Concluso a Trieste Olio Capitale 2013

Trieste, 07.03.2013, di eva
Olio Capitale - edizione 2013
Olio Capitale - edizione 2013 Olio Capitale - edizione 2013 Olio Capitale - edizione 2013

di Leonardo Felician

 
Gli extra vergini di qualità si sono dati appuntamento a Trieste nei primi giorni di marzo per la settima edizione di una rassegna che si è spostata nella nuova sede sul mare della Stazione Marittima.
 
Sono state 231 le aziende espositrici da tutta Italia, con la presenza di  buyer da tutto il mondo, convegni, tavole rotonde, degustazioni, lezioni di cucina ed ampia partecipazione di pubblico. 
 
Nuova vetrina, circondata dal mare, per gli oli extra vergini tipici e di qualità: unanime il commento degli espositori, che giudicano l’ormai tradizionale rassegna triestina come la miglior fiera completamente rivolta alla filiera dell’olio.
 
Secondo Igor Dolenc, vice presidente della Provincia di Trieste “è stato raggiunto un obiettivo difficile e importante, quello di trovare una location a questo evento. Questi bellissimi locali valorizzeranno ancor più Olio Capitale, più importante fiera dell’extra vergine in Europa”.
 
Tra gli espositori molti piccoli produttori che vedono nella manifestazione un trampolino per esportare e a vendere all’estero, un obiettivo più che mai importante vista l’attuale congiuntura economica e il consistete calo della produzione dovuto alle pessime condizioni climatiche. 
 
Il concorso tenutosi durante la manifestazione con vasta partecipazione di critica e di pubblico ha premiato soprattutto gli olii pugliesi, che provengono dalla regione di gran lunga numero uno in Italia per la produzione di extravergine di oliva.
 
Numerose le aziende espositrici pugliesi, nel grande stand che riempiva tutto il primo piano sopra lo scalone della Stazione Marittima di Trieste.
 
Dalla città dei trulli, la fascinosa Alberobello, l’azienda agricola olearia Pietro Salamida produce olio in bottiglie e in lattine dalle varietà tipiche di olive pizzutella e circella che crescono in queste zone collinari dell’entroterra.
 
Ancora dalla provincia di Bari, a Molfetta, ha sede l’azienda agricola Ciccolella che commercializza il suo olio con il marchio Coppadoro: è un monoprodotto estratto a freddo, blend di coratina e ogliarola di Bitonto, un fruttato medio con produzione da 5000 piante su 30 ettari per una resa di circa 200 quintali all’anno.
 
Da Giovinazzo, ancora in provincia di Bari, proviene l’azienda agricola Francesco Gaetano Fanelli il cui olio prende il nome dalla masseria di famiglia e si chiama “Giardino degli Arcieri”.
 
La particolarità è che gli uliveti sono dislocati in Basilicata e l’olio deriva dalla spremitura di olive della varietà Maiatica, polposa e di colore nero.
 
Infine in provincia di Taranto, a Grottaglie ha sede l’azienda Feudi Valle d’Itria che produce Oroantico da olive ogliarola e cellina, della Murgia tarantina, Nena, un olio monocultivar di Pecholine dell’Alto Salento e l’olio biologico Vecchie Macine da un blend di ogliarola, cellina, cerasola, calabria e fasola.


di eva