San Valentino 2013. La “Fieste dei nemorâz dal purzìt” alla Tavernetta da Aligi, Porpetto (Udine)

Udine, 16.01.2013,

 

Febbraio 2013 a Porpetto (Udine) -

 

Per tutto il mese di febbraio, a Porpetto (Ud) - San Valentino: Festa degli Innamorati… del maiale! Iniziò tutto quasi per scherzo, per gioco e per sfida, guarda caso nel 1968, anno rivoluzionario.

 

Ben 45 anni fa due amici, Aligi Grop ed Ezio Toneatto, intuirono che una battuta – “mi sono innamorato del maiale” – ascoltata durante un convivio enoico poteva diventare una buona idea gastronomica da proporre nel giorno della Festa di San Valentino.

 

Pensarono che “Fieste dai nemorâz dal purzìt” (Festa degli innamorati del maiale, in friulano) potesse essere un buon nome. Il tempo ha dato ragione a questa coppia di creativi, lo slogan meriterebbe un piccolo spazio nella storia della pubblicità, magari accanto al celebre “Chi mi ama mi segua” che proprio in quegli anni reclamava i jeans Jesus, con testo di Pirella e foto (altrettanto storica) di un giovanissimo Oliviero Toscani.


 

Aligi individuò un menù a base di carne di maiale basato sulla tradizione. Antipasti, primi, secondi… e anche il dolce! Per questo, da appassionati gourmet e conoscitori della cultura della propria terra, scomodarono un’antica ricetta friulana riportata nel magistrale “Mangiar Friulano” di Giuseppina Perusini Antonini (leggendaria e centenaria contessa del Picolit di Rocca Bernarda, tante volte raccontata da Luigi Veronelli, maestro della critica enogastronomica).

 

Del gruppo di amici e padrini della Festa – meriterebbero tutti una citazione, perché, come si sa, le idee spesso sono frutto di elaborazione collettiva – un ricordo particolare va a Isi Benini, grande giornalista, gourmet e wine-writer di raffinata competenza. Il successo fu immediato e dal ‘68 la festa continua ogni anno presso “La Tavernetta da Aligi”, a Porpetto, in provincia di Udine, ormai luogo di culto dei veri appassionati della buona tavola.

 

Nel corso degli anni, la festa, dal giorno di San Valentino, si è estesa prima a una settimana e ora a tutto il mese di febbraio. E per un mese si può gustare il celebre menù. Gli anni sono passati, Aligi e la moglie Elsa Tibaldi ora stanno alla consolle di regia, ai fornelli c’è il figlio Ezio, che ha portato novità e ricchezza alle ricette con la competenza di gran chef.

 

Nell’accogliente sala lo staff è diretto da Clia, figlia, gentile, sapiente sommelier e consigliera. Cosa aggiungere della famiglia Grop? Si può almeno ricordare la genialità comunicativa di Aligi, Mary e Clia, e la competenza di Elsa e di Ezio, che alterna la passione dei fornelli con quella della caccia e della pesca, ambiti in cui è maestro riconosciuto (attenzione! quest’ultima non è un’informazione secondaria perché la sapienza venatoria si travasa nella conoscenza delle carni, dei prodotti della terra, nell’attenzione alla qualità).

 

E si potrebbe continuare con i talenti familiari, ma per ora fermiamoci qui. Aggiungiamo una chiosa extra. Impossibile non immaginare tra i tavoli della Tavernetta il compianto Amedeo Giacomini, poeta anarchico (“Jo bastart, pajàn / samenze brusade /fì di miò pari cjòc / sì che ancje a mi il bevi mi plâs…”), docente universitario, uccellatore impenitente, autore dei trattatelli “Andare a uccelli con le reti e con il vischio”, epica struggente della civiltà contadina della pianura friulana.

 

Anche lui si sarebbe trovato a suo agio tra i saperi e i sapori della Tavernetta da Aligi e una disquisizione appassionata con Ezio sulle diciannove e più varietà dei franzei (fringuelli) e i modi per riconoscerli (ormai da anni catturarli è vietato!). (m.t.)