Italia Bella: Valdobbiadene (Treviso)

Treviso, 16.11.2012, di Redazione 35

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Italia Bella a cura di Massimo Tommasini -


Poche località in Italia hanno un’identità così netta e precisa con il loro prodotto caratteristico; tra queste c’è sicuramente Valdobbiadene, che deve la sua notorietà alle bollicine del celebre, e celebrato, Prosecco, uno dei vini più apprezzati ed amati.

 

Adagiata tra dolci colline ricoperte da vigneti, Valdobbiadene, poco più di 11.000 abitanti, già nel nome richiama colori, sapori e profumi particolari, quello dell’uva che fermenta nelle botti delle sue innumerevoli cantine.

 

La città risale a circa quarantamila anni fa, ma soltanto dal periodo medioevale se ne trova traccia quando, soggetto alle lotte continue tra le varie signorie locali, subisce assedi, distruzioni e saccheggi.


 

E’ di questo periodo, attorno all’anno 1000, che Valdobbiadene e tutta la zona circostante si arricchisce di chiese e pievi, costruite dai vari signorotti locali per garantirsi benevolenze ecclesiastiche, ma anche per un miglior controllo del territorio.

 

Quando infine cade sotto il dominio della Serenissima, i Dogi di  Venezia portarono a Valdobbiadene un periodo di relativa pace, ponendo fine ai privilegi feudali, dividendola in comunità rurali, le “Regole” e dandole una certa autonomia e autogoverno con uomini democraticamente eletti in seno ai capifamiglia.

 Valdobbiadene

 

In questo perioddo ebbero un notevole impulso le attività legate all’agricoltura, all’artigianato, all’industria della lana, del cotone e soprattutto all’edilizia, con la costruzione di belle ville per le famiglie nobili di Venezia.

 

La città continuò a prosperare per molti decenni, attirando anche gente da fuori, che portarono nuove attività come l’allevamento del baco da seta, la follatura, tintura e cardatura della lana, la lavorazione della canapa.

 

Con l’arrivo di Napoleone e poi, con la dominazione austriaca, le Regole spariscono e la nascente borghesia fatta di mercanti, notai, proprietari terrieri ne assumono il potere politico.

 

In questo periodo la città si arricchisce di notevoli strutture architettoniche e si sviluppa l’industria della seta; la coltivazione vitivinicola, invece, prende avvio dopo la guerra del 1915-18.

 

Oggi Valdobbiadene è una città moderna e vivace, la cui principale economia ruota attorno alla coltivazione della vite ed alla produzione di vino, esportato in ogni parte del mondo; tra l’altro la città è da oltre qurant'anni sede della Mostra Nazionale degli Spumanti, ora Forum Spumanti d'Italia.

 

Valdobbiadene-prosecco

 

Il Prosecco di Valdobbiadene Docg, è un vino che riflette il carattere della gente di qui, tranquilla, ma anche spumeggiante quando serve, energica, attiva e generosa.

 

Declinato in diverse tipologie, il Prosecco è “Tranquillo”, “Frizzante” o “Spumante”; si riconosce per il colore paglierino leggero, per la moderata corposità, per l’esclusivo profumo fruttato e floreale. 



 

Lo spumante è dry ed extra dry, più o meno secco, con profumi di melo e di pera; quello Brut è ricco di profumi di agrumi e di note vegetali;

 

Il Tranquillo 
è la versione di Prosecco meno conosciuta al di fuori della zona di produzione, chei ottiene dai vigneti più fitti e poco produttivi e da uve ben mature, dove vengono esaltati profumi di mela, pera, mandorla e miele di mille fiori.

 via-del-prosecco

 

Il Valdobbiadene Docg Frizzante, nato per incontrare i giovani e per avvicinare il consumatore meno esperto, è quello più “facile” ed immediato, ricco di sentori floreali e fruttati con un prevalere di mela e limone.

 

Infine c’è il Valdobbiadene Superiore di Cartizze, un vero gioiello dell’enologia italiana, caratterizzato da un gusto più amabile e denso rispetto agli altri Prosecchi di Valdobbiadene, in cui domina il sentore di mela e aromi di fiore di glicine, acacia e anche di rosa.

 

Ma il territorio di Valdobbiadene, oltre che del suo grande vino, è ricco anche di altri prodotti tipici tra cui i salumi come la sopressa, i salami, l’ossocollo e la pancetta.

 

La sopressa, prodotta a Valdobbiadene e nell’area pedemontana, è un grosso salame di carne magra e grassa di suino e bovino, sale e pepe, salnitro, prosecco, pezzetti di mela e alcuni chiodi di garofano, che la rendono tenera e dolciastra.

 Sopressa di Valdobbiadene

 

Dopo tre mesi circa di stagionatura, viene mangiata con la polenta o il “pan de casada”, il pane fatto in casa.

 

Altri prodotti tipici locali sono il marrone di Combai, ottime castagne generalmente di piccola taglia, ma molto saporite; gli asparagi selvatici che crescono lungo i fossati o nei luoghi incolti, impiegati in cucina durante la primavera, lessati o conditi, infarinati e fritti. o impiegati per ottenere gustose minestre di riso e di orzo, risotti e frittate.

 

E ancora il “formaggio di Malga Monte Cesen”, prodotto nelle malghe del Comune di Valdobbiadene, in quelle dei comuni limitrofi e del bellunese nel periodo estivo dell’alpeggio con il latte delle vacche che si nutrono dell’erba profumata dei pascoli montani. 



 

vino-prosecco-di-valdobbiadeneMolti gli eventi che vengono organizzati a Valdobbiadene, alcune di carattere religioso, nello spirito delle genti venete, come la Festa di Sant’Agata, la Sagra di Sant’Antonio, quelle di Santa Margherita, San Bernarino, San Rocco, l’antica fiera di San Gregorio Magno, patrono della città, la Festa dei Santi Patroni Vito, Modesto e Crescenza, solo per citarne alcune.

 

Ma la maggior parte sono collegate alla promozione dei prodotti tipici locali, in primo luogo il Prosecco, appunto, come la Mostra del Valdobbiadene e Cartizze Docg e la Mostra del Prosecco Doc, nel corso delle quali anche le altre specialità tipiche vengono esposte e degustate nelle piazze e nelle vie cittadine.

 

Uno di questi, che non manca mai, è “lo spiedo”, specialità tipica specialmente dell’area pedemontana,in particolare nel periodio autunnale – primaverile, con le carni miste di maiale, pollo, coniglio, vitello e uccelli, salate e unte, infilzate negli spiedi, hanno un colore e sapore particolari e sono serviti assieme alla classica polenta e del buon Prosecco.