Papa Benedetto XVI si dimette: l’annuncio in latino durante il Concistoro

Castelli Romani, 11.02.2013, di Nicoletta
Piazza San Pietro - Roma
Castel Gandolfo Castel Gandolfo Castel Gandolfo

Dopo otto anni di pontificato Papa Joseph Ratzinger, Papa Benedetto XVI, oggi alle ore 11 circa, durante il Concistoro, ha annunciato in latino le proprie dimissioni, o meglio di abdicare dal proprio ruolo di Vescovo della Chiesa di Roma, a far data dal prossimo 28 febbraio 2013. 

 

Incredulità, stupore e benevolenza per l’annuncio epocale ha stravolto Roma e il mondo intero.

La motivazione di tale clamoroso gesto pare dovuta a motivi di stanchezza per l’”età avanzata”.

Una decisione, come commentano a caldo i suoi più fedeli portavoce, presa per il bene della Chiesa e con estrema consapevolezza dell’enorme peso e importanza dell’incarico rivestito, a prova di grande senso di responsabilità, umiltà e forza.

 

«Il Papa ci ha preso un po’ di sorpresa» ha detto il portavoce Vaticano, Padre Federico Lombardi, aprendo una conferenza stampa riportata in tutte le televisioni del mondo, una «decisione personale, profonda, presa in clima di preghiera». Il «motivo fondamentale è l’esame di coscienza sulle sue forze in rapporto al ministero da svolgere», ha spiegato il portavoce.


 

Dal 28 febbraio 2013 ore 20, ore locali di Roma, la sede sarà vacante e si prevede che per Pasqua 2013 sarà nominato il nuovo Papa, successore di Ratzinger, “umile lavoratore nella vigna del Signore”, come affermò lo stesso anni addietro.

 

Il primo marzo 2013 inizierà il tempo della “sede vacante”. Papa Ratzinger si recherà per un primo periodo nella sede di Castel Gandolfo (Roma), in attesa di trasferirsi definitivamente nell’ex convento delle suore di clausura sul colle Vaticano. Presumibilmente si dedicherà esclusivamente alla preghiera e alla scrittura e non parteciperà alla nomina del nuovo Papa.

 

Un gesto di "straordinario coraggio e di straordinario senso di responsabilità", meritevole di grandissimo rispetto, il commento del presidente Napolitano che domani lo incontrerà, come da appuntamenti già in programma.

 

Una scelta forte e umile, un atto di responsabilità di notevole importanza storica, prova di grandezza e integrità che dovrebbe essere di esempio per l’umanità intera.