“Biennale Democrazia 2013” a Torino: la circolazione del pensiero e delle idee ha catturato la città

Torino, 15.04.2013, di Andrea di Bella
Biennale Democrazia
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Si abbassa il sipario dell’Utopia a Torino, dopo una “cinque giorni” di incontri, dibattiti, dialoghi, letture, lezioni sulla democrazia: un percorso di indagine sulle utopie contemporanee.


Un successo di pubblico strepitoso, code interminabili davanti al Teatro Regio, al Teatro Carignano, al Circolo dei Lettori, per avere l’accesso alla manifestazione; un pubblico che ha mostrato di apprezzare.


Partecipazione significativa in particolare fra i giovani, con centinaia di universitari iscritti agli eventi in programma.

 

Biennale Democrazia - foto Andrea Di Bella 

Grazie alla tecnologia migliaia di persone hanno potuto seguire gli eventi online: oltre 6.000 “contatti” Facebook, centinaia di tweet ogni giorno, numerose dirette streaming, oltre a migliaia di accessi al sito internet di Biennale, mentre la Rai Educational  ha quotidianamente trasmesso gli appuntamenti del Teatro Carignano.



Oltre 100 incontri proposti, più di 200 giornalisti accreditati, oltre 250 relatori, italiani e internazionali, protagonisti della cultura, si sono succeduti sui palcoscenici dei teatri cittadini.


Professori universitari, ricercatori, sociologi, economisti, politici, attori, scrittori, storici, giornalisti: da Alessandro Baricco a Stefano Benni, da Sergio Castellitto a Domenico De Masi, da Ilvo Diamanti a Luciano Gallino, Ezio Mauro, Margaret Mazzantini, Luca Mercalli, Paolo Mieli, Carlin Petrini, Romano Prodi, Stefano Rodotà, Salvatore Settis, Beppe Severgnini, Umberto Veronesi, Luigi Zingales, per citarne alcuni.


Presidente di Biennale Democrazia il professore emerito e illustre costituzionalista Gustavo Zagrebelsky.

 

Biennale Democrazia - foto Andrea Di Bella 


E proprio il professor Zagrebelsky aveva aperto al Teatro Carignano la Biennale parlando delle “idee che nascono dalla mente”. “Che non siano gli altri a decidere per noi, afferma, sarebbe il massimo dell’infelicità. Siamo davvero felici solo quando pensiamo”.


Queste parole sono la sintesi migliore di questa edizione 2013, caratterizzata dall'entusiasmo, dalla voglia di esserci e partecipare delle migliaia di cittadini che hanno affollato ogni evento in programma.


Il tema, “Utopico. Possibile?” è stato il filo conduttore che ha caratterizzato il calendario della terza edizione.


“Il titolo sintetizza alla perfezione il respiro di speranza con cui ci si interroga sugli orizzonti ideali e sulle sfide che ci attendono”, aveva detto Gustavo Zagrebelsky presentando la scelta di un argomento all'apparenza complesso, ma che il pubblico ha applaudito tutti i giorni soddisfatto.


“La risposta entusiasta dei cittadini è la migliore conferma per Biennale Democrazia, commenta l'Assessore alla Cultura della Città di Torino, Maurizio Braccialarghe, e la cultura si dimostra ancora una volta un’esperienza di aggregazione e di partecipazione che permette, ai torinesi come ai tanti ospiti appositamente giunti da fuori, di riconoscersi in una identità comune”.

 

Biennale Democrazia - foto Andrea Di Bella 


E ora la Città già pensa ai prossimi appuntamenti e a nuove progettualità. “In un momento complesso come quello attuale è fondamentale, come nel caso di Biennale Democrazia, saper offrire contributi importanti per una riflessione nuova, diversa, moderna. Torino è una città in grado di cogliere e dare risposte al bisogno di 'nuovi pensieri' conclude il Sindaco, Piero Fassino.

 

I cittadini hanno premiato la Democrazia, a noi il compito di premiare i cittadini con nuove occasioni di sapere e conoscenza. Perché Torino sia sempre più un laboratorio permanente capace di dare un contributo sostanziale al tempo di cambiamento che stiamo vivendo”.


E annuncia in anteprima che “Torino avrà anche una Biennale della Scienza, il prossimo anno: un grande evento dedicato alla cultura scientifica da organizzare negli anni in cui non c'è l'appuntamento con la Democrazia. Siamo già al lavoro per studiare questa nuova formula, spiega, ma in questa città certo non mancano le basi per creare un comitato scientifico che sia all'altezza del compito”.


Da “L’illogica Utopia” di Giorgio Gaber della serata di inaugurazione, al Teatro Regio, alle suggestioni delle utopie nella letteratura, nella musica, nell’arte, nella religione di Stefano Benni, nella serata di chiusura, con il pubblico entusiasta del Teatro Carignano.


A Torino Utopico comincia a diventare Possibile