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Le Terme dell'Emilia-Romagna, un percorso di salute che compie vent’anni


Le Terme dell'Emilia-Romagna, un percorso di salute che compie vent’anni

Italia, 29.02.2012, di Redazione 35

 

 

C'è un percorso fatto di vapori, fanghi, acqua dalle varie temperature e dai sapori particolari, che attraversa tutta l’Emilia-Romagna, da Ovest ad Est e dal Nord al Sud. 

 

Un itinerario tutto particolare, tra località immerse nel verde, spesso adagiate tra colline generose di vigne e piante da frutto, che alternativamente guardano la pianura da “balconi” naturali o gettano lo sguardo verso il mare aperto perdendosi nel suo azzurro.

 

Questo e molto di più arricchisce il patrimonio termale dell’Emilia-Romagna, oggi riunito nell’Unione di Prodotto Terme, che unisce in una unica collana le varie “perle” di questo percorso.

 

 

Salsomaggiore, Tabiano, Monticelli, Baistrocchi, Sant’Andrea Bagni in provincia di Parma, Salvarola-Sassuolo nel modenese, Comacchio nel ferrarese, le terme felsinee nel capoluogo, poi Monterenzio, Porretta e Castel San Pietro in provincia di Bologna, Cervia, Riolo Terme, Brisighella, Punta Marina in quella di Ravenna, Euroterme, Sant’Agnese e Grand Hotel Terme Roseo a Bagno di Romagna, Castrocaro Terme e Terra del Sole e Fratta Terme nel forlivese ed infine Rimini e Riccione nella provincia balneare di Rimini.


 

 

La Regione e l’APT Emilia-Romagna hanno creato vent’anni fa un itinerario della salute mirato a dare a queste realtà la migliore promozione possibile dopo momenti non certo facili della loro storia, e con la riscoperta del benessere personale, delle beuty-farm, dei centri benessere e del turismo termale non relegato alla sola “terza eta”, si può dire essere stata quella di del 1992 una scelta più che azzeccata.

 

Percorriamo idealmente questo viaggio tra colline e pianure che intersecano l’asse millenario della via Emilia, richiamando ogni anno oltre qualche milione di presenze per un fatturato che raggiunge il miliardo di euro.

 

Proprio ai piedi dei primi contrafforti appenninici si stende Salsomaggiore Terme, rinomata fin dal secondo secolo avanti Cristo per l’estrazione del sale, resa possibile dall’utilizzo delle sue acque salso iodiche

 

Una produzione, quella della bianca sostanza, che ha caratterizzato tutta la storia della stazione termale, tanto che nel 1857 la produzione annuale ammontava addirittura a 1 milione e mezzo di chilogrammi. 

 

L’apertura del primo rudimentale stabilimento risale invece al 1847, anno a partire dal quale Salsomaggiore incomincia a porsi all’attenzione nazionale per le sue acque salso bromo iodiche. Nelle vicinanze anche la stazione termale di Tabiano

 

Scendendo in pianura, tra i torrenti Parma ed Enza, si incontra un altro “fratellino” minore come Monticelli Terme prima di arrivare, sull’appennino della provincia di Bologna, a Porretta Terme, stazione rinomata fin dal tredicesimo secolo quando il nome “Bagni della Porretta” incomincia a fare il giro d’Italia. 

 

Ospiti della roccaforte del termalismo felsineo anche Lorenzo de’ Medici ed il pittore Andrea Mantegna.

 

In un ideale saliscendi della salute, occorre tornare verso il piano per trovare l’abitato di Castel San Pietro, adagiato lungo la via Emilia. 

 

Anche la provincia di Ferrara ha il suo stabilimento termale: si tratta delle Termae Oasis, nel territorio di Comacchio, in una zona fiabesca come le valli che la circondano.

 

Nella provincia di quella che una volta è stata anche capitale di un impero, e parliamo di Ravenna, si trova Riolo Terme, anch’essa risalente al tredicesimo secolo; la cittadina collinare mette a disposizione dei frequentatori le sue acque minerali ed un notevole complesso di strutture.

 

Restiamo sempre nella collina ravennate, ma questa volta calati in pieno Medioevo, con il borgo di Brisighella, ricco di parchi e verde. 

 

Animata tra giugno e luglio dalle ormai tradizionali Feste Medioevali, Brisighella offre per tutto l’anno al visitatore la magia di un mondo perso nella notte dei tempi.

 

Bisogna dirigersi verso il piano, attraversando la provincia di Forlì-Cesena, per trovare Castrocaro Terme e Terra del Sole, le cui acque ricche di iodio e bromo vennero classificate per la prima volta nel 1830 dal professor Antonio Targioni-Tozzetti dell’Università di Pisa. 

 

 

Restando sempre nella provincia forlivese da qualche anno è stata riaperta la stazione della Fratta, nel territorio di Bertinoro, e quindi si risale per Bagno di Romagna, il cui sfruttamento risale all’epoca romana. 

 

Partiti dalla pianura padana si arriva finalmente alla costa adriatica, da sempre meta di turisti e gitanti che ogni anno la affollano a milioni anche per i suoi stabilimenti talassoterapici.

 

Cervia, stazione tra le più eleganti, lega indissolubilmente la sua storia alle saline che la circondano, utilizzandone l’acqua per varie terapie.

 

 

 

Guardando sempre l’Adriatico per ridiscenderlo per qualche chilometro si incontrano Rimini e Riccione, cittadine gemelle di una Riviera che ogni anno si propone con i suoi colori ed i suoi suoni. 

 

Lo stabilimento nella capitale del “divertimentificio”, si trova a Miramare. Già conosciute in epoca romana le acque delle terme di Riccione che hanno trovato in età moderna pieno sviluppo.

 

Un patrimonio vario e ricchissimo quindi che la Regione cerca di tutelare con finanziamenti mirati, senza nascondersi le difficoltà da affrontare ed i grandi problemi da risolvere. 

 

Alcune migliaia i dipendenti delle varie strutture termali, senza contare tutti quelli che fruiscono dell’indotto da queste prodotto con i circa 20 mila posti letto messi a disposizione dalle innumerevoli strutture ricettive.

 

 

L’Unione di Prodotto Terme, nato nel 1992 come “Circuito termale dell’Emilia-Romagna”, vuole tutelare sempre di più un simile “arcipelago”, stimolando collaborazione e rapporti con le altre realtà turistiche locali, per fornire al visitatore, anche quello proveniente dall’estero, una gamma più completa di opzioni. 

 

Sguardo aperto verso il futuro quindi, mantenendo però un piede saldamente ancorato al passato per non perdere la memoria storica che ha portato i nipoti a bere le acque dei nonni e l’uomo del Duemila ad immergersi nei fanghi degli antichi romani.

 

(di Massimo Tommasini)