Ferentino: Festa del Patrono S. Ambrogio martire





Date ed orari:
dal 30 aprile 2016 al 1 maggio 2016


Oggi, 30 aprile 2016 ho è in programma di partecipare alla Festa di Sant'Ambrogio Martire, Patrono di Ferentino. Assisterò alla processione con la Reliquia del Santo, che si svolge sin dal 1639. Domani invece, vi sarà la processione con la Statua del Santo portata sulla "macchina" (il baldacchino processionale).

 

Per l’occasione ho l’appuntamento con Gianfranco Fiorini, responsabile della segreteria del sindaco, il quale si è reso cortesemente disponibile per farmi conoscere la città e, soprattutto, lo spirito della sua festa principale.

 

Entro nella città da Porta Sant’Agata

                              

 

La città, i balconi, le finestre sono ornate di drappi con l'immagine della statua di Sant'Ambrogio


                            

 

Dopo pochi metri, vedo la prima delle due cataste di legna che verranno bruciate al passaggio della processione (qui ritratta assieme ai suoi “custodi”).

                           

 

La seconda è quella realizzata in prossimità della chiesa di Santa Lucia. Il rito a cui si riferiscono è quello della Pantàsuma e, come vedremo, contribuirà a rendere ancor più suggestivo l’evento.

 

Le reliquie del Santo che verranno portate in processione, si trovano nella navata centrale, sotto l'altare maggiore della Chiesa di S.S. Giovanni e Paolo, la Cattedrale situata sulla sommità dell’acropoli.

 

La statua del Santo a cavallo, in argento, fu realizzata nel 1641 e, assieme alla “macchina” viene portata il 1° Maggio dai rappresentanti delle antiche Confraternite, gli stessi che oggi porteranno le reliquie.

 

Al centro di Piazza Matteotti, dove ho appuntamento con Gianfranco, in cima ad una colonna in travertino vi è una bella statua bronzea rappresentante la “Vittoria alata”: è il monumento ai caduti della prima guerra mondiale.

                            

 

Con Gianfranco (qui ripreso di fronte ad un portale della Chiesa di Santa Maria Maggiore) ci dirigiamo verso la chiesa di Santa Lucia, dove avremo l’opportunità di vedere la processione e la Pantàsuma.

                        

 

Arriviamo a Porta Sanguinaria, la più importante della città e quella meglio conservata.

                     

E’ inserita nelle mura poligonali (anche denominate mura ciclopiche o pelasgiche) tra le più importanti testimonianze archeologiche di Ferentino. Le mura mostrano i segni (stratificazioni orizzontali) di tre differenti epoche: preromana, romana e medievale. Sopra vi sono costruite le attuali abitazioni: una continuità che dura da millenni...

 

Uno scorcio di Santa Maria Maggiore

                       

 

Passiamo davanti ai resti del Teatro romano.

 

Una rarità (normalmente si vedono solo sui reperti custoditi nei musei) è rappresentata dalla presenza di un sigillo su una pietra: apparteneva alla famiglia senatoria pisana dei Venulei, proprietaria di fabbriche di ceramiche e laterizi.

 

 

Arriviamo alla chiesa di Santa Lucia.

 

 

Vicino alla chiesa è già pronta la catasta per la Pantàsuma "difesa" con attenzione dai suoi custodi (suocero e genero).

                       

 

Ora si deve attendere la processione. Un paio di ottime pizze fritte (con bieta ripassata e salsiccia) rappresentano una perfetta occasione per prepararsi all’atteso evento.

 

Attorno a noi vi sono tantissime persone. Si percepisce, si “respira” un profondo senso di devozione: è l’aspetto che mi ha maggiormente colpito di questa esperienza. L’intenso sentimento di amore religioso verso il Santo Patrono si perpetua nei secoli, rendendolo un evento unico, a cui tutti partecipano con grande trasporto.

 

Arriva la processione!

                       


Viene dato fuoco alla Pantàsuma

                       

 

                                                          

                       

                          

Ed ecco le reliquie del Santo

                       

                       

 

Ora,andiamo rapidamente alla Cattedrale per vedere la parte conclusiva della processione e l’ingresso delle reliquie nella chiesa.

Abbiamo il tempo per entrarci e vedere la statua di Sant’Ambrogio sulla “macchina”.

                       

                       

                       

 

Ed ora prepariamoci all’arrivo della processione. Eccola!

 

 

E per concludere i fuochi d’artificio!

                       

                       

 

Mentre torno verso l’auto, ripercorrendo il tragitto dell’andata, m’imbatto in ciò che rimane della prima Pantàsuma: suggestivi giochi di tenui colori…


E’ stata un’esperienza molto coinvolgente. Grazie Ferentino. Grazie Gianfranco.

 

 



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