San Ginesio (Macerata), fra misteri storici, arte e qualità

Macerata, 12.10.2012, di Fosca Maurizzi

 

Il paese di San Ginesio, nel cuore più puro delle Marche, è un piccolo scrigno di “virtù” antiche e moderne.


La vita delle gente, qui, ha ancora un gusto semplice e rassicurante, un po’ di altri tempi e la lingua, spesso inframmezzata a dialetto, ha un tono ascendente da domanda perenne.

 


Antico castello medievale, San Ginesio giace sull’oro della sua arenaria e mira, imponente, l’azzurro dei Monti Sibillini. Intatto il silenzio.

 

Sono molti i misteri e le bellezze che il luogo ha da offrire ai visitatori. Partendo dalla splendida Collegiata, la cui facciata racchiude parte della storia artistica della cittadella, dal Romanico del ricco portale in travertino, al Gotico fiorito della parte superiore, al Barocco della possente campanile con cuspide a bulbo.


 

Ricco di pregevoli opere l’interno dove, sostengono alcuni studiosi, sotto il pavimento dimorerebbero le spoglie di Pipino il Breve, padre di Carlo Magno, e di sua moglie Berta ( Vedi pdf)

 

Affreschi di Scuola Giottesco-Riminese nella Chiesa di San Francesco, simboli Templari nella Chiesa dei Ss Tommaso e Barnaba, nella Collegiata stessa e in varie costruzioni del centro storico, bella Pinacoteca, piccolo e prezioso teatro intitolato a Giacomo Leopardi, costruito nel 1873, completano il panorama.

 

Una peculiarità esemplificativa della tradizione enogastronomica locale fa bella mostra di sé nella piazza principale del paese. Si tratta di LAB, un laboratorio artigianale dove Luigi Bellesi commercia il suo “pane di una volta” solo biologico, manifestando così il profondo rispetto che lo lega all'ambiente e agli esseri viventi.

 

Luigi lavora utilizzando sempre ingredienti biologici (ottenuti senza concimazioni o trattamenti chimici) accuratamente scelti presso fornitori certificati, e seguendo antichi procedimenti.

 

Il pane, la pizza, i biscotti di vari tipi, dolci e salati e i prodotti stagionali vengono tutti lavorati con lievito madre e cotti in un forno a legna fatto con mattoni di sola terra e argilla.

 

Assolutamente esclusi zucchero bianco raffinato, latte bovino e suoi derivati, margarine, olio di cocco, olio di palma, conservanti ecc, i suoi prodotti sono ottenuti con semplici ingredienti quali olio extra vergine d'oliva, olio di girasole, miele millefiori, malto di riso, zucchero integrale di canna. Come per il pane, la base di tutti i prodotti è la pasta madre composta da acqua e farina, come si faceva un tempo.

 

Occasione della mia visita, due eventi di rilevanza, organizzati da Giampiero Feliciotti, presidente della Comunità Montana dei Monti Azzurri, i quali hanno avuto luogo nell’ottocentesco teatro Giacomo Leopardi, alla presenza delle autorità locali, di enologi, produttori, giornalisti.


Il primo evento, di respiro internazionale è stato il Convegno sul “Marketing dell’enogastronomia territoriale” che ha visto coinvolti l’Accademia delle 5T e i dirigenti scolastici, docenti e formatori di Istituti Alberghieri e per il Turismo provenienti da varie parti d’Italia, da Cipro, Belgio, Malta, Turchia e Germania.


Finanziato dall’Unione Europea, il progetto vede l’enogastronomia come componente trasversale in grado di assumere un ruolo importante nel marketing per uno sviluppo sostenibile del territorio attraverso la ristorazione, l’accoglienza e la valorizzazione delle risorse naturali.


L’altro più ludico ed “inebriante”: L’esperto enologo di fama mondiale Luca Maroni ha tenuto a battesimo la Doc San Ginesio, due tipologie di vino prodotte con uve coltivate in zona (come da disciplinare): Vernaccia nera, Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Ciliegiolo, Merlot. Auguri al nuovo nato!

Approfondimento


Bibliografia:
1. Il mistero dei Templari a San Ginesio – Giovanni Cardarelli, con prefazione di Roberto Massi del Sovrano Ordine Militare di Malta – Ed. Officine Brugiano
2. Il rinvenimento delle sepolture di Pipino il Breve e di sua moglia Berta nell'attuale Collegiata di S. Ginesio