“Land Grabbing”: Carlo Petrini rivela a “Biennale Democrazia” le utopie possibili che nascono dalla terra

Torino, 14.04.2013, di Andrea di Bella
Dibattito
Land Grabbing in Mali Prodotti di Terra Madre - Foto Andrea Di Bella

"Land grabbing" è il termine per definire il drammatico fenomeno dell’accaparramento, per pochi spiccioli, delle terre nel Sud del Mondo da parte di multinazionali occidentali e nuove potenze economiche emergenti. Tutto realizzato, ovviamente, a spese dell’ambiente e dei contadini più poveri. In termini economici, un investimento; in termini sociali, un disastro.


Coordinati da Mario Calabresi, direttore de La Stampa, hanno dialogato, nell’ambito di “Biennale Democrazia: Utopico.Probabile?”, Carlo Petrini, presidente di Slow Food e fondatore di Terra Madre e Stefano Liberti, giornalista sociale, scrittore e documentarista autore di reportage di politica internazionale, a Torino, in un Teatro Carignano gremito.



“Utopie che nascono dalla terra” è il titolo del dibattito: l’acquisizione su larga scala di terreni agricoli nei Paesi in via di sviluppo può garantire un’iniezione di profitti preziosi per le comunità locali, con il rischio concreto, però, della perdita del controllo sulle terre cedute. I movimenti dei contadini africani propongono forme di nuova economia, recuperando i saperi tradizionali a fianco di quelli scientifici, sviluppando l’agricoltura urbana, valorizzando la conoscenza e la sapienza delle donne. Le comunità si attivano per realizzare un diverso modello di sviluppo, che nasce dalla terra per tutelare la terra.

 

Il dibattito - Foto Andrea Di Bella

 

Carlin Petrini ha esposto le sue utopie/sfide che, si augura, possano diventare realtà.


“Sono qui perché questa è la manifestazione più bella del mondo e poi mi piacevano l’argomento e le persone che mi hanno invitato”, così ha esordito Carlin Petrini, puntualizzando che “ l’acquisizione su larga scala di terreni agricoli in Paesi in via di sviluppo significa la perdita del controllo delle terre cedute dalle comunità locali e potrebbe rivelarsi una buona opportunità per realizzare profitti preziosi”.


“Penso che sia una violenza enorme, una forma nuova di neocolonialismo. L’Africa, da sempre è soggetta all’arroganza, alla prepotenza e al ladrocinio del mondo ricco, ha proseguito Petrini, e oggi si manifesta anche con quello che sta sotto la terra, il petrolio, l’oro, l’uranio, a beneficio delle grandi multinazionali che pagano”laute stecche” a governi corrotti, e con un pugno di lenticchie portano a casa ricchezze smodate”.


“La prima Utopia è che questa vergogna deve finire… seminare utopia vuol dire raccogliere realtà.

 

Questa vergogna deve finire, afferma deciso il Presidente di Slow Food, anche il nostro Paese è complice di questa vergogna, in virtù della Cooperazione Internazionale! Milioni di nostri fratelli si trovano depredati delle loro risorse naturali. Questi governi canaglia mettono queste popolazioni nelle condizioni di non avere più la terra per pascolare i loro greggi, per produrre il cibo di casa!

 

Prodotti di Terra Madre - Foto Andrea Di Bella

 

E ci lamentiamo che a Lampedusa arrivano con barconi pieni: ma cosa devono fare questi giovani! L’Italia la faccia finita, anzi deve portare avanti segnali di amicizia, partecipazione e rispetto”.


Anche il nuovo Papa Francesco”, conclude Petrini, “ha scritto prima che diventasse Pontefice, che la corruzione puzza… si può perdonare tutto ma non la corruzione!


incalzato dal direttore Calabresi, ecco la seconda Utopia possibile secondo il pensiero di Carlo Petrini.


Tutto deve ricominciare e tutto è già ricominciato. Questa seconda Utopia è già cominciata.
I giovani africani, le piccole Comunità, i contadini organizzati stanno già praticando un’economia agricola di piccola scala che difende la biodiversità, le tradizioni rurali, la propria storia, le proprie comunità al punto che la FAO sostiene che si uscirà da questa emergenza fame in Africa, grazie a questa economia familiare. Ma questo progetto deve essere sostenuto, difeso e non depredato”,
continua Petrini.


Dall’Osservatorio di Terra Madre, migliaia di Comunità in Africa, ci viene il segnale di un’Africa nuova che ha voglia di risorgere e dobbiamo prestare attenzione a questo, altrimenti siamo in contraddizione con lo stesso principio della democrazia, perché la democrazia si misura su tutto il Pianeta. E se sul Pianeta, oggi, devo interagire con un Continente che sta soffrendo anche a causa di società avide e corrotte,
aggiunge Petrini, io penso sia giunto il tempo di aiutare e ascoltare queste persone!”

 Land Grabbing in Mali

 

La terza Utopia è anche una sfida e riguarda i finanziamenti dell’UE.


“L’UE, ribadisce il fondatore di Terra Madre, dà i finanziamenti per le produzioni agricole per l’esportazione. Si prendono contributi per produrre cibo che poi viene mandato in questi Paesi, come forma di ausilio e questo cibo fa “dumping”nei confronti di un contadino africano perché questi soldi vanno a grossi produttori che portano le materie prime alimentari in Africa e costano meno di quelle che producono i contadini africani: questo si chiama “dumping”. Dumping è altra violenza. L’Utopia è fermare questa violenza!


La quarta e ultima Utopia, a conclusione dell’incontro applauditissimo, in un Teatro Carignano stracolmo di gente, si rifà agli inizi del ‘900.


“L’ultima utopia la cantavano i socialisti italiani all’inizio del secolo scorso e sostenevano questo:
La casa è di chi la abita è un vile chi lo ignora.
Il mondo è dei filosofi
E la terra di chi la lavora!


Ti piace come Utopia? conclude Carlin, rivolgendosi al direttore Calabresi, con un sorriso di soddisfazione, di attesa ma anche di sfida, coperto da un lunghissimo applauso del Teatro tutto.