Martedì con lo Chef: Intervista a Beatrice Calia

Italia, 29.01.2013, di Redazione 4

 

 

Di Livia Elena Laurentino -


Nata e cresciuta nei ristoranti, Beatrice Calia dopo la scuola alberghiera di Riccione inizia a lavorare con il padre nel “L’Antica Trattoria del Ragno” a Bologna, dove ha precorso i tempi proponendo, 30 anni fa, buffet di verdure cucinate in svariati modi e carrelli di cruditè per comporre le insalate più fantasiose.

 

Da giovanissima pratica judo, yoga e meditazione e da lì la necessità di diventare vegetariana, scelta che ha guidato tutta la sua vita. Agli studi di naturopatia e di tecniche olistiche abbina stage di cucina ed un’attività di personal chef, oltre allo studio delle piante officinali e aromatiche che insegna ad utilizzare in fantasiosi piatti sani e genuini. Mette questo suo talento a disposizione di chi vuole imparare a nutrirsi in modo equilibrato e corretto, iniziando a condurre corsi di cucina naturale.


 

Ora è una Chef Erbana, ovvero pratica Cucina Naturale Selvatica con erbe e fiori. La sua specialità è la capacità di creare il passaggio dalla tradizione alla cucina naturale vegetariana con alimenti sani, semplici e biologici a km zero.

 

Ha creato una scuola di cucina a Rocca Corneta, sull’Appennino bolognese, presso “Le Fattorie Castelli”, dove si occupa della valorizzazione dei prodotti del territorio partendo dalla tradizione fino a giungere ad un’offerta innovativa.


A Bologna è imminente la nascita di una scuola di cucina, dove non insegnerà solo a cucinare, ma anche l’educazione alimentare con il supporto di tecnici, operatori, medici, nutrizionisti, chef che vorranno aderire al suo progetto denominato “Sai che il cibo è il migliore amico?”.


Chef Erbana Beatrice Calia Telefono: 339 4021540 beatrice.calia@gmail.com


Perché si diventa chef?


Da giovane ho scelto l’alberghiero perché sono figlia di ristoratori e dopo anni durante i quali ho messo in pratica gli studi fatti, ho abbandonato per poi ritornare fare questo lavoro perché per me il cibo è una responsabilità e va fatto con coscienza.


Negli anni di transizione ho studiato le erbe, ho fatto bioenergetica e naturopatia e ho lavorato sull’essere umano da punto di vista della cura e ho scoperto che con la cucina puoi interagire con le persone senza dire nulla. Per me la cucina è un gesto d’amore, è un dono che faccio ogni volta, attraverso essa dono piacere, che si trasferisce al cibo. La scelta che ho fatto è stata quella di non limitarmi a fare della preparazione, ma di insegnare e quindi mentre cucino, spiego quello che sto facendo, il perché di un cibo piuttosto che un altro e il come. Insegnare la cucina è ancora più bello e completo.


Tu non hai un ristorante nel quale operi quotidianamente …


Io ogni tanto lavoro in una struttura, ma perché a monte ho fatto una scelta di vita, volevo crescere i miei figli e condividere le feste comandate, dedicarmi ai rapporti con le persone e quindi ho scelto la mia famiglia. Ho passato vent’anni in un ristorante in cui non esistevano pause, chi lavora così lavora 6 o7 giorni su 7. Quindi ho preferito restare a contatto stretto con la natura, perché quando insegno Cucina naturale selvatica con i corsisti, andiamo a riconoscere le erbe nei campi quella che io chiamo “la spesa della dispensa di madre natura” e solo alla fine si entra in cucina. Ecco come tutto diventa molto gioioso.


La tua definizione professionale è “chef erbana”, cosa significa?


Erbana è un modo dilettale di definire colei che s’intende di erbe e dal momento in cui mi occupo di cucina naturale mi sembrava la definizione più appropriata. E’ un termine che mi sa di antico, è ritrovare un ruolo femminile che fa parte dell’essere donna e madre in un comunità. Un tempo era una specialità di alcune donne che se ne occupavano oltre che per l’alimentazione, anche per la cura del corpo e della mente solo attraverso le erbe. Così me la sono accaparrata perché credo che mi rispecchi molto, quando io cucino c’è una connessione tra il cibo e le emozioni.


Un ruolo legato quello della cuoca da sempre alla donna è diventato nel tempo appannaggio degli uomini perché secondo te?


In verità credo che l’uomo sia più chef che cuoco, quest’ultimo è colui che crea, lo chef è quello che oltre a creare è colui che prende tutte le decisioni ed ha anche le responsabilità in cucina. In questo momento, forse, è una parola abusata in quanto definisce una figura più complessa, lo vedo come sinonimo di potere, un potere dal quale le donne sono escluse, come in una brigata a bordo di una nave.


Perché ancora adesso non è facile per una chef donna non è facile affermarsi e sono ancora decisamente in minoranza?


Se decidi di mettere su famiglia questo è un lavoro non ti permette di essere anche madre, quindi ti obbliga a scelte castranti, credo che sia questa la grande differenza. La donna in cucina ha un occhio diverso, perché riesce a ragionare a 360°, proprio perché gestisce una famiglia essendo sposa e madre, mentre l’uomo ha bisogno di un equipe intorno. Naturalmente ci sono le eccezioni.


Cosa ne pensi di questo boom mediatico della gastronomia?


La cosa mi sconvolge un po’, perché chiunque si mette a cucinare senza rendersi conto della grande responsabilità che si ha quando si crea il cibo per un'altra persona. Però il più è iniziare, il discernimento col tempo aiuta, questo è un lavoro che richiede tanto tempo, sacrificio e passione, e chi non è all’altezza pian piano verrà eliminato.


Secondo te nel complesso è un bene o un male?


Forse è un bene, in passato la cucina è stata un po’ chiusa in un cassetto, c’era una trasmissione orale e si era gelosi dei segreti delle proprie ricette. Ora invece che tutto è a disposizione di tutti, si scopre che “l’ingrediente segreto” è soprattutto una modalità di approccio. Per me è auspicabile che questo boom porti anche ad una consapevolezza legata al sapere che cosa mangiamo, che spero porterà ad alimentarsi in modo più sano.
In questo momento anche chi non si occupa di naturale pone più attenzione al suo lavoro.


Non posso chiederti che cosa non manca mai nella tua cucina?


E’ ovvio che non mancano assolutamente le erbe, tanto che ho anche un balcone con le piante officinali tra cui la ruta che adoro, ma soprattutto non manca mai la passione. Se sono arrabbiata non cucino, per questo la gioia del cucinare non manca mai.


La tua specialità?


Adoro lavorare a crudo, trasformare le verdure senza trattarle troppo, d’altra parte insegnando molto ai bambini, la mia specialità è la cucina senza fuoco.
 

La ricetta: la pasta brisè light