Italia Bella: Monrupino (Trieste)

Trieste, 05.04.2013, di Redazione 35

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repentabor
monrupino-santuario-della-beata- torrione_monrupino Monrupino

Italia Bella a cura di Massimo Tommasini –


 

Nell’entroterra triestino, in pieno Carso, al confine con la Slovenia, c’è Monrupino, un classico “comune sparso” formato da tre località che si guardano l’un l’altra dalla collinetta su cui sono appoggiate.

 

Il terrtitorio di questa zona è un angolo fuori dal tempo, in mezzo ad un paesaggio ondulato e brullo; scollinando verso Monrupino, ci si ritrova di fronte la sua fortificazione sulla sommità, dalla quale lo sguardo spazia dalla cerchia alpina al Golfo di Trieste.

 

La rocca fu prima castelliere preistorico, poi castrum romano che, nel XII secolo, divenne insediamento strategico del Patriarca di Aquileia e infine fortezza contro le invasioni dei Turchi.

 

Le mura del piccolo borgo racchiudono un piazzale triangolare con i resti del Tabor, la fortificazione medievale, la quattrocentesca casa comunale e, su un basamento di roccia carsica, il Santuario della Beata Vergine Maria Assunta, meta di numerosi pellegrinaggi, col suo alto campanile che si vede da molto lontano; da qui il panorama è davvero notevole, dominando dall'alto tutto il Carso triestino fino alla Valle slovena del Vipacco.

 

Monrupino, che in sloveno è conosciuta come Repentabor, conta meno di 900 abitanti sparsi nel suo piccolissimo territorio e nelle tre frazioni di Col, Repen e Fernetti, località situata proprio sull’omonimo passo che collega l’Italia con la Slovenia ed importante luogo di transito per le merci dirette verso i Balcani.

 

La due frazioni di Repen e Col conservano numerose testimonianze dell'architettura carsica, edifici completamente costruiti con la pietra locale, il calcale, dai caratteristici tetti fatti con lastre di pietra.

 

Monrupino

 

A Repen c’è la Casa carsica, il primo museo dedicato alla vita rurale del Carso, che si compone di un edificio mantenuto intatto nel tempo, dove sono esposti gli attrezzi agricoli e i mobili del secolo scorso e dove si svolge, l’ultima domenica di agosto degli anni dispari, la rievocazione delle “Nozze Carsiche” un antico rito matrimoniale, con un cerimoniale ottocentesco molto particolare e suggestivo.

 

Il paese di Col, al riparo dai venti, si trova alle pendici del Tabor, colle sul quale è situata la chiesa di Monrupino; il piccolo borgo è rimasto pressoché immutato nel corso del tempo, con le sue case adornate da particolari elementi in pietra lavorata: portali, mensoloni, ballatoi, pozzi, tetti ricoperti da lastre di pietra.

 

Fernetti-Fernetiči, invece, proprio sul confine, deve il suo sviluppo alla presenza delle osterie lungo la strada Opicina-Sežana ed all’importante scalo merci doganale.

 

Quello delle osterie, le tipiche "osmizze", segnalate da un ramo d’edera appeso sulla porta di casa, dov’è possibile gustare il vino terrano e le specialità culinarie tipiche del Carso, sono una caratteristica dell’intero territorio, una tradizione che queste località si tramandano da secoli e che nemmeno l’epoca moderna, con i suoi usi e costumi, è riuscita fortunatamente a modificare.

 

Pur vivendo in una zona di confine e di transito tra est ed ovest, le tradizioni sono molto importanti per la popolazione; ne fa fede la biennale festa delle Nozze Carsiche, quando i borghi si riempiono per quattro giorni di persone con i loro costumi etnici e si rinnovano riti classici dell’ottocento locale.

 

Dal giovedì alla domenica si celebra l'addio al celibato e al nubilato, dove i fidanzati salutano i propri amici; poi si tiene la serenata dedicata dal fidanzato alla propria amata; c’è il trasporto della dote nella casa dello sposo e, infine, la domenica, e vere nozze carsiche cui prendono parte circa 500 persone in costume popolare.

 

nozze_carsiche- 

 

La cerimonia nuziale si svolge nella chiesa sul Tabor, poi i convitati si recano in corteo a piedi fino a Repen, dove nella Casa Carsica possono assistere ancora alla consegna della sposa alla famiglia dello sposo.

 

Non sono molte le attività economiche che caratterizzano Monrupino ed il suo territorio; c’è un certo turismo di natura religiosa verso il suo santuario, quello più “godereccio” per le sue Osmizze, dove gustare i piatti tipici del Carso, e quello naturalistico, in quanto sono state recentemente create due riserve naturali sul monte Lanaro e sul monte Orsario.

 

Oltre alle attività legate alle pratiche doganali è molto attiva anche la lavorazione della pietra carsica che, grazie alle sue caratteristiche chimico-mineralogiche e fisico-meccaniche è molto usato nell'edilizia e nelle creazioni artistiche.

 

Il calcare carsico di qualità più elevata si trova infatti nel sottosuolo del Comune di Monrupino; infatti si tratta di una pietra con un’elevata resistenza all’usura ed alla dilatazione termica, pur essendo lavorabile e lucidabile; non è raro, inoltre, trovarvi all’interno dei bellissimi e ricercati resti fossili.

 

Con la pregiata pietra di Repen sono stati costruiti numerosi edifici a livello nazionale e internazionale, tra cui molti monumenti ponti e gradinate a Trieste, la stazione ferroviara di Milano, il ponte Mestre-Venezia il parlamento di Vienna ed altre importanti opere in altre capitali europee, al Cairo e negli Stati Uniti.