“Polvere di latte”: 10 anni di progetto di filiera 100% Made in Piemonte, nuovo modello di relazione industriale


Inalpi SpA

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Date ed orari:
il 20 gennaio 2020


 

Ha compiuto 10 anni il progetto di filiera che ha portato ad avere il latte in polvere “100% Made in Piemonte”, grazie alla sinergia tra Coldiretti Piemonte, Inalpi, Compral Latte e Ferrero S.p.A.

A cura di Andrea Di Bella

Questo bellissimo e strategico progetto, ma possiamo anche definirlo uno straordinario racconto che continua a essere letto con successo, nasce nel 2010, dalla collaborazione tra Inalpi, azienda di Moretta e Ferrero, azienda di Alba. Appena 50 chilometri separano i due stabilimenti, in provincia di Cuneo.

I vertici della Ferrero avanzano la richiesta di latte in polvere a Inalpi, per la loro produzione dolciaria; un’idea innovativa, a chilometro zero, cioè sviluppare una filiera che potesse coprire il fabbisogno aziendale, in grado di valorizzare il territorio piemontese;  etica, in quanto si mette sù una filiera, tutta regionale, controllata minuziosamente, a partire da dove e come vendono allevati gli animali, qual è l’origine del latte, come viene lavorato, nel rispetto dei principi della sostenibilità ambientale, dove il benessere animale, la qualità del latte e l’integrità del territorio devono essere non solo rispettati ma valorizzati.


La proposta di Ferrero viene accolta con soddisfazione da Inalpi, che si impegna nell’investimento economico più forte della sua storia, nei primi anni di quella che si è poi rivelato uno dei periodi di maggiore crisi industriale mondiale.

“E’ stato un progetto realizzato dal territorio per il territorio, sottolinea Ambrogio Invernizzi, presidente di Inalpi, nel quale, in un momento storico non facile, abbiamo avuto al nostro fianco le istituzioni locali.  Inalpi continuerà su questa strada, per proseguire nella crescita della filiera del latte corta e certificata, come testimonia il lavoro fatto in questi ultimi mesi, in cui abbiamo ampliato il numero dei pilastri su cui si basa il protocollo di filiera, passati da 5 a 8, ed incrementato la cecklist di controlli, fatta oggi da 104 punti”.

“Siamo infatti convinti, aggiunge, che la strada della qualità, della sostenibilità e dell’attenzione al benessere di tutti gli attori della filiera siano elementi imprescindibili per una crescita che porta benefici non solo al territorio ma all’intera regione Piemonte”.

Oggi, 20 gennaio 2020, si celebra il decennale con il convegno: “Polvere di latte: esperienze di futuro verso il 2030”, presso l’Hotel NH Torino Centro, partecipato al massimo. L’evento ha visto la partecipazione del presidente di Coldiretti Piemonte, Roberto Moncalvo, del presidente di Inalpi, Ambrogio Invernizzi, del presidente di Compral Latte, Raffaele Tortalla e del delegato confederale di Coldiretti Piemonte, Bruno Rivarossa. 

 

Durante il convegno sono stati consegnati due premi, opere artistiche di Ugo Nespolo, a due figure rappresentative del progetto: Enrico Scimoneresponsabile globale acquisti latte per Ferrero S.p.A., che ha avuto un ruolo di primo piano nella costruzione della filiera del latte piemontese e Raffaele Tortalla, presidente di Compral Latte, cooperativa di 250 allevatori, la maggior rappresentanza dei conferitori Inalpi.
Premio a Enrico Scimone, Ferrero, da parte di Roberto Moncalvo, Coldiretti

Il nuovo progetto di filiera Made in Piemonte, che ha coinvolto Inalpi, Compral Latte, Ferrero, con il coordinamento di Coldiretti Piemonte, ha dato vita ad un’esperienza unica che ha cambiato parecchie realtà territoriali, ha creato un nuovo modello di relazione industriale.

In Italia, si consumano quasi 100 mila tonnellate di polvere di latte di cui oltre il 90% proviene dall’estero soprattutto Francia, Germania e Nuova Zelanda. Se a questo si aggiunge che le frodi alimentari sono dietro l’angolo, la sicurezza alimentare non sempre viene rispettata, ecco un esempio virtuoso, una  risposta corretta al mercato dei consumatori che, sempre di più, chiede la tracciabilità dei prodotti,  a garanzia di una sana e corretta alimentazione.

Un merito particolare va a Compral Latte, Società Cooperativa agricola che riunisce più di 200 allevatori, piccoli e medi prevalentemente della provincia di Cuneo, regolati da uno Statuto secondo i principi di mutualità, solidarietà e condivisione. La Cooperativa , in dieci anni è passata da 100 allevatori a 225, e da 1000 quintali di prodotto giornalieri ad una raccolta media di quasi 5000 quintali destinati alla filiera Inalpi-Ferrero.

 

Il prezzo del latte calcolato su basi scientifiche è il vero elemento fondamentale del progetto e la visione di Inalpi e Ferrero ha generato la prima idea di contratto etico che di fatto ha superato i vecchi meccanismi di contratto tra produttori e industriali. Il prezzo del latte è stabilito oggi da otto pilastri che comprendono, tra l’altro, la pulizia della stalla, il benessere animale, l’uso consapevole dei medicinali e altri elementi di grande lungimiranza come la sostenibilità ambientale e sociale per una crescente attenzione ai diritti umani e dei lavoratori. Il futuro degli allevamenti, e quindi del pianeta, si gioca anche attraverso allevamenti responsabili e consumi consapevoli.

Coldiretti ha avuto la forza di coordinare un progetto innovativo e ha intravisto una possibilità di lavoro continuativo e futuro per aziende che hanno rappresentato e, oggi ancor di più, rappresentano il futuro di un territorio straordinario.

“Un accordo sancito 10 anni fa sulla base dell’innovazione, della qualità e della tracciabilità, valori tutt’ora attuali, commentano Roberto Moncalvo e Bruno Rivarossa, basato sul prezzo indicizzato che l’azienda di Moretta ha deciso di adottare premiando, a prescindere dall’andamento altalenante del mercato, il valore reale di quanto conferito dai nostri allevatori. Un modo per valorizzare la produzione di latte piemontese che conta numeri importanti: quasi 11 milioni di quintali che vengono suddivisi tra polvere di latte (20%), latte alimentare (15%) e caseificazione (65% di cui circa la metà per le produzioni DOP). Un nuovo modello di relazione industriale. Per questo auspichiamo, non solo, che questo progetto si rafforzi e si implementi, ma che possa essere uno stimolo per l’agroindustria attenta al territorio, che intenda puntare e scommettere sulla nostra agricoltura per offrire prodotti di alta qualità e valorizzare concretamente il Made in Piemonte”.

 

Nella seconda parte del convegno, prendendo spunto dall’esempio virtuoso del latte in polvere, Franco Ramello, responsabile economico della federazione regionale Coldiretti, ha tracciato una panoramica delle filiere che negli anni, Coldiretti Piemonte ha saputo creare, mostrando come si stia lavorando su diversi comparti intrecciando relazioni con l’agroindustria del territorio piemontese disponibile a percorsi virtuosi, cercando anche di esportare il Made in Piemonte oltre i confini nazionali.

Aspettando la seconda torre di sprayatura nell’azienda di Moretta, si guarda con fiducia e ottimismo al 2030: prove di futuro!
 



di Andrea Di Bella