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La Farina di Neccio della Garfagnana (Lucca)


La Farina di Neccio della Garfagnana (Lucca)

Lucca, 06.11.2012, di Redazione 35

 

La farina di neccio della Garfagnana altro non è che la classica farina di castagne; il castagno infatti, definito anche "albero del pane" perché i suoi frutti hanno sfamato intere popolazioni montane, è stata parte integrante della vita della gente di montagna.

 

La presenza del castagno nella montagna lucchese, in Garfagnana e nella Valle del Serchio, è vecchia di molti secoli.

 

A partire dal 1400, con il progressivo aumentare della popolazione, crebbe anche l'importanza del castagno tanto che la sua coltivazione subì un notevole incremento fino a raggiungere il suo apice all'inizio dell'800.


 

Successivamente i fenomeni dell'emigrazione, il progressivo abbandono delle zone montane, nonché il diffondersi di alcune gravi malattie della pianta, hanno contribuito a ridurre drasticamente le superfici coltivate a castagno.



 

Nella Valle del Serchio la farina di neccio è sempre stata prodotta; un tempo era considerata l'alimento base delle classi più povere.

 

La farina di neccio della Garfagnana, oggi prodotto Dop, ha un colore che varia dal bianco fino all'avorio scuro; il suo sapore dolce è caratterizzato da un leggero retrogusto amarognolo; il profumo è quello delle castagne e la consistenza è fine al tatto e al palato.

 

Viene confezionata sia in sacchetti per uso familiare, sia in sacchi da 12 kg per forni e pasticcerie.


 

Le tecniche di produzione sono rimaste invariate nei secoli: dopo l'eliminazione dei frutti non integri, le castagne vengono poste ad essiccare nel “metato”, su cannicci di legno, per una quarantina di giorni.

 

Quindi vengono sottoposte a battitura e selezione per eliminare i frutti bacati e quelli che non presentano caratteristiche ottimali; la successiva molitura avviene in mulini con macina di pietra e la farina ottenuta viene stoccata e infine confezionata.


 

La farina nuova secondo il disciplinare di produzione può uscire solo dal primo Dicembre di ogni anno; viene utilizzata per fare la polenta dolce, il castagnaccio, i necci, i biscotti ed altri dolci.

 

Il Territorio: Garfagnana