Grgic: il vino triestino che vince a Buttrio (Udine)

Udine, 02.07.2011,

 


Il Refosco di Grgic, premiato alla Mostra del Vino 2011 di Buttrio (Udine) -

 

Ben conoscendo la reciproca “simpatia” che c’è tra friulani e triestini (imperdibile la parodia di Star Trek dove i buoni parlavano friulano e i cattivi in triestino…), mi sono incuriosito nel vedere un Refosco dal Peduncolo Rosso di San Dorligo della Valle (profondo….est) vincere il primo premio alla recente Fiera del Vino di Buttrio dedicata da un paio di anni ai vini autoctoni. Siamo quindi oggi ospiti di Igor Grgic e della sua bella famiglia, due figlie e la moglie Tanja Vecchiet,  a Padriciano, sul Carso alto dietro l’Area di Ricerca e quindi molto sopra Trieste.

 

L’agriturismo offre prevalentemente tre cose: un servizio di ristorazione legato alla stagione,  alle verdure e alla produzione di insaccati di maiale,  allevati e macellati direttamente da Igor; un maneggio con 14 cavalli docili e abituati a tranquille passeggiate lungo i sentieri del Carso e del vino, ottimo vino, che qui viene prodotto solo nelle sue tre  tipologia più caratteristiche: Vitovska, Malvasia e Refosco. Il Refosco, se coltivato in certi terreni, con un microclima particolare, terra rossa, diventa poi Terrano, ricco di ferro e vino straordinario,  quasi curativo per gli anemici. Almeno così viene detto.


 

I vini di Igor Grgic invece vengono ricavati dai vigneti posti in basso a San Dorligo della Valle e quindi su un terreno molto diverso da quello che si trova qui: pochi chilometri di distanza, 300 metri di dislivello da azienda e vigneti e due microclimi totalmente differenti. Nella valle si coltivano ulivi e scorre l’acqua, qui sull’altopiano carsico la temperatura scende di parecchio sotto zero e la roccia affiora appena scavi qualche centimetro sotto l’erba.

 

Laggiù invece la terra deriva dalle doline carsiche, ovvero delle grotte antichissime, in cui il crollo della volta favorisce l’accumulo della terra e il passaggio dell’acqua, rendendola molto più fertile dell’altopiano. Qui nell’agriturismo siamo a 360 metri sul mare e il freddo vento dell’est arriva direttamente; nei vigneti, quasi quattro ettari, si sente il beneficio del mare, che mitiga le temperature.

 

La produzione non è elevata, siamo sui 50-60 quintali per ettaro e Igor ha deciso di fare vino…perché gli piace farlo, gli piace servirlo e oggi, dopo il premio, si ritrova con commenti e richieste da parte di tantissima gente, che lo apprezzava prima e ora ancora di più: un premio è sempre un premio! Sono circa 8.000 le bottiglie prodotte, più il vino sfuso venduto in questo agriturismo, aperto solo nel fine settimana; si chiamava “Osmizza” una volta e quel termine derivava dall’autorizzazione concessa da Maria Teresa d’Austria alle aziende agricole di  vendere per  “otto giorni” i prodotti della terra.

 

Aperta nel 1996, dal 2004 ha assunto lo status di agriturismo e quindi vende circa metà di prodotti fatti in casa e oltre a vino a carne, che proviene da maiali in libertà, salumi buonissimi, anche funghi,  verdure e derivati. Nel 2000 la prima etichetta e nel 2011 il premio a Buttrio: un bel passo in avanti. Circa 40 i posti a sedere nella sala e molta gente viene qui per praticare il maneggio coi cavalli e con un istruttore molto bravo che rende facile anche le cose ai principianti.

 

Curiosa la definizione di “Repubblica” che gli abitanti di Padriciano si sono dati, proprio per sottolineare la diversità da Trieste, del cui territorio comunale fanno comunque parte, e curioso il fatto che una intera collina, 40 ettari circa, sia passata da demanio pubblico ad una cooperativa e gestita quindi dai soci. Oggi quella collina è un parco con sentieri, passeggiare, aree di sosta e pic nic e spazio appunto per i maiali in libertà di Igor. I vini di Grgic, più facili a bersi che a pronunciare il suo nome, hanno vendemmia tardiva, passano in legno non  nuovo e sono sul mercato dopo due anni e sono assolutamente tipici del territorio, così diverso dal Collio e dai Colli Orientali.

 

Ci tornerò qui da Igor, per dei buoni motivi: per i salumi da gustare d’inverno assieme ai suoi vini, per le Nozze Carsiche, appuntamento molto suggestivo di fine agosto, e per la festa coi cavalli di Monrupino, che si chiama “Cavalli e profumo di mosto” che si svolge a ottobre; nell’attesa, cin cin davanti alla targa del premio avuto a Buttrio.