Pasqua 2013. Sa tessidura de prammas per la Domenica delle Palme in Sardegna: tradizione tra religione e arte

Italia, 23.03.2013, di Cristiana Grassi
Intreccio delle foglie di palma, foto di Sardegna Digital Library

Marzo 2013, Sardegna -

 

La tradizione sarda di intrecciare fibre vegetali si perde nella notte dei tempi. I cesti sono una delle espressioni più appariscenti di questa tecnica artigianale, ma ci sono dei piccoli capolavori di abilità manuale che colpiscono per la loro delicatezza e che è possibile vedere una sola volta l'anno. Si tratta delle palme intrecciate per la Domenica delle palme.

 

Sa tessitura de prammas, o filadura de prammas, è una espressione di arte popolare che si intreccia, è il caso di dirlo, con la fede e la trasmissione di valori di tradizione e religiosità. L'usanza risale a molti secoli addietro, quando i conventi erano anche laboratori di intaglio, forgiatura, tessitura e intreccio.

 

Da quei laboratori scaturivano i temi per questi lavori, che ancor oggi sono rispettati, come il pesce, simbolo di Gesù Salvatore dell’uomo; la Croce, simbolo di sacrificio e di forza; la pigna, simbolo di abbondanza della grazia; la noce, che simboleggia l’unico Dio; le stelle, simbolo della maestà del creatore; il cuore, simbolo d’amore; le campanelle, simbolo della Pasqua e della resurrezione e così in un susseguirsi di figure ispirate alla Bibbia, al catechismo, ai canti tradizionali.


 

Nella tradizione le palme intrecciate, benedette la domenica prima di Pasqua presso la chiesa più vicina insieme ai ramoscelli d'ulivo, hanno la virtù di difendere la persona, la sua casa e le sue cose e persino i suoi animali dalle insidie del male. Le palme benedette venivano portate a casa degli ammalati, appese ai crocifissi nelle camere da letto, tenute vicino alle immagini dei cari scomparsi, ma anche messe sotto i materassi o nelle casse che conservavano il corredo delle spose.

 

Un'altra bella tradizione vuole che si offrano palme intrecciate e benedette a coloro con i quali si ha avuto qualche screzio, per "far pace" in un giorno particolare dell'anno come la Domenica delle Palme.

 

In generale a intrecciare le palme erano i membri delle Confraternite, ma anche le donne della parrocchia: i maestri e maestre de prammas. In generale, comunque, moltissime erano le persone - donne soprattutto - che si dedicavano a questa forma di artigianato artistico; oggi non sono più così tante e il sapere è conservato più che altro dai più anziani. Non mancano però iniziative volte a diffondere e far riprendere la tradizione presso i giovani, come quella messa in atto presso la biblioteca comunale di Dorgali (Nuoro) in queste settimane.

 

Il procedimento per ottenere le foglie di palma per l'intreccio è naturalmente piuttosto laborioso; per prima cosa vanno scelte le palme. Già da ottobre alcuni particolari alberi vengono legati in modo che le foglie più vicine al tronco rimangano chiare e morbide; quindi le singole foglie vanno scelte, poi tagliate, infine mondate e suddivise per lunghezza.

 

Un tempo anche queste operazioni erano ammantate di una certa solennità: il lavoro del taglio e della cernita veniva affidato ai più anziani ed esperti e le foglie venivano conservate presso le chiese o le sedi delle Confraternite dal giorno del taglio dove, con alcuni accorgimenti, dovevano essere tenute fresche e flessibili per essere lavorate più agevolmente. Dove è presente la palma nana gli intrecci erano eseguiti anche con quelle foglie.