cretino, ricordati che si vive una volta sola!”. E da lì cominciò tutto.


di Andrea Di Bella

La conferenza stampa di presentazione del film “Si vive una volta sola”, diretto da Carlo Verdone, che uscirà nelle sale cinematografiche il 26 febbraio 2020, si è svolta a Torino, dove il film è stato presentato in anteprima nazionale il 3 febbraio. Davanti ad una folta schiera di giornalisti e fotografi ecco il regista e i suoi tre compagni di viaggio: Anna Foglietta, Rocco Papaleo e Max Tortora.


Carlo Verdone

Il regista romano esordisce subito con un elogio alla Città di Torino e ai torinesi: “Torino è una città che mi ha sempre portato fortuna, afferma. Una città gradevole, che ho visto crescere negli anni, con qualche lato un po’ depressivo ma, devo ammettere, oggi importante centro di cultura, di giovani impegnati; una ‘Città del Cinema’, con il Museo del Cinema… e un pubblico molto preparato”.


"Per questo, io assieme alla produzione e alla distribuzione, continua Verdone, abbiamo deciso di aprire quì il tour promozionale facendo  la prima nazionale del film proprio in questa città. So che il pubblico torinese è un pubblico molto attento e severo e in questo modo avremo subito un riscontro immediato di quello che abbiamo fatto".


"Non nascondo di essere felice del lavoro che abbiamo realizzato, afferma il regista, e sono felice di conoscere le vostre sensazioni. Questo è il ventisettesimo film che ho fatto come sceneggiatore, regista e attore. Il film è corale perchè avevo bisogno di confrontarmi, e credo che questa sarà una costante dei miei film in futuro, con altri attori, bravi, con cui non avevo mai lavorato. Ho sempre avuto una grande stima nei confronti di Rocco, di Max e di Anna.  Anna l’avevo vista anche a teatro, molto brava, sia nel drammatico, che nella commedia brillante".

Anna Foglietta con Carlo Verdone

"Il film prende spunto da una battuta solita che diciamo un po’ tutti, dichiara, ma nasce soprattutto dalla frase ammonitrice che pronunciò mia madre vedendo le mie esitazioni, la paura di esibirmi con i miei monologhi e scenette, quella sera, la prima volta, davanti ai critici e a un pubblico di poche persone, in quel minuscolo teatro underground “Alberichino”, nel quartiere Prati di Roma".


"Non mi sentivo adeguato, ripete Carlo, avevo una gran paura, una grande ansia, ero timido, e allora mia madre mi diede un calcio in culo e mi disse: ma vai cretino, ricordati che è una bella occasione, si vive una volta sola… se poi ti va bene, ti cambia la vita! Ma che cambia la vita mà…!!! Vai, vai cretino, ci vediamo dopo a teatro”.


La storia racconta la vita di quattro medici, una donna e tre uomini,  un’equipe di professionisti, chirurghi eccellenti tanto che si affidano alle loro cure personaggi della politica e persino Sua Santità il Papa.  Tanto bravi nel lavoro, tanto soli e disastrati nella vita privata. Ciascuno porta  sulle proprie spalle una serie di problemi. Fuori dall’ambiente lavorativo continua ad esistere una grande amicizia tra i quattro, fatta di giochi, scherzi spietati e avventure, a volte persino esasperata, ma arriva il giorno della colpo di scena: un referto medico che non dà alcuna speranza di vita ad uno di loro… un referto medico preoccupante. I tre non hanno il coraggio di affrontare la verità con l’interessato, inconsapevole; partono tutti per un viaggio on the road in Puglia, si susseguono sorprese e colpi di scena.


"Il pubblico sarà sicuramente coinvolto dalla storia, conclude Verdone. Ogni venti minuti il film offre nuovi scenari, rivelazioni inaspettate, avventure divertenti…un film complesso e delicato, con un cast indimenticabile; ci è servito, forse, andare lontani da Roma, nuovi paesaggi, anche generici diversi che hanno contribuito a rendere il film una bellissima esperienza. Sarà poi il pubblico a giudicare, certo. Reputo questa una delle mie opere migliori, altrimenti non mi sarei presentato qui a Torino, davanti ad un pubblico così esigente e severo”.

Anna Foglietta, Carlo Verdone, Rocco Papaleo e Max Tortora

"Compagni di scuola" raccontava “la malinconia, le debolezze e la fragilità degli uomini”, Si vive una volta sola, a più di trent’anni di distanza, si sofferma ancora sulla solitudine, aggiungendo, però, la malinconica fotografia beffarda dei nostri tempi. La mamma aveva proprio ragione… quei calci in culo, quella sera, ci volevano! E dire che non ti sentivi adatto ad affrontare il pubblico…

 

Ancora una volta chapeau!



di Andrea Di Bella