Il vino nel mondo antico: archeologia e cultura di una bevanda speciale

Modena, 04.08.2012, di Redazione 35

Titolo: Il vino nel mondo antico Archeologia e cultura di una bevanda speciale

Autore: Stefano de’ Siena

Pagine: 272

Prezzo: € 20.00

Editore: Mucchi Editore

 

Stefano de’ Siena, bolognese che risiede in provincia di Modena, è un archeologo classicista e si occupa di ricerca, didattica, divulgazione scientifica e scavi.

 

Da anni è impegnato sul tema del gioco su cui ha già pubblicato alcuni suoi studi e, più di recente, su quello del vino.

 

Questo suo ultimo lavoro prosegue il percorso di monografie in tema di archeologia sociale, in cui lo studio delle identità culturali e delle testimonianze letterarie è sempre connesso all’esame degli aspetti concreti e si ca­ratterizza non solo per il potenziale scientifico e divul­gativo, ma soprattutto per la forza di un grande racconto dell’umanità che, attraverso la cultura del vino, ci offre uno spaccato di vita dei popoli antichi.


 

Una cultura ecu­menica, universale, eppure diversa in ogni luogo, e che ovunque trova nel dionisiaco nettare e nei gesti del bere una precisa e concreta corrispondenza che sostanzia in modo profondo l’humus delle genti e dei territori.

 

In un libro denso di nozioni, di documenti e di analisi tal­mente particolareggiate da trasformare anche le più pic­cole tracce, come i vinaccioli ed altri microscopici re­sti archeobotanici, in spiragli pertinenti e carichi di pro­spettiva storica, si ricostruisce la storia dell’invenzione del vino, la sua evoluzione e la sua funzione sociale ne­gli usi delle grandi civiltà antiche, dagli esordi nel Vicino Oriente fino al mondo ellenico, etrusco e romano.

 

Il vino, sostanza preziosa e da sempre conservata con cura, ma anche effimera e volatile sul piano organico, è un reper­to archeologico molto raro.

 

Tuttavia se ne hanno riscon­tri oggettivi in numerosi ambiti dell’antichità: dal percor­so di domesticazione della vite ai progressi agronomici ed enologici, dalla storia dei commerci alla progettazio­ne dei vasi vinari, dai corredi potori agli accessori di ser­vizio, dai contesti conviviali alle celebrazioni funerarie.

 

Seguendo il filo di queste tracce multiformi, “Il vino nel mondo antico” disegna un panorama dettagliato che coin­volge le competenze dell’archeologo, che potrà confron­tarsi con deduzioni originali e innovative sulla realtà di un’autoctonia italica della vitivinicoltura o sulla liceità del bere per le donne etrusche; quelle dell’enologo, che vedrà descritta la vinificazione antica e troverà ricompo­sta la molteplice fenomenologia artigianale dei recipienti da trasporto, conservazione e invecchiamento; la curiosi­tà del degustatore appassionato del “bere bene”, che po­trà scoprire le tradizioni raffinate del simposio e del con­vivio, in quali locali pubblici si poteva consumare il vino e con quali sostanze veniva corretto e diluito, non soltan­to per ragioni organolettiche.

 

Il libro, anche grazie a un apparato di illustrazioni di rara ricchezza e vastità, mo­stra la dimensione conviviale delle diverse culture del vi­no, con un’articolata definizione del fenomeno, sia come prodotto del genio alimentare umano, sia come bevanda portatrice di valori etici, di slanci edonistici e di risvol­ti spirituali, questi ultimi legati soprattutto all’immagina­rio della religiosità sepolcrale fra ammonitori scheletri li­banti e suggestivi epitaffi funebri.