Martedì con lo Chef: Intervista a Maurizio Mastrototaro

Foggia, 04.10.2011, di Redazione 4

 

 

Di Livia Elena Laurentino –

Maurizio Mastrototaro  comincia  a prendere confidenza con pentole, materie prime e fornelli fin da ragazzino,  “obbligato”  dalla mamma che con il babbo ha aperto diversi anni fa il Piccolo Hotel Oasi, una piacevole realtà di 8 camere con ristorante  nell’isola di San Domino, arcipelago delle Isole Tremiti .

Dopo esperienze professionali in giro per l’Italia, Maurizio ha preso il posto della mamma nel ristorante, che immerso nel verde si affaccia su uno degli scorci più belli dell’Isola, proponendo piatti che esaltano la tipicità della cucina tremitese . 
  

Come è quando è iniziata la carriera di  chef?

E’ inizia in maniera molto semplice, i miei genitori sono di origine tremitese e quindi quando hanno deciso di aprire questo posto, l’hotel ristorante Oasi, avevo solo 11 anni, quando mia mamma mi preso per un orecchio e mi ha messo in cucina… Molto semplicemente così, poi ho seguito il corso delle cose , ho compiuto i miei  studi all’istituto alberghiero e quindi, dopo alcune  esperienze, sono tornato nella mia isola .

Perché si sceglie una piccola isola come San Domino dove anche l’approvvigionamento quotidiano può diventare un problema?

Tremiti è la mia terra, ritornare era portare tutta la mia esperienza di cucina in quest’isola, volevo dare risalto ai sapori tipici di questo posto. Mi faceva piacere che si gustassero dei piatti particolari, d’altre parte io sono l’unico chef dell’isola, Gli altri ristoranti  fanno una ristorazione commerciale, ma per lo più o non sono professionisti o non sono di Tremiti.

Tornare in qualche modo l’ha fatta rinunciare magari alla popolarità, che in posti più famosi o anche più “raggiungibili “ avrebbe avuto?


Forse, ma sa questa è una delle poche interviste che ho rilasciato. In passato quando lavoravo a Milano ho avuto molte opportunità di apparire in radio o televisione anche con la Clerici, ma è un mondo che non mi interessa . Non amo mettermi in mostra, anche perché vedo che in televisione spesso ci sono persone che appaiono in contesti gastronomici, ma poco hanno a che fare con la vera cucina .

Quali sono le caratteristiche delle cucina tremitese?

La cucina tremitese è una cucina molto povera, bisogna considerare che fino al 1940 è stato un confino politico del fascismo e  quindi non c’era nulla . Successivamente queste isole sono state abbandonate a sé stesse, quasi dimenticate dall’Italia.
C’era veramente poco da mangiare per cui  si mangiavano le famose diomedee, gli uccelli simbolo della Isole Tremiti , la pasta con le patelle, il pesce se il  mare consentiva la pesca, la cicoria selvatica che si raccoglie sull’isola. Il calamaro ripieno, una delle nostre specialità, era un piatto che  si mangiava a Natale.

Cosa avrebbe fatto se non diventava uno chef?

Avrei fatto l’artista , anzi  più precisamente il fumettista . Il mio sogno era quello di inventarmi delle storie, ma qualcuno mi ha riportato alla realtà…
La mia creatività e la passione le ho convogliate  ai fornelli e sa, io sono un po’ pazzo, e quando  in cucina le cose non funzionano comincio a lanciare piatti e pentole per aria …

Qual è l’ingrediente che non manca mai nella sua cucina?

Ovviamente il pesce e i capperi, che mi vado a raccogliere personalmente con le signore che collaborano con me da anni, e mettiamo sotto sale, pronti da usare.

Un desiderio  per il futuro?

Che queste isole volassero in alto come le Diomedee, perché se lo meritano.

La ricetta del cuore:

Paccari allo Scorfano