Mercoledì del BenEssere: Benvenuta Estate, come abbronzarsi in tutta sicurezza (prima parte)

Italia, 13.06.2012, di Redazione 4

 

 

Di Federica Pagliarone -


Da sempre l’estate è sinonimo di abbronzatura: tentazione irresistibile che coinvolge tutti noi, ma che deve essere assaporata con la dovuta saggezza perché esporsi al sole, senza la giusta protezione, può provocare seri danni alla nostra pelle


Con l'arrivo dell'estate esporsi al sole diventa un must irrinunciabile per ottenere un colorito sano e dorato che ci rende tutti più belli.

 

Per prevenire i danni all'epidermide, però, è fondamentale dosare le esposizioni con responsabilità e saggezza. Purtroppo, l'esposizione “selvaggia”, senza la giusta protezione, se ripetuta per anni, lascia segni indelebili anche sulla pelle più perfetta. E' il fenomeno del foto-aging, il processo biologico attraverso il quale i raggi solari inducono un invecchiamento precoce e profondo della struttura cutanea.


 

Dunque, l’imperativo per quest’estate deve essere: abbronzatura sì, ma con raziocinio. Di seguito, trovate preziosi consigli da seguire con zelo, per prevenire i danni e abbronzarsi con intelligenza:


Orario di esposizione
Evitare di esporsi tra le 12 e le 16. In questo momento della giornata, l’irraggiamento solare è all’apice della sua intensità. Anche all'ombra l'intensità della radiazione ultravioletta può essere pari al 50% di quella della luce diretta, mentre la sabbia della spiaggia intensifica l'intensità del 25% (la neve addirittura del 100%).


Prime esposizioni
Non prendere più di tre quarti d’ora di sole al giorno (20 minuti al sole intenso). Oltre questo limite, i melanociti sono saturi e non producono altra melanina. Dopo i primi giorni, si può aumentare progressivamente la durata dell’esposizione, senza dimenticare di proteggersi.


Abbronzante
Per evitare scottature e preservare la propria epidermide occorre ricordare che creme e olii protettivi vanno applicati più volte, soprattutto quando, in giornate molto afose, si fa spesso il bagno. Anche se i solari di nuova generazione garantiscono l'effetto lunga durata, dopo ogni tuffo è sempre consigliabile ripetere l'applicazione.


La "giusta" protezione
Ogni carnagione necessita di un certo tipo di protezione. Per le pelli chiare, è consigliabile l'utilizzo di un filtro molto alto, anche con un spf 50. Per le pelli olivastre, o comunque già abbronzate, un spf 5 può essere sufficiente. In ogni caso, è bene sfatare il luogo comune secondo il quale con la protezione alta non ci si abbronza. La differenza è che occorre più tempo, ma il risultato è che si potrà contare su un'abbronzatura più sana e soprattutto più duratura.


Alt a profumi e creme profumate
Anche se la tentazione di cospargersi viso e corpo con essenze profumate è fortissima, è assolutamente sconsigliato farlo quando ci si espone al sole. Certe sostanze chimiche, interagendo con il sole, si trasformano in veri e propri veleni per l'epidermide.


Tatuaggi e piercing

Dal momento che comportano piccolissime “incisioni” della pelle, il consiglio è di non prendere sole per almeno un mese dall'intervento. I raggi solari potrebbero causare delle reazioni, anche a causa del contatto con le sostanze usate per la colorazione del tatuaggio.
Stesso discorso per il piercing: prima di esporsi al sole, occorre far cicatrizzare bene il piccolo forellino che si pratica per realizzarlo. L'ideale è attendere 20-30 giorni.


Cappelli
Se l'obiettivo è quello di proteggere capo e viso dagli effetti devastanti del sole, è bene scegliere dei tessuti non sintetici, meglio di colore chiaro. I cappelli in paglia vanno benissimo, sempre che non abbiano una trama troppo larga.


Asciugarsi bene dopo ogni bagno

L’effetto specchio delle goccioline favorisce i colpi di sole e riduce l’efficacia dei prodotti di protezione, anche se resistenti all’acqua.


Bere molto e spesso

Il sole disidrata in profondità il nostro corpo. E’ importante prestare particolare attenzione alle persone anziane, che hanno una sensazione di sete ridotta, ed ai bambini che hanno una termoregolazione meno efficace. (continua)