Mondo del Gusto intervista Enrico Daga, presidente di STL Sardegna di Nord Ovest, alla BIT di Milano 2013

Sassari, 18.02.2013, di Andrea di Bella
Enrico Daga e Lino Mora alla BIT
Fuochi di San Giovanni

di Andrea Di Bella -

 

Incontro Enrico Daga, presidente di STL Sardegna di Nord Ovest, in occasione della BIT, la Borsa Internazionale del Turismo, che ha chiuso i battenti alla Fiera di Milano-Rho.


Pongo alcune domande relative al Turismo, ai collegamenti tra la terraferma e l’isola, alle tradizioni e riti pasquali e ai punti di forza di questo territorio.


Il Presidente si dimostra aperto e convincente, determinato e ottimista sul futuro turistico di questi luoghi, con la volontà di fare squadra con le Istituzioni, i Tour Operator, le Compagnie aeree e di navigazione, Federalberghi.

 

Sollecitato sulle motivazioni che dovrebbero spingere il turista a visitare la Sardegna del Nord Ovest, Enrico Daga afferma che “questo territorio conserva costumi e tradizioni antichissime, con un’identità che va indietro nel tempo di millenni. L’entroterra rappresenta un salto in un mondo inesplorato, dove l’accoglienza, il sorriso delle persone, l’autenticità dei gesti e dei valori umani rappresentano davvero un luogo che ti conquista e ti rapisce”.


  Enrico Daga e Lino Mora alla BIT

 

Quali sono i riti pasquali e le località interessate da queste tradizioni millenarie?


“Beh di sicuro la Settimana Santa di Alghero e di Castelsardo offre momenti di grande coinvolgimento popolare, che vanno indietro di secoli”, dice il Presidente, “I riti e le sacre rappresentazioni di particolare importanza e fascino, hanno una tradizione che affonda le sue origini nel secolo XVII e che viene arricchita di ulteriore suggestione dalle atmosfere del centro storico e dall’impronta della cultura e della lingua catalana".

 

"L’organizzazione", dichiara Enrico Daga, "fa capo all’antichissima Confraternita della Misericordia, a cui è attribuita la custodia del pregevole Cristo ligneo di fattura spagnola, perduto da un veliero e recuperato nei pressi di Alghero ai primi del secolo XVII. Le celebrazioni del Venerdì Santo hanno inizio a partire dalle ore 20 fino a tarda notte, e vedono ancora processioni e riti che rievocano la Passione".

 

"Il momento culminante”, ribadisce Daga, emozionato, “è la deposizione del Cristo dalla croce. Il simulacro del Cristo morto viene portato in processione lungo le vie cittadine illuminate dai farols e dai lampioni bardati in rosso".

 

"A Castelsardo, nelle strade del paese, incappucciati sono i membri della Confraternita, in una scenografia veramente suggestiva ed emozionante.


Non solo Settimana Santa ma anche i “Fuochi di San Giovanni” ad Alghero: la festa dedicata a San Giovanni Battista, il 24 giugno, corrisponde a quello che un tempo era il ciclo legato al solstizio d'estate, che durava circa una settimana. Era credenza diffusa che nella notte della vigilia della festa si verificassero prodigi di vario genere, sempre legati comunque alla presenza di fattori naturali come il fuoco e l'acqua.

  Fuochi di San Giovanni

 

Il rituale più significativo e ancora oggi diffuso in vari centri dell'isola in occasione di questa ricorrenza, è quello del "comparatico di San Giovanni", tradizione antichissima che prevede il salto del falò acceso per la festa tenendosi per mano allo scopo di rinsaldare e ufficializzare un legame di amicizia e solidarietà, conferendogli un carattere di sacralità.

 

Sulla spiaggia principale della cittadina catalana un fuoco enorme, altissimo, generoso viene saltato per tre volte dalle coppie, rigorosamente vestite di bianco, provenienti da tutto il mondo, che si uniscono in amicizia eterna, ricevendo per questo, un attestato di conferma che quel giorno, in quel luogo a quell’ora hanno stretto questo patto”.


Sui collegamenti tra l’isola e la terraferma, il Presidente Daga conferma che “esiste una serrata e forte interlocuzione con gli operatori, forse trascurata in passato, che assicura voli a prezzi concorrenziali da parte di Meridiana Fly, Ryan Air e Easy Jet su Alghero”.


Infine, incalzato sui punti di forza offerti da questa parte di Sardegna, si sofferma “sul turismo rurale e culturale, da vivere in stretto contatto, in un legame forte, con le comunità del luogo. Slow Tourism, vivere la lentezza dei tempi di questi territori, tra terra e mare, per gustare fino in fondo il paesaggio, l’ambiente, la gastronomia, le tradizioni, la civiltà, il linguaggio di un popolo fantastico e generoso che aspetta tutti”!