“111 luoghi di Torino che devi proprio scoprire”: storie, personaggi, aneddoti, gastronomia, architetture di una città che sa trasformarsi


Camera di commercio di Torino Relazioni Esterne

Email: relazioni.esterne@to.camcom.it


Date ed orari:
il 20 maggio 2017


 

A cura di  ANDREA DI BELLA

 

Il 20 maggio 2017 a Torino -

Sabato 20 maggio, alle ore 18.30, a Palazzo Birago di Borgaro - Camera di Commercio, (via Carlo Alberto 16), nell'ambito degli eventi del Salone OFF (Appendice del Salone Internazionale del Libro) e di Torino DOC (Premiazione aziende vitivinicole torinesi), sarà presentato il volume 111 LUOGHI DI TORINO CHE DEVI PROPRIO SCOPRIRE.


All’incontro interverranno Vincenzo Ilotte, presidente della Camera di Commercio di Torino che ospiterà l'evento, Antonella Parigi, assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte e Alberto Sacco, assessore al Commercio e al Turismo della Città di Torino.

Copertina


111 LUOGHI DI TORINO CHE DEVI PROPRIO SCOPRIRE,  di Maurizio Francesconi e Alessandro Martini, edito da Emons, è un libro destinato - oltre che ai turisti - in particolar modo ai cittadini, invitati a scoprire o riscoprire luoghi, storie e personaggi curiosi, affascinanti e non scontati della propria città. Racconta le varie identità di Torino, fra centro e periferie, architetture storiche e recenti, parchi e piazze, negozi, ristoranti, caffè e specialità enogastronomiche.


Questa guida, attraverso luoghi, personaggi e aneddoti, narra la città di ieri e di sempre, quella della tradizione, ma anche la nuova Torino, quella che ogni giorno si reinventa, si apre a esperienze e progetti, difficile da conoscere se non la si vive dal di dentro e non la si rincorre nelle sue molte vie sotterranee. Torino si fa scoprire ogni giorno e si rivela sempre diversa anche agli occhi dei suoi abitanti che, alzando lo sguardo verso la facciata di un palazzo o abbassandolo verso un marciapiede, capiscono che questa città si nasconde anche a coloro che la conoscono meglio.


Guardatela col naso all'insù, Torino, e vi stregherà. Torino è incanto, è gioia e delizia. Romana, un po’ rinascimentale, e poi barocca, liberty e contemporanea, aristocratica e operaia, tecnologica e magica, razionale e laica, Torino è da sempre La Capitale: quella dei lunghi secoli del ducato e del regno sabaudo, e poi quella del 1861 e di un’Italia che va nascendo; e, ancora, delle Alpi, dell’industria e del lavoro, delle immigrazioni, dello sport, del cibo e dell’arte contemporanea. Una città poliedrica in cui l’amore per le tradizioni convive con la voglia di rinnovamento e il bisogno di rimettersi sempre in gioco.


Tra palazzi con i piercing e mausolei di mogli morganatiche, piole con le tovaglie a scacchi e caffè storici dai sontuosi velluti, architetti visionari come Antonelli o Mollino e imprenditori illuminati come Riccardo Gualino, mercati delle pulci ed eleganti piazze pedonali, gallerie vetrate ottocentesche e rifugi antiaerei, vini e street art, memoriali partigiani e memorie sportive.


Certo, i visitatori si concentrano soprattutto nelle grandi attrazioni, come i musei Egizio e del Cinema, ma in ogni angolo del centro e delle sue periferie la città riesce a offrire qualcosa di inaspettato. Un luogo o una storia capaci di raccontare le molte Torino e i suoi cittadini vecchi e nuovi.

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Alessandro Martini (Torino, 1972), storico dell’architettura e giornalista, curioso abitante di Torino, la città in cui ama vivere, è dal 2007 professore incaricato di Storia dell’Architettura al Politecnico di Torino. Dal 2000 è curatore responsabile delle sezioni Notizie e Musei de Il Giornale dell’Arte. È stato tra gli ideatori di MuseoTorino, il museo online della città inaugurato nel 2011. Gira per musei e nuove e vecchie architetture, viaggia, scrive articoli, saggi e qualche libro.


Maurizio Francesconi (Torino, 1974), storico della moda e giornalista, è docente di Storia della Moda e Semiotica della Moda allo IED di Torino ed è anche inviato alla Settimana della moda di Parigi per Collezioni.
Segue sfilate (con precisione), le commenta (con arguzia) ma è tristemente famoso in redazione per le sue figuracce a bordo passerella. È traduttore della Storia della Moda di Daniel J. Cole e Nancy Diehl per Einaudi ed è anche autore di qualcos’altro.

 


 



di Andrea Di Bella