Di Leonardo Felician -
Ha aperto alla cucina italiana l’Hilton di Singapore, uno degli alberghi più in vista della vivace città asiatica, affidando il nuovo ristorante Cielo a un promettente giovane chef.
E’ il lombardo Stefano Arrigoni lo chef del ristorante Cielo, che dal ventiquattresimo piano dell’Hilton di Singapore domina con una vista spettacolare Orchard Road, la via dello shopping elegante della metropoli asiatica.
All’inizio di quest’anno la prestigiosa catena ha deciso di aprire un nuovo ristorante in terrazza, soltanto otto tavoli all’interno più un po’ di spazio sul teak ai bordi della piscina e ha privilegiato la cucina italiana, che peraltro in questo momento è assolutamente di moda a Singapore e in Estremo Oriente.
A dirigere il ristorante è stato chiamato il giovane chef lombardo, formatosi alla scuola alberghiera di Chiavenna con significative esperienze a Villa D’Este e al Four Seasons di Milano alla scuola di Sergio Mei.
La cucina del “Cielo” è davvero italiana, con ampia scelta di stangolapreti, pappardelle, spaghettini, tagliatelle, ravioli. Tra gli antipasti, burrata di bufala fatta arrivare espressa, carpaccio, capesante: ottimop il carpaccio con scaglie di grana e le capesante servite con tartufo, pancetta, fois gras e caviale.

Tra le zuppe la pappa al pomodoro con il granchio, la crema di funghi e il tradizionale minestrone di verdura. Nel pesce, il branzino arriva direttamente dal Mediterraneo, mentre la trota alle erbe con pepe misto e salsa di zafferano arriva dalla Nuova Zelanda. Tra le carni, galletto, piccione, quaglia e costolette: il tutto con contorni a parte: spinaci, patate, senza dimenticare la stagione autunnale dei funghi porcini.

Per chi lo desidera, c’è anche una carta delle pizze, dominata dalla tradizionale margherita e dalla bufalina. Anche i dolci sono un omaggio alla cucina italiana, con tiramisù e panna cotta; sono disponibili anche formaggi italiani, rari a Singapore, e limoni di Amalfi.
La cantina è attrezzata con vini italiani e francesi, ma anche di Australia e Nuova Zelanda. Lo chef Arrigoni sottolinea l’abbinamento con il prosecco “rustico” di Nino Franco, una delle eccellenze di Valdobbiadene, 11 gradi alcolici per un vino piacevole da aperitivo o da tutto pasto, e a bassa voce ammette che talvolta deve servire i vini rossi freddi, un gusto locale giustificato dalla temperatura elevata tutto l’anno con grado di umidità a volte insopportabile.