“Vinitaly 2013”: a Verona l'export ha una marcia in più

Verona, 24.01.2013, di Valeria Ferrari

 

Dal 7 al 10 aprile 2013 a Verona -

 

I dati relativi all’esportazione lo confermano, la ricetta anticrisi per il vino italiano riamane il mercato estero. Un’opportunità che Veronafiere propone da oltre 15 anni, da quando cioè ha fatto di Vinitaly e di Vinitaly International strumenti per l’internazionalizzazione delle imprese enologiche italiane.

 

Per questo anche in tempi di crisi, Vinitaly - in programma dal 7 al 10 aprile 2013 - è un appuntamento a cui le aziende non vogliono rinunciare perché, come evidenziato da una ricerca sulla soddisfazione del cliente realizzata a consuntivo dell’edizione 2012, la partecipazione consente di consolidare la propria immagine (97%), verificare l’interesse per i propri prodotti (98%), valutare il mercato e la concorrenza (95%).

 

L’importanza di essere presenti vale anche per gli operatori stranieri, i quali, sempre in un sondaggio dello scorso anno, hanno affermato per l'86% di partecipare a Vinitaly per trovare nuovi contatti, capire le nuove tendenze e finalizzare contratti di acquisto.



Per la prossima edizione sarà ulteriormente incrementata la presenza di buyer stranieri grazie all’impegno delegati di Veronafiere in 60 Paesi e tramite un accordo con Ice - Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane per potenziare l’incoming a Verona di nuovi operatori.

 

Questo permetterà di aumentare le possibilità di contatti b2b per le aziende espositrici, che stanno confermando la richiesta di spazi dello scorso anno; le iscrizioni sono infatti in linea con il 2012.

 

Vinitaly, che si impone ogni anno come il più grande salone internazionale dedicato al vino, offre a trader e operatori internazionali l’unico punto di riferimento completo dell’offerta italiana. Offerta che, non bisogna dimenticarlo, rappresenta il meglio dell’enologia mondiale, in termini di qualità e di originalità grazie al suo patrimonio di vitigni autoctoni, con prezzi concorrenziali in relazione anche all’appeal del made in Italy e della cultura che il nostro vino rappresenta nel mondo.