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Brez Mej, l’agriturismo “Senza Confini” dove si mangia bene, a Prossenicco di Taipana (Udine


Brez Mej, l’agriturismo “Senza Confini” dove si mangia bene, a Prossenicco di Taipana (Udine

Udine, 20.04.2012,

 

Inizia la stagione 2012 all’Agriturismo Brez Mej, a Prossenicco (Udine) -

 

Avete mai trovato un tesoro sul ciglio della strada? Visibile e esposto allo sguardo di tutti? Facilmente recuperabile e quindi troppo facile per dare soddisfazioni? No…un tesoro solitamente è ben nascosto, difficile da trovare, ci vuole una mappa però poi grande è la soddisfazione nell’aprire il forziere e scoprire tutte le cose preziose che ci sono dentro.

 

Ecco qui è più o meno la stessa cosa. Oggi vi invitiamo a scoprire con noi “Senza Confini”, ovvero Brez Mej, l’agriturismo che Alan Cecutti ha deciso di aprire a Prossenicco di Taipana, ovvero in un posto che vi aiuteremo a trovare, a scoprire e magari anche ad amare.

 

E’ successo anche per lui così; la mamma, originaria di qui, aveva sposato il babbo che invece abita a Salt di Povoletto e d’estate Alan saliva qui, tra le alte colline della zona e vi passava del tempo, sempre più tempo, fino a intraprendere questa avventura che ora sa di scommessa vinta. Prossenicco dovete solo vederlo come paese per capirlo; ha 22 abitanti e ci sono due bar e all’ingresso del paese un cartello vi ricorda che da queste parti è stato avvistato l’orso, oltre naturalmente ai cinghiali e ad altri animali selvatici e da pentola.


 

Per arrivare partite da Attimis, costeggiate brevemente il Torrente Malina, non andate verso Subit – Porzus, luogo famoso e storico, e rimanete sempre sulla strada; via via incontrerete Forame, Borgo Molinars, Borgo Matelig, la freccia per Subit, località Bombardier, Borgo Cancellier, Subit stesso, e dopo aver svoltato a sinistra arriverete in Comune di Taipana, direzione Prossenicco,  c’è solo questa strada.

 

Strada….. se  la politica fosse una cosa seria, l’avrebbero già sistemata questa “strada”, che è stupendamente immersa nel bosco, dalla quale si aprono squarci di paesaggi dolcissimi e infiniti, che attraversa piccoli borghi dove il tempo si è fermato, e non solo il tempo, ma anche l’estetica, l’edilizia, le tradizioni: il legno del bosco ordinato ai  bordi della strada, le ancone votive segno della religiosità delle persone, le croci isolate e le casette da cacciatori; i fiori di campo e gli alberi da frutto, liberi di crescere e di chinarsi sulla strada quando piove o tira vento.

 

Non è brutta la strada, anzi, ma avrebbe bisogno di qualche asfaltatura e questo soprattutto per il turismo da mountain bike, che trova mille percorsi e mille deviazioni, e porta a Caporetto, che non è lontano, o a Pulfero o a Tarcento o a Cividale o nel cuore del Parco Naturale delle Pre Alpi Giulie.

 

A piedi o in bicicletta, il turista “slow” qui trova tutto quello che gli serve, e se ha fame, trova anche Alan, magari assieme a Natasha, la sua compagna che lo farà padre in estate. E conviene avere fame. Brez Mej ti aspetta alla fine del paese, in quella che era una vecchia caserma della Guardia di Finanza e che Alan ha acquistato e sistemato, bene.

 

Molto bene, che avrà anche delle camere e che serve come punto di partenza, arrivo e sosta per chi vuole scoprire questi posti di una bellezza così selvaggia da apparire fuori dal tempo, con le auto che offendono la natura e il vociare sommesso dei  pochi cittadini che rispettano il silenzio assordante dei boschi e delle vette. Bianche, in lontananza, con delle croci in cima. Come uno se l’aspetta, ecco così è qui!

 

C’è anche una chiesa, una statua, una Via Crucis scritta in sloveno e poi c’è il Cammino Celeste che collega Aquileia, Castelmonte e Lussari e passa di qua; e poi la Via Alpina e molte piste forestali ora ottime per le mountain bike e molto altro: poco ma molto. In zona allevamenti ovini e formaggio, maiale e salumi fatti in casa: manca la produzione del vino, ma per una degustazione coi fiocchi ce lo siamo portati e abbiamo abbinato piatti a vino, di Iole Grillo (Albana di Prepotto).

 

Agriturismo, quindi piatti semplici e tradizionali, ma saporiti e gustosi; ambiente caldo, stufa accesa, bella compagnia in sala, tavoli con amici e avventori: ricordiamoci, 22 abitanti e due bar. Piatto di antipasti con formaggi caprini e vaccini, ottimi i primi, soprattutto quello erborinato, prosciutto di qualità e salame fatto in casa, qui vicino, molto buono.

 

Abbinamento con il Sauvignon pluripremiato di Grillo, profumato e pieno in bocca. Il primo piatto tradizionalissimo è doppio: gnocchi di pane con burro e salvia e poi polenta con burro, pancetta croccante e formaggio fuso. Un piatto di una volta, semplice e molto calorico, particolarmente apprezzabile la polenta così resa più ricca.

 

Abbinamento con il Merlot Riserva: un gran vino il Merlot che trova dolcezza e ricchezza senza stancare. Meglio gli gnocchi se messi dentro la polenta. Di secondo ovviamente frico, qui presentato con cipolle e patate e in abbinata una frittata di ortiche. Ottimo il piatto principe friulano, figlio del buon formaggio; particolare l’ortica che piace o non piace.

 

Abbinamento con lo Schioppettino del 2008, avvolgente, speziato, il mio rosso preferito. Come dolce un gnocco di pasta di pane ripieno di miele, noci, uvetta e cannella, una sorta di strucco bollito molto particolare e buono. Qui l’abbinamento era veneto, un moscato giallo passito da oltre 14 gradi. Grappa e amaro, fatti in casa e il sorriso di Alan e del papà dietro il banco.

 

Una scoperta da condividere, un tesoro pieno e a diposizione di molti, un paese così lontano e vicino alla tradizione e cultura friulana e slovena da essere quasi un museo all’aria aperta. E al ritorno, come dice il cartello… occhio all’orso.