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San Benedetto Po (Mantova) e il maestoso Complesso Monastico costruito tra due fiumi


San Benedetto Po (Mantova) e il maestoso Complesso Monastico costruito tra due fiumi

Mantova, 12.10.2012, di Chiara De Gasperi


 

San Benedetto Po è considerato uno dei "Borghi più belli d’Italia", un monastero tra “Piazza e fiume”, con al centro del paese il Monastero Benedettino.

 

Il complesso monastico di Polirone, fu fondato nel 1007 da Tedaldo di Canossa, nonno della celebre contessa Matilde, sull'isola che si trovava tra il Po e il fiume Lirone, oggi non più esistente.

 

La monumentale costruzione ospita il Museo e le collezioni civiche, legate all’artigianato, all’arte, alla devozione popolare. Un insieme di edifici situati al centro del paese di San Benedetto Po.

 

La prima parte, comprende la sezione storico-archeologica del Museo, attualmente esposta nei seminterrati dell'ex refettorio monastico, materiali lapidei e ceramiche conventuali recuperati durante le campagne di scavo.


 

Un'altra importante collezione è quella degli antichi carri agricoli reggiano–modenesi che si trova nelle cantine dell'ex infermeria monastica. Sono esposti esemplari di carro agricolo reggiano, modenese-carpigiano, bolognese, romagnolo, ferrarese, mantovano e siciliano.

 

Al di sotto del Refettorio si possono ammirare le Cantine cinquecentesche del Complesso Monastico. Si prosegue con la grandiosa Chiesa Abbaziale, riedificata tra il 1540 e il 1545 da Giulio Romano senza demolire le vecchie strutture romaniche e gotiche. Sono presenti 32 statue di santi che arredano le navate e ornano gli ingressi.

 

Nell'ambiente posto tra il transetto e la sagrestia si trova la tomba di Matilde di Canossa, un sarcofago in alabastro sorretto da quattro leoncini di marmo rosso.

 

Il corpo della contessa non è più collocato nel sepolcro dal 1633, quando venne trasferito nella Basilica di San Pietro a Roma.


Il chiostro dei Secolari, destinato ad accogliere i pellegrini e i poveri al piano terra (lati est e sud), il Chiostro di San Simeone il cui piano superiore era un tempo occupato dall'infermeria vecchia a est, dalla biblioteca e dalla dimora dell'abate a sud, dalle celle-dormitorio dei monaci a ovest e a nord. Uscendo dalla sala ci si imbatte nel chiostro più grande, dedicato a San Benedetto.